Cariello abbraccia le Civiche e Rifondazione va in “cassetto”

Cariello: “Eboli chiede di partecipare attivamente alle scelte, e non a quelle di gruppi di dieci stipati tra quattro mura”.

Il progetto vuole contrapporre liste civiche ai partiti che hanno amministrato fino ad ora e progetti nuovi rispetto a quelli che Cariello e il Centro-sinistra non ha saputo mettere in atto.

Cariello Massimo al gazebo di Massimo Comune Multiplo

Cariello Massimo al gazebo di Massimo Comune Multiplo

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo le riflessioni pervenuteci dal Consigliere Provinciale di Rifondazione Comunista Massimo Cariello a proposito dell’appoggio alla sua candidatura a Sindaco di Eboli, da parte dell’MPA, dei Liberaldemocratici e dell’Associazione “Massimo Comune Denominatore“, e come in altre circostanze non mancherò di offrire insieme alla notizia anche le mie riflessioni, per contribuire al dibattito ed evitare l’asetticità della notizia.

Era ora che intervenisse il Consigliere Massimo Cariello. Era ora che si sentisse anche la sua presenza politica rispetto invece ad una volontà, imperiosamente portata avanti, di candidarsi a Sindaco di questa Città, senza che alcuno sapesse le sue motivazioni e senza per questo si chiarisse riguardo alla sua posizione politica abbastanza compromessa, rispetto alle amministrazioni comunali che si sono susseguite negli ultimi 15 anni (Rosania 1 e 2 e Melchionda). Quando dico compromessa, si intende compromissioni di altro tipo se non quelle politiche, quale soggetto principale intorno al quale si è impostato politiche e destini politici e vediamo come.

Il Partito della Rifondazione Comunista,  ha avuto un ruolo preminente negli ultimi 15 anni sia nella nostra Eboli, sia a livello provinciale, regionale e nazionale. Questo Partito, delle cui spoglie ormai è pieno tutto il firmamento politico che si richiama ai comunisti stessi, ha rappresentato nelle Istituzioni ruoli preminenti: Sindaco di Eboli (Rosania), Consigliere Provinciale e Assessore Provinciale, Cariello), Assessore Regionale (Vincenzo Aita), Consigliere Regionale (Rosania), Parlamentare Europeo (Vincenzo Aita), oltre tutta una nserie di micro incarichi nelle varie partecipate e nei vari organismi sovracomunali e le convenzioni ed incarichi vari.

In questa Città, nessun Partito e nessun gruppo ha concentrato in se tutte queste Cariche e tutto il potere che queste cariche promanano, nemmeno nell’ultimo periodo opprimente del Ministro Carmelo  Conte il suo PSI ha avuto questa presenza così imponente. Quella vostra presenza, percepita anch’essa opprimente, è durata ben 15 anni, fino alle ultime elezioni Amministrative Provinciali ed Europee, che vede eletto Cariello ma non più Assessore per via del cambio di mano politico, e fino ad un mese fa quando il Partito della Rifondazione Comunista ha ritenuto di “smarcarsi” con i suoi uomini, tra l’altro tentennanti, dall’Amministrazione Melchionda.

In questi anni, quale è stata la classe dirigente, oltre quella “dominante” (Sindaco, Assessori, Consigliere Provinciale, Assessore Provinciale, Assessore Regionale, Consigliere Regionale, Parlamentare Europeo) che è cresciuta in questa Città e quali sono stati i benefici che questa Città ha registrato con queste presenze così “ingombranti”?

Atteso questo, è importante sapere contro chi si candida il Cariello rinnovato e chi sono questa decina di persone, fino ad un mese fa 11) che si chiudono nelle stanze e prepotentemente decidono il destino di tutti noi? E chi è che ha vietato ai cittadini di partecipare democraticamente ad ogni scelta politica? E quali  sono i punti di rottura politica che ha registrato il Partito di provenienza di Massimo Cariello tanto critici da decretarne l’uscita del suo Assessore di Riferimento Mimmo Maglio e il ritiro del voto del suo Consigliere Francesco Rizzo? Quali sono le politiche diverse che vuole mettere in atto il Candidato Cariello se non qualche “suggerimento” dai due partiti, rispettabili ma minimali, MPA e LD? Quale sarebbe la coalizione che  Cariello intende mettere in piedi oltre alla sua Lista Civica? Perchè non ha accettato di confrontarsi con le primarie di coalizione proposte da un PD, allora visibilmente in difficoltà, anziché di partire in quarta e autocandidarsi? Quale è il programma, oltre un elenco striminzito di problematiche, da portare avanti, in che modo e con chi, intendendo Assessori, dirigenti vari e eventuali rappresentanti nei vari enti?

Tutte domande che valgono un milione di dollari l’una, ma che non sono solo queste. Cariello nella sua nota fa cenno di aderire ad una proposta che lo impegnerebbe da subito nella realizzazione di una lista Civica, presupponendo di avviare una esperienza di tipo civica, con il conseguente abbandono dei simboli di partito, il suo per primo. Anche questo progetto, se risponde a queste interpretazioni è quello di cui la nostra comunità non ne avverte il bisogno. Seguire avventure al di fuori dei partiti rappresenta solo la vittoria finale del Presidente Berlusconi, che il partito lui ce l’ha ma serve solo per contenere uomini e donne compiacenti. Noi abbiamo bisogno di altro, e dobbiamo contrastare le avventure individuali contrapponendo le politiche e gli strumenti democratici. Il Marketing e il Marketing territoriale  politico contrapposto ai programmi e alle definizioni programmatiche democraticamente assunte, non appartengono alla nostra cultura politica.

