Lombardi a La7 bacchetta, Governo, Parlamento Lega e M5S

Il Presidente FederCepi Costruzioni Lombardi a Coffee Break su la La7 bacchetta, Governo, Parlamento Lega e M5S.

Antonio Lombardi mette in evidenza ritardi e burocrazia contrari alla semplificazione. Le distanze dalla legge ai suoi benefici fatti di centinaia di decreti attuativi. Lo scollamento tra Governo, parlamento, coalizione. E sul Mes accusa una posizione ideologica contro fondi senza condizionalitá utili alle infrastrutture sanitarie.

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

ROMA – Un brillantissimo Presidente della FederCepi Costruzioni Antonio Lombardi alla trasmissione televisiva Coffee Break di oggi andata in onda su la La7, e condotta in studio dal Giornalista Andrea Pancani, ha bacchettato il Governo, il Parlamento, i sovranisti, la Lega e il M5S. In studio con Lombardi il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il Giornalista Gianluigi Nuzzi conduttore della celebre trasmissione televisiva Quarto Grado, e l’economista Senatore Alberto Bagnai della Lega Salvini Premier.

European Stability Mechanism

Il bravissimo Lombardi ha bacchettato: Il Governo per tutti i Decreti Legge che sta adottando per cercare di fronteggiare la Crisi economica causata dalla Pandemia da Covid, occorrenti di decine e centinaia di decreti attuativi per poterli in pratica avviare, immaginando le complicazioni e i meandri burocratici a cui cittadini e imprese sono sottoposti;  Il Parlamento perché ignora ogni difficoltà che ne deriva da questa miriade di decreti attuativi, che rendono un miraggio l’obiettivo dichiarato solo a chiacchiere della legge sulla “semplificazione”; I Sovranisti, la Lega e il M5S per la posizione adottata sul MES ritenuta “ideologica”, che impedisce di ricorrere a quei 36 miliardi di euro, già disponibili e senza condizionalità, pronti da marzo scorso e occorrenti per migliorare le strutture Sanitarie italiane.

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Antonio Lombardi con argomentazioni, motivazioni e cifre, mette in evidenza: ritardi e burocrazia contrari alla semplificazione; Le distanze bibliche e tortuose che intercorrono dalla legge ai suoi benefici, occorrenti ed accompagnati da centinaia di decreti attuativi che ritardano e complicano ogni ripresa; Lo scollamento tra Governo, parlamento, coalizione; E sul Mes accusa una posizione ideologica contraria a fondi senza condizionalitá utili alle infrastrutture sanitarie, ricordando come il Rapporto di Bertolaso, redatto dopo il terremoto dell’Umbria, indicasse il patrimonio Ospedaliero della dorsale appenninica per il 75% inadeguato compromesso e incapace di resistere ad una scossa di terremoto del 6° grado della Scala Richter, e come quei fondi potrebbero essere utili alla circostanza. Per rendere un’idea ci piace ricordare che l’Ospedale del Mare a Napoli costerebbe 450 milioni di euro. Immaginiamo quanti Ospedali potremmo realizzare colmando il deficit soprattutto nel Mezzogiorno, e quanti si potrebbero migliorare, ammodernare e ampliare.

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Ma cosa è il MES? Val la pena ricordare che il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, è un’organizzazione internazionale a carattere regionale nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro, istituita per trattato dagli Stati membri della zona euro per fondare un’organizzazione internazionale con sede in Lussemburgo, che avrebbe dovuto fungere da fonte permanente di assistenza finanziaria per gli Stati membri in difficoltà, con una capacità di prestito massima di € 500 miliardi.

Va ricordato anche che la disponibilità accordata per l’Italia è di 36miliardi di euro e che fin dal primo momento non è stato fissato ne un tempo di restituzione ne talpoco un tasso aggiuntivo. Di qui la posizione ritenuta “ideologica” da Lombardi, da parte di chi fin dal primo momento M5S in testa e FdI e Lega, è contrario, adducendo come motivazione la restituzione, quasi come i 208 miliardi, tolti gli 80 miliardi a fondo perdito gli altri 128 del Recovery Fund fessero un regalo e non si debbano restituire. Intanto questa ormai lunga e sgradevole storia blocca il Paese e mette incertezza sulla ripresa e sul futuro.

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«Il problema è sempre lo stesso, – dichiara in esclusiva per POLITICAdeMENTE il Presidente FederCepi Costruzioni Antonio Lombardi  raggiunto telefonicamente – perché anche in questo lockdown, nei vari provvedimenti che sono stati emanati, registriamo, come abitudine delle modalità legislative, una mania tutta italiana (di fare una legge e poi di “spiegare” come funziona) di inserire nei 24 decreti legge che sono stati emanati per far fronte all’emergenza covid, i cosiddetti decreti attuativi.

Ebbene ai 24 decreti legge emanati per far fronte all’emergenza covid – prosegue Lombardi – sono seguiti ben 297 decreti attuativi, 198 dei quali (circa il 66%) sono ancora da adottare, insomma un groviglio di norme che coinvolge 20 ministeri, ai quali si aggiunge anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma in realtà il decreto attuativo, quella norma che poi serve a recepire gli effetti della legge che deve essere emanata dagli uffici dei vari ministeri, che a loro volta, devono normare la regola per cui poi si possa percepire l’effetto da parte dei cittadini e delle imprese.

Allora il grande sforzo che si deve fare, – aggiunge Lombardiè proprio quello di evitare la burocrazia e il burocratese e semplificare davvero evitando questa giungla di norme, una per tutte il decreto semplificazioni che, anche letteralmente, dovrebbe essere una necessità. Del Decreto semplificazioni fatto di 38 decreti attuativi,  – conclude il Presidente della FederCepi costruzioni Antonio Lombardisolo uno ne è stato adottato così come dice proprio l’ufficio Studi del dell’attuazione del programma quindi sono dati che provengono direttamente dalla Camera dei Deputati, dati che dovrebbero essere interpretati ma anche metabolizzati bene dalla dalla classe politica che deve dare una svolta».

Roma, 3 dicembre 2020

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