1° Maggio a Eboli: In Piazza c’è solo il PCI

A Eboli solo il PCI festeggia il 1° Maggio, il lavoro, i lavoratori, e Gaeta della Nuova ISES porta in Piazza il dramma di 70 lavoratori. 

Il neo-segretario PCI Annamaria Paesano: ”Eboli soffre di problematiche socio-economiche allarmanti, nella più totale assenza dell’Amministrazione e dei Partiti di Sinistra per la Festa del Lavoro”. Tullio Gaeta presidente Nuova ISES: “A breve andranno a casa 70 lavoratori nel silenzio della politica cittadina e dei parlamentari locali. Chiediamo un consiglio comunale monotematico al Sindaco”. 

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di Massimo Del Mese e Marco Naponiello per POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Passano i decenni come le “mode politiche”, ma il 1° Maggio rimane una data indelebile insieme alla sua sorella nordamericana, il Labour Day, per celebrare la Festa dei Lavoratori o meglio l’importanza del lavoro nelle sue forme più nobili, quello che dà dignità all’essere umano in tutto il globo o almeno dovrebbe dare dignità se l’uomo potente non si mette di traverso per assoggettarlo ai suoi voleri. Da 20 anni ed oltre in Italia, purtroppo, si sconta una forte radicalizzazione del precariato, con una pletora di contratti un tempo non considerati anomali, dunque extra-ordinamentali, ma che per volontà delle esigenze della così detta globalizzazione sono stati supinamente “regolamentati” dal parlamento, a dispetto della Statuto dei lavoratori e ad usum delphini dei datori di lavori, sotto gli ochi approsciuttati delle organizzazioni sindacali, consolidando il principio che: La globalizzazione più che migliorare la produzione e le condizioni dei lavoratori passasse solo sui salari degli stessi; Così mettendo in competizione il mondo del lavoro si abbassavano i costi sei salari più che del lavoro stesso e si sfruttava altri lavoratori nei paesi stessi mantenendo comunque i costi delle produzioni alte.

Imbroglioni, sfruttatori.

E cosi questi negozi giuridici nel tempo hanno strutturato l’instabilità, e dunque l’incertezza di intere generazioni, divenendo una costante intergenerazionale assieme alle lugubri cronache di morti bianche, non avendo investito un cazzo sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e dei lavoratori. 

Imbroglioni, sfruttatori.

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La nostra Eboli, che dal dopoguerra in poi si può definire a ragione un vero laboratorio politico, specialmente delle forze di Sinistra, ha riservato sempre una particolare sensibilità verso le ricorrenze significative tipiche del mondo di sinistra come prevalentemete si è posta fin da subito quella del 1°Maggio, tuttavia con rammarico constatiamo che negli anni a dispetto delle incombenze sociali sempre più stringenti, il 1°Maggio viene inopinatamente confinato “in cavalleria”; dunque una sordina mediatica che non conferisce certo merito, neanche ad una corretta informazione locale, e nello stesso tempo declassa quel famoso “laboratorio politico” a una scuola “differenziata” di ciucci politici.

E così il Primo Maggio “Festa dei Lavoratori 2022”, in Piazza della Repubblica, un tempo proscenio di animosi comizi, si registra malinconicamente l’isolato protagonista giornaliero, il gazebo e all’interno un banchetto informativo del Partito Comunista Italiano, una piccola forza politica cittadina però da sempre orgogliosamente battagliera delle proprie tradizioni. A tal proposito noi di POLITICAdeMENTE abbiamo in esclusiva intervistato la segretaria Annamaria Paesano insieme “all’ospite d’onore” di questa manifestazione nella persona di  Tullio Gaeta, presidente della Cooperativa sociale NUOVA ISES, che oramai, per varie circostanze, e varie vicissitudi, vive un’odissea pluriennale inerente non solo le 70 unità impiegate, ma bensì gli ospiti affetti da gravi patologie, i quali rischiano di essere sfrattati entro appena un mese di tempo.

