Reddito di cittadinanza: L’INPS precisa e si distanzia

Reddito di cittadinanza: Con un comunicato stampa arrivano le precisazioni dell’INPS.

L’Istituto, su richiesta del Ministero del Lavoro, si è limitato a valutare costi e fattibilità e non c’è stata «nessuna “bollinatura” dell’Inps riguardo alle proposte avanzate dal M5S. Riguardo all’introduzione di un reddito minimo si possono trovare nel documento del Presidente Boeri “non per cassa ma per equità”, disponibile sul sito istituzionale già dal 2015».

Tito Boeri-Inps

Tito Boeri-Inps

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – «In riferimento ad un articolo pubblicato oggi da alcuni quotidiani nazionali su un presunto coinvolgimento dell’Istituto a quello che viene definito “blitz sul reddito di cittadinanza”,  – Si legge in una nota dell’Ufficio Relazioni con i Media a firma della Dr.ssa Genoveffa Tadonio, Responsabile relazioni Istituzionali, URP e Segreteria della Direzione provinciale di Salerno –  si precisa che non vi è stata nessuna “bollinatura” dell’Inps riguardo alle proposte di reddito di cittadinanza avanzate dal Movimento 5 Stelle.

L’Istituto, su richiesta del Ministero del Lavoro, si è limitato a valutarne i costi e la fattibilità. – precisa la nota dell’URP dell’INPS di Salerno – Si sottolinea, infine, che non ci sarà alcuna consegna della proposta da parte del presidente dell’Inps alla squadra del Movimento 5 Stelle al Ministero dell’Economia.

Di Maio-Conte-Salvini

Di Maio-Conte-Salvini

Le proposte avanzate dal presidente Tito Boeri – aggiunge la nota dell’Ufficio Relazioni con i Media a firma della Dr. ssa Genoveffa Tadonio, Responsabile relazioni Istituzionali, URP e Segreteria della Direzione provinciale di Salerno –  – riguardo l’introduzione di un reddito minimo si possono trovare nel documento “non per cassa ma per equità”, disponibile sul sito istituzionale già dal 2015.

Quel non per cassa ma per equitàla dice lunga e la dice tutta su come si é introdotto da parte del Governo il famoso Reddito di Cittadinanza. Una questione che per Di Maio e Salvini e per il ventriloquo Giuseppe Conte era di principio, e per principio si é ricorso ad un debito che é costato lo sforamento di un punto percentuale rispetto ai parametri europei. Debito che ci ritroveremo triplicato tutti noi italiani alla fine di quest tre anni. Così come ci ritroveremo il debito che é servito per propaganda per abbassare l’IVA al 15% a circa 1 milione di partite IVA stimate, ricordandoci un’altra storia analoga che ci riporta alle quote latte allorquando per favorire un pugno di allevatori “padani”: 108; multati dall’Europa, per accontentarli scipparono i fondi FAS del Sud, lo si fece a spese degli italiani. L’Italia, in quella circostanza si accollò 1,36 miliardi di euro, allora erano solo 108 i beneficiari leghisti doc, oggi sarebbero circa un milione e gli altri? Gli altri lo prendono a quel servizio.

allevatori-quota latte

allevatori-quota latte

Un regalo allora fatto a Bossi spalmato sugli italiani. Oggi gli altri 59 milioni di cui 12 di pensionati da circa 10 anni che non ricevono l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, e altri 22 milioni di lavoratori che ricevono salari e stipendi da fame si fottono: ECCO IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO; ECCO LA FINANZIARIA DEL POPOLO.

Di cambiamento non se ne vede traccia, se non una caparbia regalia concessa per pagare debiti elettorali, di popolo poi non c’è niente se non l’ubriacatura di debiti che si triplicheranno e che porteranno il Paese verso l’Africa, compiendo un grande miracolo: quello di azzerare l’immigrazione per avvenuta fusione alla miseria africana.

Ritornando a quel non per cassa ma per equità, si comprende e senza diplomazia come si é tentato di coinvolgere l’INPS per giustificare una forzatura di numeri, che é passata dopo una serie di minacce e di avvertimenti a tutti coloro che in qualche modo cercavano di far quadrare i conti, demolendo anche la resistenza del Ministro Tria, che assediato e “invitato” ma non “forzato” alle dimissioni alla fine é capitolato. Tria dovrebbe solo dimettersi tanto é la vergogna a cui é stato sottoposto. L’INPS comunque non ci sta a farsi intruppare, domani ci sarà il Casalino di turno che si scatenerà con minacce di ogni specie contro chi si é macchiato di non condivide le tesi “ignoranti” e di aver ostacolato il M5S.

Salerno, 28 settembre 2018

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