Brunello Di Cunzolo a POLITICAdeMENTE: NON CI STO!!!!!

Battipaglia e Linee guida del Nuovo Piano Urbanistico Comunale: Il dibattito.

Con NON CI STO!!!!! L’Architetto Brunello Di Cunzolo affida a POLITICAdeMENTE alcune considerazioni socio-urbanistiche.

Brunello Di Cunzolo

Brunello Di Cunzolo

da (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune considerazioni dell’Arch. Brunello Di Cunzolo circa il contenuto di un articolo dal titolo: “Nuovo PUC di Battipaglia: “Coscienza Sociale” si schiera con i Commissiari“; pubblicato il 25 giugno u.s. sulla pagina di Battipaglia di POLITICAdeMENTE.

Come in altre circostante, è sempre un piacere ospitare considerazioni dell’Architetto Brunello Di Cunzolo, anche perché sono sempre intelligenti e dirette, tuttavia egli pur rivolgendosi a me come animatore di POLITICAdeMENTE, e pur citando Giuseppe Falanga, coordinatore del Laboratorio “Coscienza Sociale” introduce fatti, circostanze ed argomenti per nulla citati nel medesimo articolo.

Alvisi-Iorio-Picone-Nuovo PUC.

Alvisi-Iorio-Picone-Nuovo PUC.

Brunello, mutuando la famosa frase del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro pronunciò per porre fine ad uno stillicidio che tendeva a coinvolgerlo: “NON CI STO!”; accomuna questo sito a considerazioni che non gli sono per nulla proprie, e mi riferisco a Padre Ezio Miceli, sacerdote che in Città è noto per il suo impegno pastorale e per le sue molteplici attività nel campo della solidarietà e del sociale, così come cita persone e circostanze per nulla menzionate, sebbene poi quei fatti e quelle circostanze si intrecciano in maniera stridente con la discussione che è in atto da mesi, da anni, da decenni e che oggi la Terna Commissariale sta tentando di avviare a risoluzione attraverso la redazione delle Linee guida del Nuovo Piano Urbanistico Comunale.

Brunello Di Cunzolo fa bene a dire che “non ci sta” e fa bene anche ad esporre fatti che tendono a sottolineare comportamenti deprecabili di funzionari o chicchessia, ma perché queste cose non avvengano più, come è purtroppo spesso avvenuto per il passato, nel momento in cui quel famoso Piano Fuccella è stato stiracchiato da più parti “ad usum delphini“, è opportuno scrivere delle regole ed indicare dei percorsi, regole e percorsi alle quali tutti possano riconoscersi e seguire, riducendo a zero quei fattori interpetrativi che sono stati la “degenerazione urbanistica” della Città di Battipaglia.

valsecchi-Battipaglia-PUC

valsecchi-Battipaglia-PUC

Nessuno potrà mai negare che in tutti questi anni da quel famoso 1972 ad oggi o meglio ad ieri, per Battipaglia l’Urbanistica non era quel complesso di norme, di idee e di regole che si occupa della pianificazione dei centri abitati e dello studio del loro sviluppo, e non era nemmeno lo strumento attraverso il quale si potesse pensare al risanamento, riordinamento, alla interpretazione e all’addatamento degli aggregati urbani esistenti e semmai a mettere in atto discipline adeguate per la loro crescita.

Non di meno si è pensato che attraverso la progettazione di nuovi aggregati si potesse giungere a forme di comunicazioni e forme di socialità che facessero convivere il costruito con la natura e l’ambiente non trascurando la parte pubblica, quella della quale noi tutti avvertiamo il maledetto bisogno di dover realizzare, ora che i nostri circondari sono invivibili, mancanti di ogni più piccolo riferimento che individui i tratti di una società civile e moderna. A memoria di battipagliese mai si è pensato che la progettazione urbanistica potesse definire anche il rapporto tra aree verdi e costruito, piazze e strade, difesa del suolo e della natura.

Franco-Roberti-foto-Politicademente

Franco-Roberti-foto-Politicademente

Per Battipaglia l’Urbanistica era ed è stata sempre l’Edilizia e si siano realizzati i “mostri“, si è proseguito nella interpetrazione furbesca e capziosa di quelle norme antiche ma “estensibili” pensando a compensazioni ad aggregazioni a “dotazioni” che di volta in volta alimentavano quel “mostro” che oggi rappresenta Battipaglia, appunto un “luogo non luogo“, un ammasso informe di casermoni addossati gli uni sugli altri, e l’ultimo tentativo che fortunatamente è stato sventato con il PUC predisposto dalla famosa Commissione Urbanistica voluta dall’ex Sindaco Giovanni Santomauro, successivamente improvvidamente approvato dal Commissario Mario Rosario Ruffo, che prevedeva una ulteriore colata di cemento e mattoni nelle prossimità del mare.

