Eboli: Giudice di Pace in bilico, forse salta

Mentre in Consiglio si discute la delocalizzazione dell’ISES, la Città perde pezzi e anche il Giudice di Pace è in pericolo.

Giudice di Pace in bilico. Il Presidente del Tribunale Pentagallo lo rimette in discussione. Tutto sarebbe legato alla proposta dell’Ufficio del GdP di un ridimensionamento degli spazi e della ricontrattazione del fitto (2500 €). Un risparmio di 70mila € che potrebbero impegnarsi nel potenziare il servizio. 

Giudice-di-Pace-Eboli.

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Sembra una “battaglia navale” quella a cui progressivamente stiamo assistendo rispetto, alle varie questioni politiche che toccano l’Amministrazione comunale e conseguentemente la Città di Eboli. “Colpita e affondata“, si diceva mentre si giocava alla battaglia navale, solo che questo non  è un gioco e tocca l’economia e il prestigio di una Città morente, che progressivamente subisce un declino inarrestabile, e grave gravissimo, sotto gli occhi di una classe politica dominante che si accontenta di galleggiare più che attrezzare uno “scafo” e affrontare a mare aperto la concorrenza degli altri territori circostanti, i quali sebbene anche loro non sono messi poi tanto bene, comunque resistono al nulla che è riservato anche a lor perché ben strutturati di base.

Eboli Natale 2016-opera-Mangone

Eboli Natale 2016-opera-Mangone

E proprio mentre ancora si sente il vociare di un numeroso pubblico festante, che ha assistito alle varie manifestazione che hanno dato il via alle festività natalizie di “Natale a Eboli 2016“, tra testimonial e lo sbrilluccichio di luci d’arte di una bella rassegna espositiva estemporanea dell’artista Alfonso Mangone, cadono le tegole e si perdono pezzi di Città.

E infatti proprio stasera si discuterà, in un Consiglio comunale che si preannuncia di fuoco, della possibile delocalizzazione del Centro di Riabilitazione ISES, nella struttura di recente ultimazione del Centro Polifunzionale dei SS Santi Cosma e Damiano, o “Casa del pellegrino“, per la quale il Monsignor Don Enzo Caponigro, ha dato corpo alla sua ira notificando una diffida al Sindaco, Assessori, Consiglieri, Segretarario comunale, Presidente del Consiglio, elencando con una ricchezza di motivazione la contrarietà di una destinazione diversa da quella per la quale si  è ottenuto il relativo finanziamento dell’opera.

Castello e Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano

Castello e Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano

E appunto mentre monta la protesta e si preannuncia uno scontro violento che vedrà schierati: da una parte la maggioranza; dall’altra alcune opposizioni guidate dal solito Damiano Cardiello e da un agguerritissino don Enzo Caponigro; arriva un’altra tegola in testa all’Amministrazione rispetto alla permanenza o meno a Eboli dell’Ufficio del Giudice di Pace, specie dopo uno scambio epistolare avvenuto tra il Comune e il Presidente del Tribunale Pentagallo. Scambio che pare metta in discussione, per volontà del Tribunale stesso, appunto, la permanenza dell’Ufficio del GdP.

La questione mette in evidenza la possibilità o meno e la utilità o meno di quell’Ufficio che costa, val la pena ricordarlo, agli ebolitani, 450mila euro all’anno, (di cui circa 100mila solo per il fitto) e se si dovesse potenziare, riconoscendo ruoli e funzioni al personale a mezzadria ta il Ministero della Giustizia e il Comune di Eboli e se si volesse dotarlo di moderne attrezzature un altro fottio di soldi.

