Ospedale di Eboli: Si completa il trasferimento di Ostetricia a Battipaglia

Nonostante la morte dei gemellini, continua il trasferimento, anche delle attrezzature sanitarie, dei reparti di Ostetricia e Pediatria dall’Ospedale di Eboli a quello di Battipaglia.

Il Sindaco Melchionda su tutte le furie denuncia: “Grave scorrettezza da parte del Commissario di Governo della Sanità in Campania Stefano Caldoro. Si convochi subito il Tavolo tecnico”. Questi non si fermano nemmeno sulle disgrazie.

I responsabili dello sfascio della Sanità-Stefano Caldoro-Pietro Spinelli-Antonio Squillante-Rocco Calabrese.

I responsabili dello sfascio della Sanità-Stefano Caldoro-Pietro Spinelli-Antonio Squillante-Rocco Calabrese.

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Non c’é peggior sordo di chi non vuol sentire. E nonostante la tragedia della morte dei due gemellini tra il Pronto Soccorso di Eboli e l’Ospedale di Battipaglia a seguito del trasferimento improvviso e nella più totale insicurezza dei reparti di Ostetricia e Pediatria dall’Ospedale di Eboli a quello di Battipaglia, tra l’altro in locali inidonei ed insufficienti per spazio e sicurezza ad ospitare il previsto enorme flusso di partoriemti, con l’aggravante anche della chiusura delle Sale operatorie dal 15 giugno scorso al 15 settembre prossimo, la Direzione Aziendale dell’ASL Salerno, imperterrita, sta completando il trasferimento anche delle attrezzature mediche, incurante degli impegni che sono stati assunti con il Presidente Caldoro di convocare un Tavolo tecnico-politico per cercare di risolvere quelle criticità che si sono palesemente dimostrate e quelle incomprensioni, oltre che di rivedere il rpovvedimento analizzando sia i fatti che le richieste oltre che dare corso all’attuazione del Decreto 49, facendo attenzione ad eliminare immediatamente  lo scandalo delle prestazioni milionarie in ALPI, che arricchiscono, nella colpevolezza della Direzione aziendale, molti medici ed impoveriscono l’offerta di prestazioni, servizi e strutture ospedaliere pubbliche.

Questa mattina – si legge in una nota stampa del Sindaco di Eboli – è ripreso il trasferimento delle attrezzature sanitarie, culle ed incubatrici, dei reparti di ostetricia e di pediatria dell’Ospedale di Eboli presso il nosocomio di Battipaglia. Questo non significa altro che sia Stefano Caldoro, che il DG Antonio Squillante e via via chi ricopre e chi se ne è assunta ogni responsabilità, non hanno nessuna intenzione di rivedere le cose e al contrario proseguono, prepotenti e arroganti come appaiono, incuranti e insensibili nemmeno di fronte alla morte dei due gemellini e del dolore dei genitori e dell’intera comunità, e continuano nel loro intento, sottoponendo al rischio della vita sia le donne partorienti e sia i piccoli nascituri.

La notizia desta lo sconcerto del primo cittadino di Eboli Martino Melchionda, in attesa ancora della convocazione da parte del Presidente della Regione Campania del tavolo tecnico per ridiscutere ed approfondire il contenuto del piano ospedaliero redatto dal Direttore Generale dell’Asl Antonio Squillante.

Grave scorrettezza – dichiara il Sindaco di Eboli Martino Melchiondada parte della struttura commissariale della Regione Campania, che mostra, ancora una volta, di non tenere fede agli impegni assunti. Lo scorso venerdì ci siamo recati dal Presidente Caldoro per rappresentare le nostre serie preoccupazioni per la salute dei cittadini ed, in particolare, delle partorienti e dei bambini della Piana del Sele.

E nonostante il commissario si sia dichiarato disposto ad approfondire il  piano di riordino ospedaliero, allo scopo di verificare il pieno rispetto dei livelli essenziali di assistenza, questa mattina continua il trasferimento delle attrezzatura sanitarie presso l’ospedale di Battipaglia.