Ma è altrettanto vero che la speculazione e il malaffare non si cela e non si è celato solo nell’edilizia, tanto è vero che l’allora Procuratore della Repubblica di Salerno Franco Roberti, ora Procuratore Nazionale, aveva in più di una occasione segnalato il pericolo che si annidava nella Piana del Sele circa la penetrazione di nuove forme di delinquenza le così dette “Camorre“, cioè non più riconducibili ad una sola organizzazione ma a diverse aggregazioni criminali, che attraverso l’acquisizione di Aziende Agricole cercano nuovi sbocchi speculativi.

E’ evidente che le lamentazioni di Brunello Di Cunzolo che “non condivide” dell’articolo non possono essere rivolte a POLITICAdeMENTE bensì all’intero sistema viziato e sconquassato che ha retto fino ad ora che ci porta a dubitare anche di personalità di straordinario valore o di singole e semplici persone che si dedicano al sociale sia in sodalizi cittadini che in quelli di richiamo nazionale, e per questo si coglie l’occasione di esternare la propria diffidenza nei confronti dei “mestieranti” dell’Ambiente o della Legalità, talvolta questi finiscono per essere integralisti e perdono quella spinta genuina che impediscono di compiere azioni giuste. Insomma non basta maneggiare la farina per essere molitori.

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NON CI STO!!!

Caro Massimo Del Mese, NON condivido la tua esternazione che affianca quella di Giuseppe Falanga, rappresentante di “Coscienza Sociale” e non per questo mi sento accomunato ai personaggi che hanno determinato lo sfascio e il degrado di Battipaglia.

Rivendico il diritto alla critica, alla libertà di pensiero, e rimarco che questa gestione commissariale si sta distinguendo per uno scarso rispetto dei principali ruoli a cui è stata chiamata.

Ho già più volte avuto modo di rappresentare che a Battipaglia si soffre la stessa mancanza di “diritto” che si respirava prima. Non è cambiata la arroganza della burocrazia, né la mancanza di rispetto delle regole.

È facile bollare l’edilizia come il settore della speculazione, ma sappiamo bene che la speculazione si annida in ogni segmento in cui la Pubblica Gestione ha albergo. È il caso di ricordare, ad esempio, che sulla sanità si gioca una partita miliardaria fatta di convenzioni e di sprechi, con macchine e settori che NON si fanno funzionare negli ospedali pubblici favorendo i privati a svantaggio dei cittadini amministrati e a vantaggio di una selezionata élite. L’elenco delle porcherie che vengono perpetrate in tutti i settori della P.A. sarebbe troppo lungo e non voglio perdere l’occasione per essere il più diretto possibile.

Don-Ezio-Miceli

Don-Ezio-Miceli

Ho chiesto più volte e per iscritto di far funzionare nel pieno rispetto della legge l’Ufficio Tecnico Comunale.

Ho costantemente sottolineato per iscritto le mancanze del Dirigente nominato dai Commissari, in difesa dei diritti garantiti costituzionalmente ai miei assistiti.

Ho più volte richiesto, ed anche altri lo hanno fatto, di fare chiarezza circa i diritti edificatori dei Padri Stimmatini, per dare un segnale forte e preciso, circa la continua “angariatura” portata in modo INFAME da certa stampa, a viso aperto, nei confronti di Padre Ezio Miceli, Parroco di questa Città, e UOMO di grande pregio morale e civico, figlio di questa nostra terra, ma NON ho avuto risposta. Eppure sai che questa come altre vicende sono il cuore pulsante di una partita che in questa Città ha messo sotto scacco gli onesti.

Ho chiesto un preciso segnale di legalità, perché, bada bene, il Commissario si affianca a Valerio Calabrese, che quale rappresentante del Circolo Vento in faccia di Legambiente si è costituito in giudizio contro i diritti edificatori vantati da Don Ezio.

Per carità, una attività legittima, se non fosse che in questa città anche Valerio Calabrese ricorre in modo SELETTIVO, trascurando quanti stanno edificando tutt’ora sulla base degli identici parametri rivendicati da Padre Ezio.

Valerio Calabrese

Valerio Calabrese

Possiamo mai affermare che Valerio Calabrese è il Peter Pan che difende la legalità e Don Ezio è un bieco speculatore?