Iniziamo con la neo segretaria del PCI ebolitano, la quale sarà seguita sulla falsariga nell’intervento pubblico dalla sodale  Elvira Migliorini, ci riferiamo ad Annamaria Paesano, accompagnata dalla segretaria provinciale Dina Balsamo e dagli attivisti Giovanni SetaroAntonio Pindozzi, Vito De Luisa e molti altri: “Il Partito Comunista in piazza oggi non è strano, infatti a partire dal Nazionale il nostro slogan è: lavoro, diritti e pace. Il lavoro è un diritto sempre più calpestato che trascina dietro la dignità della persona. Da gennaio ad oggi oltre 200 morti sul lavoro, si muore di lavoro per mancata sicurezza e si vive invece per lavorare, non si lavora per vivere, con  la perdita di ogni tipo di conquista di diritti. Poi la guerra in atto si consuma e si consumerà a lungo raggio sulla pelle dei lavoratori, specie i precari! Per quanto riguarda Eboli ci sono dati inquietanti: 10.405 iscritti  al centro per l’impiego ex collocamento, senza ricordare quelli non iscritti, che fanno il paio a  4.595 percettori del reddito di cittadinanza. Difatti ci sono situazioni sul nostro territorio consolidate e storiche come la  NUOVA  ISES, come il consorzio anche ortofrutticolo CJO, altre maestranze in mezzo ad una strada” – Prosegue la segretaria Paesano: – ”Naturalmente dove c’è un vuoto dello Stato si inserisce la criminalità organizzata che ha un disperato offre una soluzione, una via d’uscita e lo viviamo ogni santo giorno sulla litoranea di Campolongo.

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Noi vogliamo essere tra la gente, vicino alle persone con una richiesta forte alle istituzioni cittadine ed ai parlamentari che abbiamo, i quali non danno delle risposte ai problemi che si stanno impiantando sul territorio: l’elettrodotto Terna può essere un’opportunità,  ma deve essere reso tale; il nuovo impianto  di compostaggio della Sarim, un sito di stoccaggio di carta, vetro e  metalli  finalizzati al riciclaggio, potrebbe essere una occasione per il territorio dal punto di vista occupazionale; l’alta velocità poi è il tema scottante del momento con delle nebulose intorno, non si sa se l’Amministrazione è a favore o a contro, che disegno ci sta dietro, cosa porta questa linea al nostro territorio.. nulla!!! Essa ha un impatto ambientale forte, e non è per niente lungimirante, non portando occupazione, non avvantaggia il trasporto ed ugualmente il commercio. Adesso noi subiamo e non godiamo di queste nuove realtà che si installeranno sul territorio ebolitano.” – Un tratteggio caro alla segretaria comunista: – “Ci sono le Politiche Sociali che si trovano in difficoltà per lo svolgimento delle attività basilari, perché il  piano di zona è venuto meno! Chissà l’intento di costituire un

Azienda Speciale se verrà realizzato, ma dobbiamo fare presta, non dobbiamo attaccarci invece alla burocrazia ma bensì prendere spunto dal legislatore, sulla scorta del convegno che si è appena celebrato in città, ove eminenti personalità dell’ambito ci hanno resi edotti dell’importanza del settore delle politiche sociali e della collaborazione con il terzo settore per amministrare e bene una città! In definitiva vorremmo delle soluzioni in tempi brevi e le politiche sociali non possono essere intese come assistenzialismo al bisognoso, esse sono un contenitore a 360° di tante attività: potremmo metterci la cultura, le iniziative per i giovani, gli spazi di aggregazione, l’accoglienza degli stranieri; queste  attività sono che insieme al terzo settore, da considerarsi come il carro trainante di ogni società civile!” – Conclude Annamaria Paesano segretaria del PCI – “Ci dispiace molto constatare che in una giornata come il Primo Maggio non ci sia in Piazza qualcuno dell’Amministrazione, che ha un’anima di sinistra, né tantomeno le altre forze di sedicente Sinistra che annoveriamo in città, come il PD, Italia Viva ed altri.

