Pubblicato il “De Rebus Siculis Carmen Liber ad honorem Augusti” di Pietro da Eboli

Curato da Mariano Pastore e dal gruppo culturale “Ebolus Dulce Solum” il “codice” di Pietro da Eboli sarà pubblicato.

Il Codice è l’unico documento di quell’epoca con il doppio registro, narrativo e figurativo.

EBOLI – Ricevo e pubblico con piacere l’articolo che segue inviatomi da Mariano Pastore, amico carissimo, instancabile ed irriducibile appassionato di arte, storia e cultura in generale e delle nostre terre in particolare. Si tratta della riproposizione di questo articolo già apparso sul “Giornale di Eboli”, che ha consentito a Mariano Pastore di sviluppare i suoi studi insieme al gruppo culturale “Ebolus Dulce Solum”, specie grazie all’Aiuto del Presidente del Nuovo Elaion di Eboli Cosimo De Vita, che come sempre non fa mai mancare il suo apporto alle manifestazioni in cui nessuno ci crede, con la speranza che tra i nuovi “barbari” vi sia un rigurgito di orgoglio per la propria terra.

Curatore MARIANO PASTORE

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Pubblicazione del “DE REBUS SICULIS CARMEN LIBER AD HONOREM AUGUSTI ”

di Pietro da Eboli.

Il gruppo culturale “Ebolus Dulce Solum”, con la collaborazione e il sostegno del “Giornale di Eboli ”, ha il piacere di annunciare che finalmente, dopo quattordici anni di sacrifici, studi e ricerche su testi non facilmente reperibili, verrà pubblicato il “DE REBUS SICULIS CARMEN LIBER AD HONOREM AUGUSTI ” (Carme sulle vicende di Sicilia in onore di Augusto), codice medioevale contenente le miniature che illustrano il passaggio del potere dalla dinastia normanna (Hauteville) alla sveva (Hohenstaufen) nel Regno di Sicilia. La soddisfazione è tanto più grande se si pensa che sono stati sostenuti, senza aiuti da istituzioni e associazioni, costi rilevanti e che l’opera verrà data alla luce così come era previsto nel progetto originario, senza alcun tipo di compromesso.

Questo codice, scritto indicativamente verso il 1196 dal nostro concittadino Pietro da Eboli (nato intorno al 1150 e morto tra il 1212 ed il 1220), risulta una delle pochissime opere del Medioevo, forse l’unica, che tramanda la rappresentazione di avvenimenti coevi ricorrendo a un doppio registro, narrativo e figurativo. Il manoscritto intercala testo e miniature, l’uno posto sul verso, le altre sul retro di ogni foglio.

Il gruppo di lavoro, composto dal curatore Mariano Pastore, dal traduttore del testo latino Carlo Manzione, dal grafico Gianmaria Pastore, dall’impaginatrice Annamaria Ferrara, coordinato dal prof. Antonio Cestaro, ha ritenuto necessario riportare l’attenzione sulla storia e sulla cultura di Eboli, sui suoi cittadini illustri, ma sconosciuti agli ebolitani.

Per tale ragione, il gruppo ha iniziato, con attenta valutazione, un percorso per far conoscere il poeta Pietro da Eboli, che è, forse, il personaggio meno noto ai suoi concittadini, nonostante che un istituto comprensivo ne ricordi il nome. Negli anni passati avemmo l’idea di esporre alla visione pubblica le miniature di questo codice membranaceo gelosamente conservato nella Biblioteca Civica di Berna. La prima mostra ebbe luogo ad Eboli, nel marzo 1997, nel complesso monumentale di San Francesco e fu poi ripetuta nel salone della Biblioteca di Acerra nel maggio del 1999. In queste due manifestazioni i professori Cestaro, Montano e Sangermano parlarono sia dell’età in cui visse il poeta sia del valore storico dell’opera.

Il “De Rebus Siculis Carmen Liber ad honorem Augusti” verrà finalmente dato alle stampe, con mia somma gioia, poiché è dal 1989 che inseguo il sogno di questa pubblicazione, un sogno che è stato da me vissuto con alterne emozioni dal suo concepimento fino alla sua realizzazione.

L’orgoglio di essere un figlio di Eboli mi ha portato alla ricerca di notizie sui suoi figli illustri, per dare una ragione al senso di fierezza che mi riempie il cuore, perché si va perdendo il senso di appartenenza: si recidono le radici, il passato e la sua cultura scompaiono e, privi di memoria, ci troviamo di fronte ad un futuro senza peculiarità, spogliato della sue ricchezze antiche e senza la coscienza di averle perdute per sempre.

Posso dire con orgoglio che tutto ciò si è avverato perché ho trovato l’interlocutore giusto e attento, che si è subito interessato al mio progetto. Per merito suo, Eboli finalmente si riappropria del figlio più illustre, Pietro da Eboli, facendolo rivivere attraverso la pubblicazione della sua opera prima. Il libro, che è in via di stampa, avrà le seguenti caratteristiche: il formato è di cm 27,5 x 32, composto di 260 pagine, stampato in quattro colori, con 108 immagini tratte dal Codice 120 della Biblioteca Civica di Berna. Le copie saranno rigorosamente numerate dall’uno al milleduecento, l’opera sarà divulgata, attraverso una scelta rigorosa, sia nelle scuole sia nelle biblioteche locali e nazionali e sarà pronta nei primi mesi del 2010.

In anteprima, tra le feste natalizie e la fine dell’anno, saranno presentati due eleganti cofanetti, contenenti le cinquantatré figure miniate del codice tutte su cartoline e, per l’occasione, le Poste Italiane ricorderanno l’avvenimento con un annullo postale per la gioia dei collezionisti filatelici. La manifestazione si terrà nel salone delle conferenze del Centro nuovo Elaion, con un’esposizione dettagliata realizzata da professori che parleranno sia dei personaggi, sia del valore storico dell’opera.

Nell’ambito della manifestazione, il pubblico presente avrà modo di ammirare la copia preziosa in Facsimile dell’altra opera manoscritta di Pietro da Eboli, dedicata a Federico II di Svevia, tratta dal Codice Angelico 1474 “Nomina et Virtutes Balneorum sev De Balneis Puteolorumet Baiarum” con le miniature in oro zecchino dei diciotto bagni termali. L’opera si trova nella Biblioteca Angelica di Roma. Il volumetto di cm 15,7 x 19,6 formato da 26 carte comprendenti 18 pagine miniate e 20 pagine di testo, fu stampato con una tiratura di solo 1200 esemplari dalle officine dell’Istituto Poligrafico dello Stato nel mese di gennaio del 1962.

Credo che le notizie comunicate certamente faranno piacere. Continueremo ad onorare con amore, come sempre, la nostra Eboli. Tutto ciò è stato possibile grazie al contributo totale dato dal dottor Cosimo De Vita, presidente del Centro Nuovo Elaion, a cui va tutta la gratitudine per l’ospitalità, la disponibilità e l’accoglienza usata nei nostri riguardi, Colgo l’occasione per salutarlo cordialmente attraverso il sito del Giornale di Eboli.

Mariano Pastore

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