Perché, allora, il Commissario Gerlando Iorio, che assume col silenzio una chiara posizione almeno agnostica, NON ha inteso spendere alcuna azione circa la rivendicazione di chiarezza espressa da più parti?

IL SILENZIO è ASSORDANTE in una città tacciata di CAMORRA.

Possiamo affermare che chi avverte l’esigenza di “legalità” e si espone contro le “angariature” su commissione, a noi ben note, rappresenta il vecchio da superare, mentre chi esalta nel silenzio taluni e mortifica tal altri certamente ci sta segnalando qual è il percorso della legalità da seguire in questa città?

Io ho imparato a mie spese che COSTA molto mantenere la schiena diritta e difendere i diritti dei cittadini in una città dove il “silenzio” e la pessima “burocrazia” l’hanno fatta da padrona.

Se ha ragione Don Ezio gli si dia il dovuto come lo si consente tutt’ora agli altri.

Se il Commissario ritiene che ha ragione Valerio Calabrese circa i diritti edificatori rivendicati da Don Ezio, attivi e richiami il proprio Dirigente affinchè adotti i necessari provvedimenti di autotutela per l’annullamento di tutto ciò che si sta realizzando nella stessa misura e logica di quanto richiesto da Don Ezio.

Si ABBANDONI L’OBLIO come sistema di governo.

Questa è la lezione di LEGALITÀ che la città deve attendersi e che si aspetta.

Il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria ha sottolineato da tempo che allo scioglimento di un consesso consiliare, non facendosi seguito alla polverizzazione del sistema di intrecci e di potere della burocrazia formata dalla stessa classe politica che si è additata come degenere, NON corrisponde la eliminazione del problema.

Nel nostro caso, il Commissario sa bene che il Dirigente, da lui nominato e convenzionato, costantemente viola i giudicati amministrativi, intralcia il normale corso del riconoscimento dei diritti.

Seppure per un solo attimo volessi ritenere questo atteggiamento una legittima pratica del proprio esercizio, mi vien da chiedere perché mai ha intrapreso senza indugio la strada di alcuni annullamenti in autotutela e NON ha praticato altri di pari ed identico orientamento.

Quando si hanno comportamenti “selettivi”, si fa un uso della cosa pubblica del tutto discrezionale e ho imparato a mie spese che questo tipo di comportamento va combattuto.

Non ho mai criticato il modello di partecipazione, alla redazione delle linee guida al PUC, in se: anzi.

Credo sia uno dei meccanismi che possono alimentare la coscienza civica.

Ma, questa Commissione ha voluto riempire di significati simbolici quest’attività, e come ho segnalato, il SEGNALE è certamente recepito in modo distorto quando l’ICONA e il MODELLO si materializza e si consolida nella pratica quotidiana anche con un esercizio contraddittorio del POTERE.

Una Amministrazione che si preoccupa dell’Effimero, (lasciami passare questo eufemismo), deve aver già sistemato e messo mano all’Essenziale, altrimenti il popolo con la pancia vuota e mazziato, NON RAGIONA e non ragionerà.

Non facciamo di tutta un’erba un fascio; non bolliamo, come in alcuni noti sistemi, chi dissente come il male assoluto.

Il Dialogo comporta domande e risposte, NON MONOLOGHI che attendono solo applausi ammaestrati e interessati.

La DEMOCRAZIA e la LEGALITÀ pretendono comportamenti UNIFORMI, UNIVOCI, ESEMPLARI, di UOMINI GIUSTI.

Ho voluto portare il ragionamento sull’edilizia apposta, perché è utile e necessario evitare pregiudizi e demonizzazioni, anche se avrei potuto fare mille altri esempi, che non è detto che non farò.

Se ti interessa, e so che ti interessa, si potrebbero approfondire altri aspetti, quali il dissesto e la gestione dei beni comunali, delle procedure concorsuali, della gestione ordinaria: perché non chiarire sino in fondo le mille sfaccettature di un modo di amministrare?

Caro Massimo, uno dei meccanismi pietosi dell’attuale sistema di relazioni è il “doppiopesismo” che è insopportabile e va estirpato in una società civile.

Vedrai quante volte in futuro ci si lamenterà per un bando cucito ad hoc, per una gara fatta a misura, per una spesa superflua mentre si pratica un regime di austerity e di tasse incredibilmente alte. Ma dopo, chi griderà allo scandalo, lo farà conto la classe politica eletta dal popolo. Perché ciò che non sopporteremo domani dobbiamo sopportarlo oggi?

Grazie per lo spazio che mi dedichi com’è tuo solito fare.

Battipaglia, 27 giugno 2015

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