Ma allora, Massimo Cariello non può candidarsi a Sindaco? Assolutamente si, può farlo e come, ma percorrendo i canali di confronto e di persuasione, convincendo non sigle appositamente costruite ma i partiti, quelli che gli elettori votano e quelli che gli elettori supportano, malgrado tutti gli errori che quotidianamente commettono. Solo dopo aver perseguito queste strade e magari non le ha ritenute esaustive rispetto ai suoi programmi, avrebbe senso un suo disimpegno ed una sua candidatura in contrapposizione alla coalizione di cui egli stesso ne è stato promotore e attivo punto di riferimento politico in questi anni.

Senza dare tutto per scontato e senza per questo voler irrompere nelle scelte che magari il Centro-sinistra deve compiere, è indispensabile che senza presupponenza si accetti di sedersi e parlare, confrontandosi non sui nomi ma sui programmi da “appiccicare” a quei nomi, tralasciando le frasi ad effetto e badando al concreto, ridando fiducia ai giovani che non devono capire che se fanno i galoppini politici possono ricevere il lavoro di una miserabile convenzione da quattro soldi in un call center, ma dando speranze vere di traguardi seri e raggiungibili. Questo è il messaggio che si aspetta.

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Massimo Comune Multiplo

Massimo Comune Multiplo

PER EBOLI

Accolgo con gratitudine gli attestati di stima pervenutimi da forze politiche di primo piano nella vicenda partitica del territorio. Riconoscimenti che accetto con sentito senso di responsabilità nei confronti di un dialogo apertosi nell’esclusivo interesse della città, del suo futuro, delle aspettative della sua e della nostra gente. Le richieste di confronto avanzate dal Movimento per le Autonomie e dai Liberal Democratici, l’invito ad un impegno in prima persona giuntomi dalla Federazione della Sinistra e la proposta avanzata dall’associazione Massimo Comune Denominatore di scendere in campo come candidato sindaco di riferimento di una lista civica, cui già ho dato il mio assenso, sono i segnali che denotano la presa di coscienza di come il governo di un territorio tra i più grandi d’Italia non possa divenire esclusivo affare di pochi chiusi in stanze inaccessibili. Siamo di fronte al bisogno di scardinare esperienze ormai ventennali, magari esclusiviste o forse figlie, di volta in volta, di strategie scacchistiche. La città non può restare impalata ad attendere la prossima mossa. Eboli chiede di partecipare attivamente alle scelte, e non a gruppi di dieci stipati tra quattro mura. I cittadini chiedono di non rappresentare più un qualsivoglia numero in pacchetti di voti rispondenti al “grande elettore” di turno. Questo il modo di far politica che Eboli chiede di scardinare attraverso un dialogo che sia ampio tanto da intercettare realmente i bisogni dei singoli, base essenziale da far convergere in grandi interventi che ridiano splendore alla nostra comunità. In tal senso sento di condividere con decisione le proposte programmatiche avanzate dal Movimento per le Autonomie e dai Liberal Democratici. Non posso che sposare a pieno le idee di sviluppo economico, di sostegno alle tante persone costrette ancora a vivere nel disagio, sottoposte da Mpa e Ld a chi si candida al governo della res pubblica. Punti su cui partire per un discorso che si amplifichi tanto da permettere ad Eboli di riacquistare quell’unità sociale che è anche recupero di una dignità unica persa nel corso degli anni in favore di fastidiose quanto meschine classificazioni territoriali negate ovunque fuor che nei fatti. A cominciare dal Centro Antico, dalla Città Nuova sino a giungere nei luoghi più lontani del vasto territorio, lì dove poco si è percepita la presenza del Governo cittadino: lì dove dovranno concentrarsi gli sforzi di tutti. Dallo sviluppo delle Strade Provinciali, a partire dalla Sp30 e dalla Eboli – Marina, passando per una politica di sostegno al Comparto Agricolo, costretto in molti casi ad ovviare in proprio a quelle che dovrebbero essere competenze dell’Ente pubblico; sino a giungere alla Fascia Costiera e alla nuova linfa che potrà derivare da interventi concreti (su tutti la realizzazione di una darsena per l’attracco dei natanti) volti alla valorizzazione delle risorse esistenti e all’incremento delle opportunità di crescita. In questa direzione intendiamo muoverci perché la città non sia costretta a parlare ancora di sviluppo mancato. Non basta asfalto o rotatoria a colmare un gap voluto da chi, per anni, ha guidato la città. Una dirigenza che ci ha visti attenti osservatori, leali accompagnatori, maturi pensatori. Oggi quel pensiero, al netto di considerazioni elettorali, chiede di essere ascoltato. Ed è per questo che faccio mie le richieste di dialogo avanzate da Mpa e Ld girando la proposta a tutte le formazioni politiche, a partire dalle realtà di ispirazione centrista, affinché la specifica pluralità che ognuna di esse rappresenta sia fonte di ricchezza per la crescita di un pensiero che sia di Eboli, che sia concreto, che sia autonomo.

Massimo Cariello
Consigliere Provincia di Salerno

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