Processo Crescent: Assoluzione per De Luca e gli altri

Processo Crescent: Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca e 21 imputati assolti da tutte le accuse.

L’ex sindaco era accusato di falso ideologico, abuso d’ufficio e reati urbanistici. L’assoluzione consente al Governatore di partecipare alle prossime Regionali del 2020. Per farlo deve ristabilire il corto circuito che passa per la bocciatura del figlio Piero nel collegio di Salerno. E se Piero si dimette da deputato? Restano comunque le macerie del PD in tutta la provincia di Salerno.

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Dopo una lunga Camera di consiglio é arrivato il verdetto: Il governatore della Regione Campania ed ex Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca relativamente al Processo Crescent, é stato assolto da tutte le accuse, e con questo si accantona definitivamente l’incubo di una possibile sospensione per effetto della Legge Severino.

Con De Luca, dopo che per tutti la Procura della Repubblica aveva chiesto la condanna, sono stati assolti anche gli altri 21 a vario titolo imputati, fra i quali molti suoi fedelissimi del Governatore, quelli della prima ora, per intenderci tutti quelli che da tempo in qualche modo rappresentano il così detto “cerchio magico” a cominciare da:

  • Eva Avossa, vicesindaca di Salerno;
  • Luca Cascone, consigliere con delega ai Trasporti, eletto nella lista “De Luca Presidente”;
  • Aniello Fiore, eletto nella Lista “Campania Libera”;
  • Vincenzo Maraio leader del PSI e Consigliere regionale e membro dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale della Campania;
  • Francesco Picarone eletto nella Lista PD, Presidente della Commissione Bilancio.
Vincenzo De Luca-Crescent

Vincenzo De Luca-Crescent

Gli altri imputati coinvolti sono: Lorenzo Criscuolo; l’ex soprintendente Giuseppe Zampino; Davide Pelosio; Matteo Basile; Annamaria Affanni; Giovanni Villani; Eugenio Rainone; Gerardo Calabrese; Luciano Conforti; Mimmo De Maio; Augusto De Pascale; Ermanno Guerra; Nicola Massimo Gentile; Bianca De Roberto; Maurizio Dattilo; Rocco Chechile.

La sentenza è stata emessa dal collegio del Tribunale di Salerno presieduto dal Dott. Vincenzo Siani. Il governatore era imputato di abuso d’ufficio e falso. In caso di condanna per abuso di ufficio per il Governatore De Luca sarebbe scattata la sospensione dalla carica per 18 mesi prevista dalla Legge Severino, ma i Giudici hanno clamorosamente bocciato l’ipotesi d’accusa della Procura.

Fulvio Bonavitacola-Vincenzo De Luca

Fulvio Bonavitacola-Vincenzo De Luca

Il dispositivo è arrivato in  serata, ed é stato letto in un’aula affollatissima di avvocati, curiosi, simpatizzanti e sostenitori, fra i quali anche il vicepresidente della giunta regionale, Fulvio Bonavitacola e l’attuale sindaco di Salerno Vincenzo Napoli.

Il verdetto, accolto come una manna, consente, di fatto, a De Luca di organizzarsi per partecipare come Governatore uscente alle prossime elezioni Regionali, in programma nel 2020, liberandosi di un impedimento che avrebbe potuto costringerlo non solo a dimettersi da Palazzo Santa Lucia, ma anche di escludere una sua candidatura. L’ex sindaco era accusato di falso ideologico, abuso d’ufficio e reati urbanistici. La Procura aveva chiesto 2 anni e 10 mesi.

Si ricorderà che la vicenda giudiziaria che ha portato all’assoluzione del governatore scaturisce dalla realizzazione del Crescent, il complesso immobiliare a forma di mezzaluna, progettato dall’architetto catalano Riccardo Bofill e voluto dall’allora sindaco di Salerno. L’opera, sin dal principio, fu contestata soprattutto dai comitati “Italia Nostra” e “No Crescent“, poi costituitisi parte civile nel procedimento, tra i primi a denunciare presunte irregolarità nell’iter per la realizzazione della struttura. Elementi approfonditi dalla Procura di Salerno, che aveva puntato l’indice sia sulla cosiddetta “sdemanializzazione”, in favore del Comune, dell’area a nord del lungomare cittadino sia sui permessi a costruire rilasciati.

Vincenzo-Piero-Roberto-DeLuca

Vincenzo-Piero-Roberto-DeLuca

Nel novembre 2014, il gup del Tribunale di Salerno rinviò a giudizio l’attuale governatore della Campania e altre 21 persone, tra cui anche gli assessori che facevano parte della Giunta di Salerno nel 2008, oltre ad ex funzionari della Soprintendenza, imprenditori e tecnici del Comune.

Ma se la vicenda giudiziaria dell’ex Sindaco relativamente al Crescent è partita nel 2004, quella politica va oltre il ventennio e De Luca oramai sebbene ora sia il Governatore della Campania resta nell’immaginario collettivo, e non solo, sempre il Sindaco di Salerno e questa sovrapposizione non gli crea nessun imbarazzo, anzi. Gli stessi salernitani, per quanto talvolta non condividono alcune sue sortite, lo preferiscono così e gli hanno perdonano sempre tutto.

Questa “indulgenza” ha fatto si che nel corso del tempo si sono andate consolidando alcune “licenze” politiche che hanno portato ad una sorta di corto circuito tra la Città e De Luca, corto circuito rappresentato dalla partecipazione alla vita politica dei suoi due figli Roberto e Piero, i quali hanno “organizzato” la continuità amministrativa e politica, sostituendo a quel “vecchio” cerchio magico un nuovo ordine, immediatamente percepito come una “familiarizzazione” dell’organizzazione facente capo a Vincenzo De Luca fino a portare Roberto alla Carica di Assessore comunale e Piero, passando per diversi incarichi di consulenza, alla candidatura alla Camera dei Deputati e alla sua elezione a Deputato. Elezione però avvenuta nel listino a Caserta mentre nel collegio uninominale di Salerno riceveva una sonora sconfitta confermando il corto circuito.

Piero De Luca-festeggiamenti

Piero De Luca-festeggiamenti

Tutte scelte che di volta in volta hanno accantonato ogni partecipazione attiva del PD fino ad annientarlo. Adesso con l’altro corto circuito che ha interessato il PD a livello nazionale e i suoi elettori De Luca riprende o vorrebbe riprendersi il suo “personaggio” quello del ribelle, quello del fustigatore, quello dell’antisistema, proprio il tutto che oggi rappresentano insieme la Lega e il M5S.

Troppo tardi? Sicuramente si, a meno che non faccia qualche gesto eclatante perché si possa “riabilitare” e ripristinare il contatto con gli elettori, quel gesto potrebbe passare attraverso le dimissioni da Deputato di suo figlio Piero, ma i danni che ha causato abbandonando il resto della provincia a se stessa annientando il PD sono irriparabili.

Crescent-Salerno

Crescent-Salerno

Salerno, 29 settembre 2018

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