ASTOLFO – LANDOLFI SULLA LUNA

VITE PARALLELE  ovvero biografie non autorizzate: Astolfo – Landolfi sulla Luna.

Vincenzo Cicalese come Plutarco e le sue “Vite Parallele” racconta fatti e personaggi di oggi accomunandoli a quelli del passaro o cogliendone accostamenti e differenze.

Astolfo-Landolfi

Astolfo-Landolfi

di Vincenzo Cicalese
da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Con l’articolo “ASTOLFO – LANDOLFI SULLA LUNA“, Vincenzo Cicalese inizia la sua collaborazione con POLITICAdeMENTE, e lo fa attraverso la rubriga “VITE PARALLELE  ovvero biografie non autorizzate“, attraverso la quale offrirà ai lettori le sue riflessioni su fatti e uomini politici, locali, provinciali o nazionali per sollecitare una discussione che va ben oltre i fatti specifici e che si propone di evidenziare gli aspetti più nascosti ai più ma a lui molto evidenti e quindi più interessanti visti in una chiave letteraria e poetica ma contestualizzati e quindi attualizzati.

Vincenzo Cicalese

Vincenzo Cicalese

Vincenzo Cicalese è stato a lungo Dirigente scolastico di Istituti Scolastici Superiori nella vicina Basilicata, saggista, poeta e romanziere oltre che animatore culturale, negli anni settanta è stato amministratore della Città di Eboli e per il suo impegno culturale e politico da giovane militante nella FGCI e poi nel PCI, indubbiamente ha fatto parte di quella che poi è stata definita “La meglio gioventù”. Gioventù che ha dato il suo contributo fondamentale all’affermazione di battaglie civili, che oggi sono il patrimonio dell’uomo libero e democratico, ma che allora hanno significato confronti aspri e tormentate decisioni, ma che in ogni caso hanno segnato il destino del Paese.

E oggi più che mai, che con l’indebolimento del pensiero militante e nel tempo della scomparsa dei Partiti come fucine di idee e di programmi, si avverte la necessità di individuare punti fermi sui quali fare affidamento ed ancorasi, e Cicalese sicuramente lo è e consapevoli del fatto che quando si “è” non si smette mai di “essere“, continua ad alimentare nel quotidiano quel “circolo” politico primo aperto a tutti ora a pochi, troppo pochi, e appunto offre il suo contributo nella speranza, che i fatti e le persone oggetto delle sue osservazioni, sappiano cogliere con intelligenza e spirito l’essenza del racconto.

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“A volte le assonanze dei nomi determinano una predisposizione ed un accostamento tra personaggi vissuti in epoche ed in luoghi diversi come il grande Plutarco fece nella sua monumentale opera intitolata appunto VITE PARALLELE. Il grande storico dell’antichità classica accostò personaggi famosi  greci a quelli  romani, non solo per cogliere la differenza tra due mondi paralleli ma soprattutto per descrivere  il valore dell’esempio dei suddetti personaggi che ancora  si possono imporre all’uomo moderno, perché l’impegno morale, anche se legato a mondi del tutto irripetibili, appare ancora oggi  sempre vivo, presente e valido nel suo insegnamento.

Noi oggi tenteremo di descrivere in maniera più terra terra un parallelo tra Astolfo, famoso personaggio dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e il segretario provinciale del Partito Democratico salernitano Nicola Landolfi seguendo lo schema plutarchiano e cioè descriveremo prima Astolfo, poi Landolfi e infine passeremo ad un abbinamento tra i due.

Nicola-Landolfi

Nicola-Landolfi

Astolfo, fedele compagno di Orlando, vorrebbe restituire il senno al paladino quindi raggiunge la luna in groppa all’Ippogrifo, il favoloso cavallo alato. Qui giunto, Astolfo ha modo di osservare tutto ciò che vi è raccolto: un campionario ricco e variegato di cose perdute sulla terra. Non si tratta solo delle ricchezze e della gloria dei regni antichi; ci sono anche le lacrime e i sospiri degli innamorati, il tempo perso dagli uomini e i loro progetti mai realizzati. Significativamente, egli vede centinaia di ampolle che contengono il senno di altrettanti uomini: questo fa intendere che sulla Terra siano rimasti ben pochi uomini saggi. Qualcuno il senno lo perde in amore, in ricchezze, in onori, altri ancora spendendo i propri soldi pagando indovini e fattucchiere o  giocando senza ritegno.

Astolfo con sua grande sorpresa, vede l’ampolla che contiene quella piccolissima parte de suo senno  perduto  ne annusa  il contenuto e tutto a un tratto gli sembra che ogni cosa fosse tornata al proprio posto. Si racconta che da quel momento in poi Astolfo visse per lungo tempo con molta saggezza, ma, alla fine, commise un grave  errore che gli tolse nuovamente il senno.

