Primarie PD nel segno di Renzi: A Roma vince Giacchetti a Napoli Valente

Primarie del Centrosinistra: a Roma vince Giachetti con il 64% su Morassut; A Napoli Valente con il 47% contro il 41%, sconfigge Bassolino.

Nelle grandi città vincono i candidati renziani. Nella Capitale crolla della metà l’affluenza al voto rispetto al 2013, a Napoli invece si raddoppia. A benevent, Trieste e Bolzano vittoria di Del Vecchio, Cosolini e Caramaschi.

roberto-giachetti-Valeria Valente

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da (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

ROMA – E’ Roberto Giachetti il candidato sindaco del centro sinistra per Roma che con il 64% dei voti batte Morassut. A Napoli Valeria Valente con il 47% contro il 41%, s’impone su Antonio Bassolino, a Trieste, sostenuto da Matteo Renzi, vince il sindaco uscente Roberto Cosolini. A Bolzano la spunta l’outsider Renzo Caramaschi, sostenuto da Sel – Idv e liste civiche. A Benevento con un’affluenza record di 5431 persone, Raffaele Del Vecchio, sostenuto dal sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, vince le primarie Pd con 3.489 voti su Cosimo Lepore, sostenuto dal sindaco Pepe che totalizza 1834 voti.

roberto-giachetti-675

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Il dato delle grandi città in corsa, se confermato, segna una vittoria del voto “renziano” ma ce n’è un altro che farà discutere: il crollo dell’affluenza della Capitale che si è dimezzata rispetto al 2013, quando ai seggi si recarono 103mila persone. Roma e il Pd romano pagano in termini di partecipazione le vicende di Mafia Capitale, le lacerazioni innescate dall’affaire Marino e poi la faida dei circoli dopo il rapporto di Fabrizio Barca e il commissariamento di Matteo Orfini. A Ostia, teatro delle vicende giudiziarie del pd romano, hanno votato 1.403 romani contro i 5mila del 2013.

“L’esito della consultazione – ha dichiarato Roberto Morassut, candidato sindaco alle primarie del centrosinistra – è chiaro e vede prevalere Giachetti. Come già detto nel corso della competizione, sosterrò da subito Roberto come candidato unitario del centrosinistra”. Analoghe reazioni di distensione da Napoli. “Mi sento investita di una grande responsabilità. – ha dichiarato Valeria Valente, annunciando la sua vittoria nelle primarie del centrosinistra a Napoli per la candidatura a sindaco – Gli altri candidati? Non li ho sentiti, ma abbiamo sempre detto che chiunque fosse stato il vincitore avrebbe avuto il sostegno degli altri e sono convinta che arriverà, perché abbiamo una grande sfida davanti”. “Ho dato un contributo alla battaglia per la partecipazione, – Ha detto lo sconfitto, Antonio Bassolinocon passione e caparbietà, con tutte le mie forze. Spetta a chi ha vinto compito di andare avanti. Auguri di buon lavoro e continuiamo la battaglia per Napoli”.

Valeria Valente

Valeria Valente

Il dato politico viene relativizzato dal vicesegretario Pd Lorenzo Guerini: “A Roma un buon risultato considerata anche la situazione da cui partivamo”. Il senatore della minoranza Pd Federico Fornaro invece sottolinea la flessione così: “I dati dell’affluenza alle primarie certificano un disagio che c’è ed è presente nel popolo del centrosinistra: è un disagio politico e anche di critica e di disaffezione molto preoccupante”.

A Napoli invece rispetto a Roma i votanti sono raddoppiati: sono stati oltre 30mila, un numero superiore a quello registrato alla fine delle primarie che votarono per scegliere il candidato Governatore, all’epoca furono 16mila. “Napoli ha scelto di guardare avanti con una nuova classe dirigente. Grazie a tutti i cittadini. E ora tutti insieme nel centrosinistra per tornare al governo della città”. Ha commentato Valeria Valente annunciando la sua vittoria alle primarie del centrosinistra a Napoli. Ma le polemiche non finiscono e ad alimentarle ci pensa il Senatore di Minoranza Miguel Gotor che commentando i dati dell’affluenza alle primarie ha detto: “Il dato di Roma è basso e non è né serio né consolatorio usare la formula di rito “mi aspettavo peggio” senza avere prima del voto dichiarato quale sarebbe stata la soglia minima di soddisfazione”.

Raffaele Del Vecchio

Raffaele Del Vecchio- Benevento

In tutte le sei città dove si votava (Roma, Napoli, Trieste, Bolzano, Grosseto e Benevento) le operazioni si sono svolte regolarmente, sono stati pochissimi gli episodi di intolleranza o di vandalismo come nel caso di Roma, che in alcuni gazebo sono stati rubati di notte tavoli e sedie, o come al circolo Pd di Tor Bella Monaca è stato inserito del silicone nella serratura per impedirne l’apertura. A largo Appio Claudio alcuni centri sociali hanno compiuto un blitz affiggendo foto di Carminati e Buzzi, protagonisti dell’inchiesta su Mafia Capitale. Comunque tutti i gazebo sono stati aperti, come ha voluto sottolineato Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del Partito a Roma. Anche a Napoli si sono registrati momenti di tensione in alcuni seggi a San Pietro a Patierno, Secondigliano, Chiaiano e Soccavo: dove alcuni gruppetti di persone notoriamente legate al centrodestra napoletano, si sono presentati e volevano votare, ma riconosciuti dagli scrutatori e dai rappresentanti dei candidati sono stati allontanati. In qualche caso si trattava anche di consiglieri circoscrizionali di centrodestra che portavano persone al voto.

Tutto sommato, quella che sarebbe dovuta essere una “Festa Democratica” altri non è stata che una scialba giornata che ha visto consolidare nelle varie città quel potere vincente renziano che al momento governa il Paese, e in piena tendenza italiota vince sempre chi sta vincendo.

E’ stata una domenica “Democratica”, ma anche la fine di un’era. E con questa sconfitta, onorevole, ma sconfitta, cala il sipario su Bassolino e tutto quello che ha rappresentato. Una capitolazione sotto le “scimitarre” del nuovismo renziano.

Roma, 7 marzo 2016

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