Don Enzo Caponigro

Don Enzo Caponigro

Il tutto pare sia nato dalla richiesta dell’Ufficio del Giudice di Pace, supportata dall’Amministrazione di trasferirlo nei locali della sede distaccata di Eboli del Tribunale di Salerno, è proseguito allorquando, sempre per iniziativa dell’Ufficio del GdP, si  è ipotizzato di rivedere il fitto previo il restringimento degli spazi, utilizzando solo il terzo Piano per Uffici ed udienze ed il sottotetto per deposito, ridimensionando conseguentemente anche il fitto, che dopo indagini di mercato veniva stabilito in soli 2500 € mensili, con un risparmio netto di circa 70mila euro. Risparmio che potrebbe consentire un potenziamento reale dello stesso ufficio, tuttavia, pare, sempre secondo indiscrezioni, che discutendone tra i vari interessati si sarebbe giunti ad una contropoposta di 4500€, contropoposta che a sua volta sarebbe stata ulteriormente rivista dagli uffici comunali fino a giungere, sempre secondo indiscrezioni, a 3500€ mensili, ricordando che comunque sono cifre che si potrebbero risparmiare solo se si completasse quel disegno scellerato che a suo tempo, non ha riconosciuto alla Sezione distaccata di Eboli il rango di Tribunale Autonomo ricordando che la mole di processi che interessava il mandamento, superavano di gran lungo quelli di Salerno. Ma questa è acqua passata. Insomma abbiamo perso il Tribunale in cambio dell’Ufficio del Giudice di Pace, ed è stato come dire: “abbiamo perso il bue e ci sono rimaste le corna“. “Corna” da esibire come un risultato, il meno peggio che poteva capitarci, tranne che anche le “corna” come starebbe avvenendo si perdano e magari prendano altre strade.

Giudice-di-Pace-Eboli.

Giudice-di-Pace-Eboli.

Sulla base di questi ultimi fatti, sorge spontanea una domanda: Veramente si vuole l’Ufficio del Giudice di Pace a Eboli oppure no? Secondo quello che si sussurra i primi a non volerlo sarebbero gli avvocati che tutte le mattine dovrebbero dividersi tra Eboli e Salerno, i secondi per diverse ragioni sarebbero il Comune e il Tribunale(Ministero): il Comune perché risparmierebbe 450mila euro all’anno; il Tribunale perché non avrebbe nessun interesse prendersi in carico il Personale, che al momento non sono come si dice “ne carne e ne pesce” essendo su un guado, e mentre sono dipendenti del Comune, svolgono ruoli e funzioni diverse dal comune senza essere in carico al Ministero della Giustizia e continuando ad avere due “padroni”. Insomma: il comune paga, il Tribunale ordina; e intanto si discute ancora della situazione disperata dell’ISES.

Eboli, 12 dicembre 2016

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. dunque fascciamo il punto della situazione:
    stasera ISes per non dire nulla, prima ancora è toccato alla Multiservizi, al Liceo Classico, alla casa del pellegrino, snaturata nell’idea in modo coattivo (segno che quando si vuole una cosa la si fa), alla Eboli Patrimonio srl, a Corso Garibaldi, adesso al Giudice di Pace etc etc…..

    veramente considerevole l’intervento dell’Amminsitrazione….ma chi vi consiglia Melchionda?

  2. Che triste fine da che dovevamo essere un tribunale autonomo ordinario non manteniamo neanche un tribunale di serie B composto da magistrati ed ausiliari onorari e invece a cosa si pensa a Eboli alle inezie
    volete scommettere che ci toglieranno anche l’Agenzia delle Entrate?

  3. Veramente l’Agenzia delle Entrate, di fatto, è già stata da tempo trasferita a Salerno. Tutti i funzionari che trattano le questioni più delicate sono a Salerno, compreso quelli che prima stavano Eboli. Restano le registrazioni e poca altra roba.
    Sul Giudice di Pace c’è poco da dire. La lenta agonia ha fatto rimpiangere la famosa morte di subito. Da un mese è tutto bloccato perché manca l’unico cancelliere abilitato alla firma dei provvedimenti.
    Sarebbe meglio chiuderlo al più presto, così si stroncano anche le manovre sotterranee dei volontari che prima si sono eroicamente precipitati dal Comune e adesso tirano calci per aumenti e indennità varie.
    Ma le sacche di resistenza ci sono, anche da parte di molti avvocati che lavorano prevalentemente nel settore dell’infortunistica stradale, che trovano molto comodo lavorare a pochi passi dallo studio.
    No comment sul fitto che il Comune paga, e certo non mancavano altri spazi a Eboli.

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