Crisi Industriale a battipaglia: Per Bruno (PD), non si vede la ripresa

Bruno (PD) preoccupato per le vertenze dell’area industriale di Battipaglia: nonostante le azioni delle Istituzioni non si intravedono risultati soddisfacenti.

Per il nostro territorio si è chiamati ad un intervento straordinario teso a favorire il rilancio di una economia vessata da anni di crisi in tutti i settori come segnalato dai dati ufficiali sulla disoccupazione, la cassa integrazione e la sofferenza delle imprese.

Davide Bruno

Davide Bruno

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – L’andamento delle vertenze che si stanno trascinando ormai da due anni per l’area industriale di Battipaglia – si legge in una notan del Segretario cittadino del Circolo del Partito Democratico di battipaglia Davide Bruno, che interviene preoccupato sulla crisi industriale che da qualche hanno ha investito le Aziende dell’Area Industriale cittadina – non sono soddisfacenti rispetto all’azione programmatoria a cui sono chiamate le Istituzioni di ogni livello ai fini del rilancio del comparto industriale.

E’ necessario attuare un intervento organico ed incisivo per rilanciare e riqualificare il sistema produttivo e manifatturiero di Battipaglia quale condizione fondamentale per riaprire una prospettiva per la forza lavoro coinvolta e per contribuire all’innovazione dell’apparato produttivo dell’intera Regione.

La vicenda economica battipagliese, nella sua complessità e nell’esauirmento del ciclo produttivo iniziato più di trent’anni fa,  risponde pienamente a quella tipologia di situazioni di “crisi industriale complessa” definite dal comma 1 dell’articolo 1 del Decreto del Ministero Infrastrutture Sviluppo Economico del 24 marzo 2010.

L’attivazione del procedimento va portato all’attenzione della commissione straordinaria con una deliberazione dell’ente Comune per impegnarsi con ogni iniziativa presso il Ministero delle sviluppo economico e con la riprogrammazione dei fondi strutturali comunitari, per il riconoscimento dello stato di crisi complessa per l’area della Piana del Sele. Ma non basta coinvolgere il Comune e il governo nazionale.

In questa situazione è determinante il governo della regione, visto che per fine 2015 bisogna completare il fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) e  la Campania deve ancora spendere 2.025,7 milioni pari al 44,3% dell’intero programma. Una cifra enorme che non può essere persa per un immobilismo inaccetabile. La battaglia è la riprogrammazione dei fondi strutturali destinati alla coesione economica e sociale per orientare risorse ancora non utilizzate per il rilancio del tessuto industriale del  territorio campano. Questo è un esempio virutoso  di come l’accelerazione dell’utilizzo dei fondi strutturali possa efficacemente coniugarsi con il sostegno a interventi decisivi per l’economia regionale concentrando le risorse in un settore specifico, quello industriale, e in zona ben definita, la Piana del Sele che presenta un know-how specializzato e preesistenze produttive, invece di dissipare le risorse in mille rivoli o in interventi irrisori.

Non è più tollerabile perdere altro tempo. Per il nostro territorio si è chiamati ad un intervento straordinario teso a favorire il rilancio di una economia vessata da anni di crisi in tutti i settori come segnalato dai dati ufficiali sulla disoccupazione, la cassa integrazione e la sofferenza delle imprese. L’avvio delle procedure per il riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa al ministero dello sviluppo economico può inserire Battipaglia in un progetto di ripresa economica che veda coinvolti tutti gli attori del mercato del lavoro per realizzare le opere infrastrutturali, promuovere nuovi investimenti, il recupero ambientale e l’efficientamento energetico, includendo quindi il nostro territorio in un più ampio ragionamento di attenzione nazionale.

Il perimetro di questo intervento – conclude Bruno – si fonda su due elementi:l’estensione delle aree di crisi campane che al momento si limitano ad Avellino, Acerra e Castellemmare escludendo questa parte della Regione e l’ “Accordo di Programma”,  lo strumento operativo, concordato tra amministrazioni, anche locali, rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro, nonché eventuali altri soggetti interessati, per la realizzazione delle azioni finalizzate ad accelerare lo sviluppo per la realizzazione di un ambiente economico capace di attrarre nuove iniziative imprenditoriali, nuovi investitori e il rilancio dell’ occupazione nei territori interessati da gravi crisi occupazionali.

Battipaglia, 21 marzo 2015

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. se è per quello,mal comune mezzo gaudio.Mezza Italia è ancora così.Bisogna raddoppiare gli sforzi.Buona fortuna.L’unione fa la forza,bisogna che collaborino anche parti avverse,rimandando ad altro tempo le solite infruttive beghe.La gente vuole posti di lavoro.No puo’ più attendere.7

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