Nicola-Landolfi-Vincenzo-De-Luca

Nicola-Landolfi-Vincenzo-De-Luca

Landolfi, attuale segretario del PD salernitano aspira alla segreteria regionale, possibilità fortemente legata al nuovo tentativo di Vincenzo De Luca nella corsa a governatore della Campania. Infatti la presenza di Landolfi a Napoli  garantirebbe a De Luca le modalità per la composizione delle liste. Ma veniamo al suo pensiero politico.In un’intervista rilasciata il 9 luglio scorso il Nostro elogia innanzitutto il nuovo gruppo dirigente giovane e motivato che lavora con semplicità e umiltà tanto da poter rappresentare la futura classe dirigente istituzionale. Poi critica aspramente la procedura congressuale demenziale.

Pensa che la politica sia l’arte del confonto altrimenti si abbaia alla LUNA come sta facento il M5S. Si dichiara contrario alle preferenze perché al Sud la gente vota più con la pancia che con il cervello, attratta dal potere dei soldi. Il ritardo sulla indicazione del candidato governatore alle prossime regionali è dovuto, secondo lui, alla sottovalutazione del ruolo del partito regionale e alla debolezza del lavoro di preparazione generale. Ritiene, naturalmente, che l’unico posto dove esiste vera opposizione PD  al centrodestra regionale sia la provincia di Salerno. Cioè quella da lui guidata. Ribadisce che bisogna lavorare solo sul candidato governatore…il resto è solo noia. Infine si autocompiace per il fatto che il centrosinistra sia ritornato maggioranza in Campania, una regione con un elettorato moderato e governativo e si augura che il Partito Democratico oltre ad essere il più forte numericamente sia anche il migliore in qualità.  Infine della questione ebolitana non se ne importa un fico secco. Dopo aver sostenuto Melchionda ora se ne lava le mani e lascia alle bande locali del PD il compito di scannarsi tra loro. Alla fine salterà sul carro dei vincitori.

PARALLELO

Entrambi vivono sulla luna. Però Astolfo pur essendo un personaggio fantastico, inventato da Ludovico Ariosto, appare più  realistico, umile ed umano di Landolfi. Infatti il primo, pur avendo ottenuto il dono della saggezza, ritorna ad essere come tutti noi altri uomini, commettendo un errore che gli fa perdere di nuovo il senno.

Nicola Landolfi, invece, con la sua aria di fighetto impenitente, pensa di essere sempre più furbo degli altri e di non commettere mai errori. Quando dovrebbe assumere decisioni importanti se ne lava sempre le mani e aspetta tempi migliori per disegnare la propria carriera politica. Alla prossima puntata.

Salerno, 10 ottobre 2014

8 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Finalmente su politica de Mente, qualcosa di interessante e di artistico oltre ai veleni pilotati. Grande Vincenzo Cicalese : dovrebbero pagarti a peso d’oro!

  2. Dopo molti anni ti rivedo, anche se in foto, e alla memoria mi ritorna la figura di un giovanotto seduto sui banchi del Consiglio Comunale, sempre elegante, dal linguaggio forbito e salla voglia di raggiungere alti traguardi nella vita e nell’attività Politica. Con la tua collaborazione, il blog di Massimo si arricchisce del sapere di un colto professionista e maturo politologo. Anche se non condivido il 50% di quello che scrivi, la stima che ti portavo negli anni delle Amministrazioni Socialcomuniste, resta sempre la stessa. Sinceri cordiali saluti. Elio

  3. Nutro stima culturale ed umana per l’articolista di cui sopra,e solo persona di genio poteva muoversi sulla falsariga di un classico come quello dello storico greco Plutarco,il quale scrisse varie biografie di uomini importanti dell’Epoca greco-romana alla fine del I secolo d.C. e riunite in coppie analoghe, spesso da una synkrísis, cioè da un confronto,mostrandone vizi privati e pubbliche virtù comuni ad entrambi.
    Accostare il Seg. Provinciale salernitano del Partito Democratico,(che con tutta l’amicizia per le sue doti oratorie, sembra a noi elettori simpatizzanti,che abbia perduto il”polso” con l’elettorato)al noto personaggio di Ariosto,che si invola sulla luna vista come immenso deposito di oggetti smarriti,è davvero arguto.
    Terra e Luna assumono funzioni complementari-come la politica attuata,e quella attuabile, ciò che non c’è sull’una sta sull’altra. Sul satellite non c’è pazzia,come nel “mondo” delle buone intenzioni declamate, dato che quella è concentrata sulla Terra-ovvero nel vita politica reale, ed è la prima piena di senno,al contrario sulla Terra ce ne sta poco. Ariosto fa una descrizione della Luna come modo indiretto,e questo il Dott. Cicalese mi pare abbia voluto evidenziare per fare volutamente una ironica considerazione di come troppe volte si getti il “sasso e si nasconda la mano”,senza assumersi la responsabilità del caso di specie,una brutta e consolidata,patria abitudine.
    Una considerazione personale:
    il duo ipotetico Landolfi e De Luca,mi sembrano la famosa espressione latina,simul stabunt vel simul cadent (insieme staranno così insieme cadranno) anche,nelle loro pur legittime aspirazioni.
    Vorrei lanciarmi in un altro parallelo,quello dei Dioscuri,Castore e Polluce argonauti che compivano le loro gesta sempre uniti,sacrificandosi a vivere alternativamente l’uno di giorno l’altro di notte,un po come i due leaders nostrani,che sembrano in tale frangente,alternarsi spallegiandosi,nelle reciproche aspettative vicendevolmente!
    Ma attenzione però, di troppo tatticismo se non si muore non si ottiene concretamente molto.
    Sintetizzando:
    Auspico un recupero di rappresentatività vera,il PD alle ultime amm.ne in provincia non è andato molto bene,domani le elezioni provinciali saranno un banco di prova dall’interno della tenuta del partito,mi spiacerebbe una dissipazione di consensi in un momento cruciale del Paese.
    Ancora complimenti all’Autore

