Svolta a 5 Stelle: Beppe Grillo da “giustizialista” a garantista di “convenienza”

Svolta a 5 Stelle con doppia curva a destra e Grillo da “giustizialista” diventa “garantista” per convenienza.

Grillo sempre più pericoloso, anziché chiedere scusa agli elettori e pretendere le dimissioni della Raggi, si inventa, il “Codice di comportamento”, il “Garante”, “Collegio dei Probiviri”, “Comitato d’appello”; Una “giuria popolare”, “giustizia di Piazza”, ovvero “gogna mediatica” o meglio ancora “la giustizia del blog di Grillo e della Casaleggio associati”.

beppe-grillo-virginia-raggi

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROMA – Cade con la svolta garantista di Beppe Grillo, un altro “mito” pentastellato viene “sacrificato” alla convenienza del giorno. Il comico  e i suoi ventriloqui, dopo aver sparato napalm su tutti, ivi compreso i dissidenti, abbatte la strettoia del “giustizialismo” e abbraccia l’autostrada a più corsie del “garantismo” di convenienza. Una grande lenzuolata sulle incapacità e sui “coinvolgimenti” dei suoi. Non sarà mica il sentore di una probabile nuova bomba giudiziaria che potrebbe abbattersi su Virginia Raggi? Al paese mio si dice che “ci si butta avanti per non cadere dietro“.

E così, poco per volta, le tappe “populistiche“, che vorrebbero che il sangue scorresse a fiumi nei palazzi del potere, ad una ad una, a seconda delle convenienze, vengono abbattute, e dalla para democrazia del web, o meglio del blog di Beppe Grillo, senza mai fornire numeri e dati attendibili di organismi certi, alle dirette streaming proposte e pretese per gli altri, accantonate e affondate per il M5S, alla partecipazione popolare prosegue con gli incontri carbonari a porte sprangate, silenzi e giustificazioni ingiustificabili, dal giustizialismo per tutti passa al garantismo di convenienza per i suoi, dal contraddittorio politico anche a mezzobstampa alla giustizia di piazza o meglio di “blog”, con giurie popolari, per “punire” la stampa e per giudicare la veridicità delle notizie, tutte false tranne quelle che appaiono sul suo blog.

Codice comportamento m5s

Codice comportamento m5s

Il garante del Movimento 5 Stelle, fa sapere sul suo blog Grillo che “la ricezione, da parte del portavoce (tradotto: eletto, ndr), di informazioni di garanzia o di un avviso di conclusione delle indagini non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso, sempre salvo quanto previsto al punto 5“. Tradotto per chi volesse la traduzione, significa che a differenza di quanto accaduto fino a ieri, da ora in poi non si prenderanno provvedimenti (sospensione o espulsione) contro gli esponenti grillini che verranno raggiunti da avvisi di garanzia. Immediata la dichiarazione della Muraro, l’ex assessora chiacchierata della Giunta Raggi:…se il codice fosse uscito prima non mi sarei dimessa“. Ci crediamo e come, anche perché c’è voluto ben poco per sapere se era o non era a conoscenza del suo avviso di garanzia e incollata come era alla poltrona, spiegasse se stesse o non stesse facendo gli interessi di Roma o altro nel suo ruolo e per quelli ricoperti in precedenza.

Il nuovo “Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle” oggi verrà votato online e recita: “I portavoce, quando ne hanno notizia, hanno l’obbligo di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito, dell’esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato nonché di qualsiasi sentenza di condanna o provvedimento ad essa equiparato“, si legge ancora nel testo Cinque Stelle. “È sempre rimessa alla discrezionalità del Garante e del Collegio dei Probiviri o del Comitato d’appello (e non comporta alcuna automatica presunzione in tal senso) la valutazione della gravità di fatti che configurano i c.d. reati d’opinione ipotesi di reato concernenti l’espressione del proprio pensiero e delle proprie opinioni, ovvero di fatti commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale“.

Davide Casaleggio-Beppe Grillo-Virginia Raggi-contratto m5s

Davide Casaleggio-Beppe Grillo-Virginia Raggi-contratto m5s

Questa svolta garantista “ad usum delphini” è necessaria per coprire l’incapacità manifesta dell’ attuale Sindaca di Roma Virginia Raggi, che per ora ha tutti i fari puntati addosso proprio perché si tratta della Capitale, ma anche perché ammettere che si è rinnovata una classe dirigente con persone più che coinvolte nei tessuti romani e dei poteri capitolini, provinciali e regionali del passato, è ammettere la sconfitta del Movimento 5 Stelle, ma anche della selezione di una classe dirigente, inadeguata e per nulla meritevole del posto che occupa, avvenuta via web che attraverso pochissimi voti ricevuti, oltre che di persone senza arte e ne parte, se non, come nel caso di Roma, o come negli ultimi giorni suonavano sia De Luca che Matteo Renzi, ironizzando sulle professionalità di “Luigino Di Maio” come lo chiamava Vincenzo De Luca e sugli accenni di lavori svolti prima di diventare un professionista della politica e un probabile candidato Premier indicato dal M5S, se non si scannano prima le correnti sotterranee del movimento.