Una presa in giro quella di venerdì? Ci auguriamo, francamente, che non sia così, e in qualità di primo cittadino chiedo l’immediata convocazione del tavolo tecnico per aprire una approfondita analisi del piano ospedaliero, dalla quale non potranno sfuggire gli evidenti squilibri ed rischi per la salute dei cittadini. 

Lo ribadiamo ancora una volta, il piano va rivisto e subito; la soppressione dei reparti di pediatria e di ostetricia del nosocomio ebolitano è causa di gravi  conseguenze per la salute pubblica.

Ci auguriamo, pertanto, che si proceda immediatamente. Si tratta di sanità e del diritto dei cittadini ad avere una giusta assistenza sanitaria, e questioni di questo tipo non posso attendere”.

Il Sindaco Melchionda si illude: Questi si stanno rendendo responsabili, nella loro piena consapevolezza, di ulteriori possibili tragedie. Non hanno nessuna intenzione di fermarsi e lo faranno solo di fronte agli arresti anche perché in più di una occasione si è evidenziato quali potessero essere i rischi a cui si andava incontro indicandoli con precisione in un post in uno degli ultimi articoli su questo sito dal titolo (Migliaia in Corteo a difesa della Sanità e dell’Ospedale di Eboli: “Via Caldoro e Squillante) e appunto si ripete pedissequamente il contenuto evidenziando come:

In un Ospedale che si rispetti, ……….., si verificano spesso urgenze o emergenze chirurgiche contemporanee.
L’organizzazione pronta solo ad affrontare “l’emergenza”, parola oggettivamente troppo generica, che ci porta a spaziare dalle vere urgenze chirurgiche, ortopediche, o ostetriche che siano, fino a giungere a quelle rianimatorie, o ai trasferimenti urgentissimi e a quant’altro si possa verificare in una struttura complessa, si deve avvalere di turni di medici e di sanitari in pronta disponibilità, riducendo all’osso quelli effettivamente presenti e cioè di guardia, e così ad esempio, limitandoci solo all’Ostetricia-ginecologia, un solo cesareo che faccia nascere due gemelli può necessitare di due pediatri e due rianimatori presenti contemporaneamente in sala operatoria, se si suppone una sofferenza fetale intensa. In questo semplice caso, semplice perché in effetti, rappresenta una sola urgenza-emergenza, in Ospedale devono essere presenti almeno 3 rianimatori, e almeno uno deve restare in rianimazione e quattro operatori ostetrici (di cui tre al campo e uno libero) per evitare quelle tragedie a cui ho fatto spesso riferimento e che Lei ritiene sia “allarmismo” e sebbene non Ostetrico, ma come medico e Direttore Sanitario dovrebbe sapere e se deliberatamente finge di non sapere, o peggio ancora, lo ignora per superficialità allora è ancora più grave di quanto si possa immaginare”.

Quelle considerazioni evidenziavano senza se e senza ma tutte le responsabilità in capo a chi ha pensato, suggerito disposto  e attuato l’ordine del trasferimento dei reparti, e se poi dovesse venir fuori che, non solo, non si è data la giusta informativa agli utenti e non si è dato la giusta informativa e i protocolli precisi ed inequivocabili da osservare in casi simili, oltre che se si dovesse scoprire ancora che i tempi che sono stati necessari affinchè si sia potuto organizzare l’equipe che sarebbe dovuta intervenire a rispondere a quell’urgenza-emergenza, hanno procurato la disgrazia o possono in futuro provocarne altre, non resterebbe altro che le manette per i responsabili, che sicuramente non sarà l’infermiere una delle ultime ruote del carro che per il momento è stato indagato dalla magistratura inquirente a pagarne le conseguenze, bensì altri, avendo molta cura che una volta assicurati alla giustizia e alle patrie galere si compia anche quel gesto estremo di buttare le chiavi.

Eboli, 17 luglio 2014

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