Oggi questi soggetti non fanno sentire la vicinanza a chi li ha votati ed è un fatto grave: da un lato per noi è onorante e ci dà lustro, ma anche scontato l’esserci, di contro i gazebo delle altre forze non si vedono. Invero registriamo che le forze politiche dure e pure sono poche, latitano anche le grandi  associazioni che affiancano questa Maggioranza che non si sono fatte vedere, come se avessero quasi paura. Allora cambiassero mestiere se non hanno il coraggio di metterci la faccia, e creassero una formazione sociale di Pizzi & Merletti, ma lasciassero perdere la politica che è ben altro.“

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A seguire è stato il turno di Tullio Gaeta, presidente della Cooperativa Sociale Nuova ISES, che da anni combatte la battaglia dell’accreditamento, allindomani della creazione della nuova società, e tra alti e bassi oltre a diversi pronunciamenti della giustizia amministrativa favorevoli, non riesce di contro a raggiungere lo scopo, con il rischio concreto di mandare a casa dal mese prossimo ben 70 unità lavorative:Noi siamo stati invitati oggi primo maggio dalla delegazione del Partito Comunista, per denunciare una cosa molto grave che sta avvenendo nell’assoluto silenzio nella nostra comunità, ossia la probabile chiusura di un centro di riabilitazione che offre 170 prestazioni giornaliere con 24 posti letti e 70 dipendenti, i quali a fine mese rimarranno senza lavoro, questo perché non sono state rispettate le sentenze ma bensì sono stravolte dal commissario ad acta, che noi stessi avevamo richiesto affinché egli desse loro attuazione, ci riferiamo alle sentenze, per il riaccredito della Regione, commettendo a nostro avviso un abuso di ufficio stravolgendo il decisum del Tar.

”Noi abbiamo chiesto più volte di avere degli incontri con i politici e specialmente con i deputati del territorio, di cui ricordiamo uno spiacevole episodio, quello che un parlamentare invece di impegnarsi per portare lavoro alla sua città, per il tramite di un collega di partito calabrese, aveva attuato una interrogazione parlamentare per chiederne addirittura la chiusura del centro. – Continua spedito Gaeta – Una cosa scandalosa! Tuttavia quando sui quotidiani e la stampa locale ho chiesto conto di tale sua azione, sono stato avvicinato e minacciato di non scrivere più, altrimenti mi sarebbe successo l’irreparabile. Purtroppo, come da prevedersi, non siamo riusciti ad interagire con questa parte politica, ma neanche con l’altro parlamentare, dei 5 Stelle, e con la Regione Campania.  Sembra come se ci fosse quasi una cappa totale contro la nostra struttura, ed una sorta di accanimento politico, ove l’unica nostra colpa è quella di non far morire la struttura per la quale e ci stiamo impegnando duramente dal 2016. Una struttura che oltre a portare lavoro offre delle prestazioni a dei cittadini che non possono usufruirne in altre, perché sature.

Poi la stilettata avverso l’amministrazione in carica: ”Constatiamo inoltre che abbiamo invitato il sindaco oggi, ma questi non si è affatto presentato! Dunque chiediamo ufficialmente un consiglio comunale monotematico sul tema ISES dove si esca fuori con una delibera da parte dei consiglieri sia di maggioranza che di opposizione, sono passaggi che ripeterò fra poco pubblicamente, con un quesito chiaro da presentare alla Regione per trovare il da farsi. Ci sarà un incontro in prefettura e saremo dal prefetto giovedì prossimo, per denunciare questo vergognoso accanimento, aggravato dal mancato rispetto delle sentenze.” – Il Presidente della nuova ISES conclude con una riflessione al curaro: 

“Ma come mai la legge viene applicata solo per noi e non per altri centri?

Dal prefetto porteremo dei documenti per attestare che sono state fatte alcune delibere compiacenti e nella totale illegalità per altre realtà, mentre a noi non si rispetta il dettato della legge o la sentenza di un giudice? Questo palesemente non è giusto! Noi chiediamo la vicinanza della politica che è assente! Il nostro attuale sindaco non è stato mai dalla nostra parte, ma in questo momento riveste un ruolo pubblico e deve fare ex lege gli interessi di tutti e non solo di chi lo ha votato!

Eboli 02 Maggio 2022

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