Appalti pilotati al Comune di Eboli: Il ritorno di Cardiello

Appalti pilotati al Comune di Eboli: illegalità diffusa nel silenzio delle Istituzioni. “Noi ci siamo giocati la faccia“, tuona Cardiello. 

Il capogruppo di Fratelli di Italia Damiano Cardiello interviene dopo un anno e otto mesi di “distrazione” (12 mesi di gestione De Jesue, 8 mesi di gestione Conte) e ritorna sulla recente conclusione delle indagini della magistratura e il rinvio a giudizio di 29 persone malauguratamente quasi tutti dipendenti comunali.

Damiano Cardiello

POLITICAdeMENTE

EBOLI – Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento del capogruppo di FdI Damiano Cardiello sebbene questo sito non si occupa di cronaca giudiziaria, ritenendo che qualsiasi intervento possa non solo distorcere le verità ma addirittura distorcere le informazioni. Contribuendo a non far mergere la verità processuale che si avrà solo dopo il deposito di una Sentenza passata ingiudicato, trattandosi fino ad ora di ipotesi formulate dal Pubblico Ministero. Ipotesi di reati che in sede processuale potrebbero essere del tutto capovolte, atteso che è servito solo un rinvio delle indagini perché gli indagati si sono ridotti da 41 a 29, così come le ipotesi di reato attribuiti a vario titolo agli stessi destinatari. Allora si dirà perche si pubblica, per contribuire a stabilire una realtà processuale sperando che a breve, riponendo la più incondizionata fiducia nella magistratura a alle conclusioni che essa giungerà evitando di anticipare condanne mediatiche e ricorrere alle post verità per ristabilire la verità vera.

«Non ci sorprende affatto quanto emerso dall’indagine condotta dalla Procura di Salerno circa gli appalti truccati al Comune di Eboli. – si legge in una nota stampa a firma del capogruppo Consiliare di FdI Damiano Cardiello, che evidentemente si riferisce alla chiusura delle indagini da parte del PM che riguarda 29 avvisi di conclusione delle indagini (in origine 41), un solo capo d’imputazione a fronte degli 8 precedenti la proroga e la chiusura delle indagini per l’ex Sindaco Massimo Cariello. Ora ci sono 30 giorni di tempo per presentare memorie difensive o sottoporsi ad interrogatori spontanei dal pm, il quale a sua volta valuterà se chiedere al Gip l’archiviazione delle accuse a loro carico o il rinvio a giudizio, per alcune o tutte le persone coinvolte, per le quali si ipotizza da parte del PM ipotesi di colpevolezza fino a giungere a una sentenza definitiva. – Il quadro è desolante – aggiunge Cardiello – e allo stesso tempo impone una seria riflessione su quanto accaduto, al fine di evitare il ripetersi di queste indecenti situazioni.

Allo stesso tempo non ci soddisfano affatto i tempi lunghissimi delle indagini, visto che queste forme di illegalità andavano stroncate sin da subito perché, poi, tutti ricordano le numerose proroghe dei servizi dettate dall’ ”urgenza” che hanno fruttato ulteriori centinaia di migliaia di euro alle Coop. “amiche”. – prosegue Cardiello criticando tra l’altro i tempi lunghi delle indagini del Pm che tra l’altro a seguito del loro supplemento hanno ridotto gli indagati da 41 a 29 – Va detto che anziché avere quale punto di riferimento la qualità dei servizi, grazie alla presunta compiacenza delle commissioni esaminatrici, si preferiva indirizzare gli appalti in modo tale da favorire determinate ditte.

In tutto questo contesto, nel silenzio delle Istituzioni (vedi la Prefettura di Salerno), rivendichiamo con un pizzico di orgoglio il lavoro svolto in sei anni di battaglie, preferendo restare all’opposizione e rispettare in pieno il mandato popolare, anziché andare a braccetto con chi amministrava. – prosegue ancora Cardiello che allunga il tiro accusando anche il Prefetto di Salerno manco se questa debba rincorrere più i desideri che gli elementi del processo stesso – Basti pensare che su ogni gara truccata ci sono nostri interventi a mezzo stampa, interrogazioni comunali ed alcune segnalazioni all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Abbiamo agito nel solco della legalità, della trasparenza e dell’imparzialità della Pubblica Amministrazione, mettendo in conto anche di: 1) subire minacce, come avvenuto nell’ambito del settore parcheggi in litoranea; 2) essere apostrofati come quelli che “gettano fango sulla città”, ed oggi quella melma emerge dalle carte; 3) mettere a rischio l’incolumità propria e dei nostri familiari. – aggiunge Cardiello – Eravamo dei “visionari che vedevano reati ovunque”, ma oggi qualcuno dei nostri accusatori dovrebbe meditare e chiedere scusa non a noi, ma alla Città intera.

Venendo ai dettagli dell’indagine, appare evidente che il Piano sociale di Zona, nel corso degli anni, ha rappresentato il pilastro portante del “sistema”. – secondo Cardiello e seguendo le ipotesi di reato sostenute dal Pm che ormai vede quasi tutti tra funzionari e dipendenti comunali tra i rinviati a giudizio, non dimenticandosi mai che si tratta sempre di “ipotesi” – Un centro d’affari di “famiglia” e di supporto alle Coop. “amiche”, tra affidamenti diretti, proroghe da centinaia di migliaia di euro e bandi pilotati.

La cosa che più indigna sono i servizi offerti a disabili e anziani, come se le fasce deboli venissero considerate oggetto di scambio per qualche presunto furbetto. – prosegue ancora Cardiello preoccupato per i servizi offerti alle persone bisognose, ricordando, tra l’altro, che quei servizi nel corso della gestione commissariale De Jesu, sono stati inopinatamente sospesi sebbene vi fossero personale e fordi disponibili, atteso un contratto operante anticipatamente sospeso, nel silenzio colpevole dell’intera classe politica locale – Tra gli appalti turbati secondo la magistratura, non va dimenticato quello dei richiedenti asilo, con il coinvolgimento finanche di una coop. retta da un parroco che il giorno prima della notifica dell’avviso di conclusione indagini, è stato tra i relatori in prima fila ad un seminario avente ad oggetto “La legalità”.

La gara per il sito di compostaggio, poi, che ha avuto una durata infinita e poi annullata dal Consiglio di Stato, senza dimenticare che nel mente la struttura anziché essere il fiore all’occhiello della nostra Città è diventato oggetto di miasmi insostenibili e addirittura è finita sotto sequestro. Su questa vicenda attendiamo ancora di conoscere gli esiti degli approfondimenti investigativi. – conclude il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia Damiano Cardiello anche alla luce di quanto disposto sempre nel corso della Gestione De Jesu che che ha trasferito all’EDA l’impianto realizzato con parte di fondi dei cittadini ebolitani – Insomma i cittadini hanno capito bene che raccontare scomode verità non è la migliore delle idee che un consigliere comunale di opposizione possa adottare in una legislatura, ma nel contempo hanno ben presente che il tempo è un silenzioso galantuomo».

Eboli, 1 maggio 2022

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