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

In Italia ormai può succedere veramente di tutto, anche che il Presidente del consiglio lo faccia uno che passa per strada senza una professione specifica, vieppiù ubbidiente e vincolato da un patto illegale e anticostituzionale tra una Società privata ed un esponente del Parlamento rendendolo prigioniero e assoggettato al primo più che esprimere in libertà il suo ruolo e le sue posizioni politiche nel ruolo che la Costituzione gli affida.

E così Grillo, anziché chiedere scusa agli elettori e pretendere d’ imperio che la Raggi e tutti i suoi si facciano da parte, anche invocando quel documento privato che la vincola al M5S e alla Casaleggio associati, a pagare una penale pare di 150mila euro, che fa? Si inventa, aggravando la situazione, il “Codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle“, il Garante, il Collegio dei Probiviri, il Comitato d’appello; e non contento oggi ha proposto una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media, praticamente una “giustizia di Piazza“, o meglio la “gogna mediatica” o meglio ancora “la giustizia el blog di Grillo e della Casaleggio associati.

Giuria popolare per la stampa-m5s

Giuria popolare per la stampa-m5s

E così Beppe Grillo scrive sul suo sito: «Tutti contro Internet. Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il Presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno. Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull’esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell’inquisizione proposto dal presidente dell’Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet.

I giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese – scrive ancora Grillo sul suo sito – con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate.

Codice di comportamento m5s-votazioni web

Codice di comportamento m5s-votazioni web

Propongo – e qui l’affondo demagogico e populista della proposta del web-para-democratico e giustizialgarantista Grillo – non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa».

Una proposta ultra-populista, che la dice lunga di come Grillo interpetra le libertà e le leggi. In un Paese che non avesse raggiunto un livello di democrazia e libertà come l’Italia, che spesso va anche oltre le libertà stesse, uno come Grillo lo arresterebbero subito, e starebbe in buona compagnia dei tanti altri leader di partiti o di movimenti che ne dicono di tutti i colori delle Istituzioni democratiche, prima per il linguaggio che usano e poi come nel caso del M5S per i contratti che impone, ma anche per l’istigazione alla giustizia popolare e sommaria.

Se i giornalisti non sono liberi alla pari di come non lo sono i suoi Deputati, Senatori, Consiglieri regionali, provinciali, Sindaci e Consiglieri comunali, è perché ci sono capi e non leader come lui. Per ristabilire la verità rispetto a notizie di stampa ci sono le Leggi e le numerosissime sentenze, perché invece vi sia l’ammissione di responsabilità o di colpa per aver diffuso notizie false c’è un’altra legge, non scritta che si chiama: Deontologia; in base alla quale non attendendo nessuna forma coercitiva volontariamente si chiede scusa e si concede lo stesso spazio che si è. Occupato per la notizia ritenuta poi non vera.

Purtroppo Grillo è un Capo non è un leader, come comico sarà anche bravo, ma come politico è una schiappa pericolosa, e come tutti i “Capi” vorrebbe disegnarsi elasticamente leggi su misura, estensibili alle circostanze, semmai aggiungendovi quelle punitive con quelli che non la pensano come lui, confondendo il gregarismo massificante e prono, alla libera discussione, al confronto critico, alle verità, che non rispondono alle leggi di un blog, ma alla costituzione repubblicana, quella che a chiacchiere ha voluto difendere votando il NO, ma che poi di fatto ignora inventandosi leggi su leggi tutte ad gruppum  Grillo-Casaleggio, per tenere prigionieri un nugolo di persone che altri non avevano da fare se non gli “jes man” come li ha definiti il Sindaco di Parma Pizzarotti., che dietro tutte queste schifezze sivsta prendendo la rivincita. Pizzarotti per peimo dovette scegliere o la demagogia e il populismo o la Città e i problemi della Città. Scelse i secondi e fu emarginato, punito, espulso.

Negli ultimi anni stiamo vivendo cicli di politica contraddistinti dal protagonismo di nuovi Partiti e Movimenti, che cavalcando un disagio sempre più crescente degli italiani hanno raccolto voti e sono poi giunti al potere normalizzandosi. Normalizzazione che è significato scandali, corruzione, galera. Cicli che erano prima intorno ad un ventennio, poi un decennio e un quinquennio, il M5S sta battendo tutti i record e per quello che avviene a Roma e nelle altre realtà, fortunatamente poche, amministrate dai 5 Stelle, suggeriremmo a Grillo di verificare prima le palle e le omissioni contenute nei curriculum, e a quelli che sono colpevoli di aver detto bugie e omesso verità e che hanno avuto a che fare con il “sistema” di consegnarsi preventivamente ai carabinieri e patteggiare per evitare il peggio e per evitare che l’Italia finisca come Roma, prigioniera di un malaffare che tutti dicono di combattere ma che poi so viene a sapere che tutti ne sono coinvolti. Che schifo.

Codice comportamento m5s-1

Codice comportamento m5s-1

Codice comportamento m5s-2

Codice comportamento m5s-2

Roma, 3 gennaio 2017

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