  4. Ti conoscevo già come scrittore, attore e autore teatrale ma non come originale giornalista capace di cogliere il nesso tra personaggi storici ed attuali.
    Complimenti Vincenzo!

  5. Va salutata, caspita se va salutata, e augurato buon lavoro, la neonata attività “editoriale” di politicademente condotta sapientemente dal prof. Cicalese; Vincenzo quanto è necessario e urgente occupare il vuoto del richiamato “pensiero militante” a cui faceva seguito “l’azione delegata”, altra epoca, altra storia, altro stile, soprattutto altri uomini.
    Hai colto, certamente non in modo casuale, anche il momento per proporre il parallelo tra Astolfo e Landolfi, pur rilevando che forse Astolfo si sentirebbe un tantino offeso per il parallelo. Speriamo almeno che il padre provinciale non si superi quando dovrà emettere la sentenza di affido “dell’amato” simbolo del PD. Certamente terrà conto che Eboli in questo momento – credo unico comune italiano – non ha nè un amministratore comunale, nè un consigliere comunale, nè un coordinatore cittadino, nè una sede, nè lo stesso simbolo del PD esposto in qualche luogo della città. Penso che ci sia voluto veramente tanto impegno per raggiungere tale risultato. Un grazie di cuore a chi tanto si è prodigato per ciò e un grazie soprattutto a te Vincenzo per aver ricordato questa offesa fatta alla comunità piddina ebolitana.

  6. I sogni sono i desideri di chi vuole raggiungere un obiettivo , ma da soli non bastano, determinazione lavoro di squadra e preparazione sono determinanti. L’analisi politica di Vincenzo Cicalese la condivido in toto, d’altronde il PD salernitano non ha mai avuto una linea politica e Landolfi è il risultato di questo. Ho avuto modo di verificarne il suo operato nelle amministrative del 2013, citta importanti come Scafati e Campagna il PD si presentava con due a voltre tre candidature, senza prendere posizione, consegnando, di fatto, la città agli avversari, Campagna ne è un esempio. Concludo dicendo che essere dirigenti di partito, specialmente le segreterie provinciali e regionali che determinano i governi di vasti territori è necessaria la decisione e non sempre la voce del padrone ha un effetto sull’elettorato.

  7. Caro Vincenzo, sappiamo entrambi come funziona “l’osservatorio” salernitano. E’ il tipico machiavellismo di provincia, ammodernato e magari condito con una fraseologia da post avanguardia culturale. Questo modo di far politica mi ha tolto anche la voglia di scherzarci sopra, perché, al fondo, ha perso quell’anima che ci faceva sentire uniti, pur nella diversità di opinioni. Oggi siamo numeri, e se stai sotto le tre cifre, non sei nessuno. Ci resta l’indomabile voglia di essere uomini liberi e di non portare il cervello all’ammasso. Tu lo fai benissimo, io mi arrangio con le cose che ritengo più congeniali alle mie sensibilità. Buon lavoro.

  8. Il VOLARE SULLA LUNA è come volere cose impossibili, una prova di sciocchezza, anzi PAZZIA. Da Leon Battista Alberti l’Ariosto ricava la fantasia lunare rappresentata dal viaggio di Astolfo: bersaglio del poeta è la pazzia nel senso morale, da cui l’ambizione e l’avidità di ricchezze ne sono componenti. La pazzia è il contrario del senno e la favola della luna nasconde la pazzia cavalleresca come follia d’amore.
    Astolfo va sulla luna per recuperare il senno di Orlando, geloso e pazzo d’amore e, nell’invenzione di Ariosto la luna diventa il magazzino delle cose perdute.
    Tutto ciò che gli uomini hanno perduto sulla terra è stato perduto a causa dei vari tipi di pazzia.
    Il preside Cicalese è riuscito a comunicare in maniera spiritosa, fingendosi generosamente ingenuo, le componenti essenziali del pensiero di Ariosto attualizzandole alla situazione politica-partitica salernitana.
    Io vorrei aggiungere che tanti anni fa a causa di pazzi furiosi abbiamo perduto il Partito Comunista Italiano.
    E speriamo che oggi, IL PAZZO De Luca mandi sulla luna lo scudiero Astolfo-Landolfi per recuperare il senno che da tempo ha perduto.

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