Morte sul lavoro a Salerno. La sicurezza una Lotteria: Tra premialità e risico

Salerno piange Matteo Leone: Un’altra vittima sul lavoro. interventi degli On. Adelizzi e Cirielli. Landini (Cgil) lancia la “Lotteria” sulla sicurezza del lavoro.

Intervento in Aula dell’On. Adelizzi (M5S): «Troppo facile chiamarle morti bianche. Lo Stato deve garantire a tutti di tornare a casa vivo, e di non scegliere tra la vita e il posto di lavoro». L’On. Cirielli (FdI): “La sicurezza sul lavoro è un tema troppo importante che non può essere più rimandato”. Il lavoro è un diritto, la sicurezza un obbligo. 

Cosimo Adelizzi-Edmondo Cirielli

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Ieri il parlamentare salernitano del Movimento Cinque Stelle Cosimo Adelizzi, è intervenuto nel corso della seduta alla Camera dei Deputati, e ha portato al centro della discissione la morte di Matteo Leone, 34 anni, il quale mentre faceva il suo lavoro nel Porto della città di Salerno. Adelizzi ha ribadito, ancora una volta, di come sia inderogabile adottare provvedimenti in merito ai temi che riguardano la sicurezza sul lavoro. Lo scorso febbraio, dopo l’ennesima morte di un operaio, la quarta in appena ventidue giorni, il parlamentare ha protocollato un’interrogazione indirizzata al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro dell’interno. Oggi si piange un’altra vittima.

«La provincia di Salerno ieri mattina si è svegliata devastata per la perdita di un giovane trentaquattrenne, operaio portuale che lavorava nel porto di Salerno. Matteo Leone ieri sera, dopo aver finito il suo turno di lavoro, è stato investito da un muletto. E’ stato trasportato all’Ospedale Ruggi e non ha più fatto ritorno a casa. In questo momento, ci sono una madre e un padre che non potranno più riabbracciare il proprio figlio. Abbiamo perso un altro giovane, che non potrà più pronunciare la parola futuro – ha dichiarato l’On. Cosimo Adelizzi -. Troppo facile chiamarle “morti bianche”! Noi rappresentiamo lo Stato e lo Stato deve garantire a ciascun cittadino di tornare a casa vivo, e di non dover scegliere tra la propria vita e il proprio posto di lavoro».

Sull’Incidente sul lavoro a Salerno, che ha colpito il giovane Matteo Leone è intervenuto anche l’On. Edmondo Cirielli (FdI) Questore presso la Camera dei Deputati, il quale ha esternato il suo personale Cordoglio alla famiglia, e ha sollecitato il Governo ad impegnarsi sulla prevenzione e sulla sicurezza per garantore ogni forma di lavoro.

Edmondo Cirielli

L’ennesima inaccettabile morte sul lavoro. Esprimo il mio cordoglio alla famiglia e ai colleghi del giovane Matteo Leone, l’operaio deceduto a causa di un incidente verificatosi, ieri pomeriggio, all’interno del porto di Salerno”. – dichiara in una nota, il Questore della Camera e deputato salernitano di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: – “Non è la prima volta, purtroppo, che accadono tragedie simili a Salerno ma anche in altre città. Le istituzioni devono aprire gli occhi: la sicurezza sul lavoro è un tema troppo importante che non può essere più rimandato. – conclude Cirielli – Auspico, quindi, che il Governo Draghi si impegni in Parlamento a varare misure più incisive e rigorose per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro affinchè non si ripetano più questi drammi”.

E mentre a Salerno o altrove, c’è qualcuno che perde la vita sul lavoro nei giorni scorsi, preannunciando un “sit in” davanti al Parlamento a Roma, il Segretario nazionale della CGIL Maurizio Landini svolta in tutta fretta e all’oscuro di gran parte dell’informazione locale, in un’Azienda ebolitana arringava con il suo piglio aggressivo gli intervenuti, più bandiere e fuolard che persone, lanciava la cosa più stupida che si potesse proporre: Un premio per le aziende che investono sulla sicurezza. Insomma una sorta di “Lotteria a premi” per gli imprenditori o le Aziende che garantiscono la sicuressa sui luoghi di lavoro, manco fosse una questione di “discrezionalità” e non una garanzia, una tutela per i lavoratori.

Mairizio Landini

Una proposta di una inciviltà politica e culturale senza precedenti quella di Landini, ricordandogli che in Italia vi è una corpoda legislazione che riguarda la Sicurezza sui luoghi di lavoro e che basterebbe solo applicarla per garantire i lavoratori, al momento abbandonati, appunto alla “discrezionalità” e non all’obbligo. Insomma è come dire al delinquente abituale: Ti premio se fai il bravo e me lo certifichi; invece di prevenire, di controllare, di punire qualsiasi comportamento omissivo delle Aziende, e garantire così il lavoratore, garantendogli vieppiú anche trattamenti economici adeguati e uniformati al resto dell’Europa, più che consentire che il lavoro nero e quello malpagato e sottopagato sia l’anticamera della futura tragedia.

Maurizio Landini forse ignora, non avendo minimamente fatto cenno alla Legge 46 sulla sicurezza dei Luoghi di lavoro e le successive, laddove vi sono tutti i riferimenti che rappresentano un OBBLIGO per le Imprese e per i lavoratori osservare norme e procedute, ma anche diritti del lavoratore affinché con strumenti e mezzi svolgano i loro lavori in tutta sicurezza. A tutela dell’osservanza vi sono oltre che l’INAIL (Stato), lo SPISAL (ASL), e in ultimo i Carabinieri del NOE, ogniuno per le loro competenze, miseramente accantonati, depotenziati, affossati, così come le varie normative europee di accertamento e certificazione delle qualità (che comprendono anche i luoghi di lavoro) sono divenuti solo un bollino da mostrare ma non da osservare. E che dire della pronuncia dei lavoratori, obbligatoria suo vari processi di garanzia della qualità, della sicurezza, della Salute, con il famoso Medico del Lavoro interno che dovrebbe sovraintendere al benessere del lavoratore? Tutta carta straccia il contenuto di quella Legge e di tutte le altre recepite dall’Europa.

QUESTE SAREBBERO STATE ANCHE LE DOMANDE CHE POLITICAdeMENTE AVREBBE POSTO AL SEGRETARIO MAURIZIO LANDINI SE FOSSE STATO INVITATO A QUELL’ASSEMBLEA DI EBOLI.

Domande che gridano vendetta e giustizia ma che rappresentano la rinuncia da parte del Governo Centrale, amministrazioni regionali e locali e territoriali, a sovraintendere e garantire il lavoro in tutte le sue forme. Una rinuncia che rende il lavoratore debole indifeso e l‘Impresa unica destinataria di “doveri“, discrezionalmente applicabili al punto che tutti se ne dimenticano e addirittura anche il Sindacato debolmente si affida alla introduzione di una “premialità” per l’Azienda che investe in sicurezza e chi invece non lo fa? Sarà una “Lotteria” a premi solo per le Aziende per i lavoratori un “risico“.

Salerno, 27 febbraio 2021

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