Un Centro per lo studio della Bufala a Masseria Petruccia di Eboli

Un “Centro genetico bufalino della Piana del Sele” per studiare le bufale. È la proposta della giovane architetta Rosanna Terralavoro per valorizzare la zootecnia.

Individuata anche l’area: La Masseria Petruccia di Eboli dell’Istituto Orientale. Una nuova attrattività della Piana del Sele attraverso l’innovazione nello storico comparto bufalino fiore all’occhiello dell’intera filiera lattiero-casearia che potrebbe interessare il Masterplan. La Proposta è dell’Arch. Terralavoro e colma il colpevole vuoto dell’Amministrazione comunale.

Masseria Petruccia

POLITICAdeMENTE

EBOLI – Il Masterplan per la valorizzazione del litorale a sud di Salerno rientra all’interno della seconda fase del Piano di sviluppo e riqualificazione della costa a Sud di Salerno avviato dalla Regione nel 2016 con l’obiettivo di ripensare e rilanciare i territori attraverso strategie e azioni capaci di incidere positivamente sulla programmazione di breve e medio termine delle amministrazioni locali. Sulla base di questo obiettivo i territori interessati al “Grande progetto” richiedono un ridisegno complessivo della linea di costa attraverso l’introduzione di progetti “dedicati” ad alta sostenibilità ambientale che vadano nella direzione di tratteggiare una prospettiva unitaria e uno sviluppo coordinato rispettoso dell’equilibrio uomo-natura il più delle volte compromesso da fenomeni legati all’abusivismo e all’uso improprio del suolo.

Per la Piana del Sele ed in particolare per i territori che comprendono il Comune di Eboli, il Masterplan prevede la realizzazione di un “Parco fluviale dell’innovazione energetica“, un progetto purtroppo del tutto estraneo al dibattito cittadino, sebbene se ne sia parlato e sia stato appreso ufficialmente nell’appuntamento della presentazione ufficiale e definitiva del Masterplan-PIV Costa Salerno Sud alla presenza dei progettisti Stefano Boeri e di Raffaele Gerometta, avvenuta nell’aprile scorso presso l’ex Tabacchificio SAIM di Capaccio Paestum, al quale hanno partecipato: Franco Alfieri, Sindaco di Capaccio Paestum e presidente della Provincia di Salerno, oltre che coordinstore del Grande Progetto; di Bruno Discepolo, Assessore regionale all’Urbanistica ed al Governo del Territorio; e di Vincenzo De Luca, Presidente della Giunta regionale e tutti i rappresentanti dei Comuni interessati, ivi compreso i “carbonari” dell’Amministrazione comunale di Eboli.

Masterplan-Progetto Eboli-Parco fluviale del Sele

Incontro pubblicizzato e raccontato dalla stampa e poi discusso nei vari ambiti comunali delle Città interessate da Salerno a Santa Maria di Castellabate, tranne che nella Città di Eboli.

Una mancanza grave che attraverso questo articolo, che con piacere pubblichiamo, redatto dalla giovane Architetto Rosanna Terralavoro, la quale nell’ambito delle attività di studio del “Master Arìnt di II livello Architettura” e dopo aver verificato dallo studio di fattibilità curato dal dott. Luigi Morena Direttore dell’Unità Operativa Veterinaria Distretto di Eboli del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Salerno, ritenendolo compatibile al Grande Progetto e alle sue finalità, atteso uno studio di prefattibilità tecnica avvenuto nell’ambito dello stesso master, ha proposto di realizzare:

un “Centro genetico bufalino della Piana del Sele”. 

Una proposta compatibile al Masterplan e allo stesso Progetto del “Parco fluviale del Fiume Sele” previsto nel territorio del Comune di Eboli e che POLITICAdeMENTE plaude alla giovane Architetto Terralavoro e ne pubblica qui di seguito il suo articolo, riconoscendo, con la sua proposta, di supplire in maniera egregia all’Amministrazione comunale e alla sua maggioranza, che al contrario rispetto alle programmazioni territoriali ed intercomunali è puntualmente carente, “distratta” e talvolta colpevolmente disinteressata, fino a subire ogni iniziativa salvo poi a scolpevolizzarsi se accusata e ad autoassolversi rispetto alle sue mancanze, indicando negli altri eventuali ostacoli, inadempienze e insuccessi. Due anni di Amministrazione Conte, due anni di silenzi o dribbling sull’Alta Velocità, sulla Bretella Veloce Agropoli-Eboli, sul Piano di Zona ora Azienda Speciale ASSI, sulla TERNA e la Tyrrhenian Link, sulle politiche sanitarie e sull’organizzazione Ospedaliera, e ora sul Masterplan. Eppure è sempre pronta a pubblicizzare con la sua Rassegna stampa da quattro soldi, preannunciando, annunciando, pre-pre-presentando e presentando le varie cose che ritiene opportuno, perfino i campionati di rutto acrobatici, ma mai a coinvolgere ed informare la Città su questioni importanti e nei tempi giusti, come il Masterpnan, arroccata come è nella sua posizione oppositiva a tutto, contro tutto e tutti, specie se si tratta di cose legate al Governatore De Luca. Del resto noi ci aspettiamo di tutto, specie dopo aver verificato la superficialità con la quale massimi esponenti dell’Amministrazione hanno manifestato essendo convinti, ed è grave, gravissimo, che l’elettrodotto Terna dalla Sicilia trasporta l’energia elettrica sulle nostre sponde marine e non il contrario, dal momento che: in parte raccoglie le energie prodotte nei campi fotovoltaici ed eolici della nostra provincia; e in parte dall’elettrodotto Nazionale per poi attraverso un cavo sottomarino trasportala in Sicilia e da li in Sardegna. Poveri noi.

di Rosanna Terralavoro

«Il territorio che è stato oggetto di studio nell’ambito del Master Arìnt di II livello Architettura e progetto per le aree interne e per i piccoli paesi – scrive nell articolo che segue l’Arch. Rosanna Terralavoro e che volentieri pubblichiamo – è al centro del Masterplan per il Litorale di Salerno Sud, progetto avviato nel 2021 a seguito della gara bandita da Regione Campania e vinta da Stefano Boeri Architetti, Società Cooperativa MATE, StudioSilva e F Tourism & Marketing. Il progetto comprende 8 Comuni (Salerno, Pontecagnano-Faiano, Bellizzi, Battipaglia, Eboli, Capaccio-Paestum, Agropoli e Castellabate), in un territorio caratterizzato da un patrimonio paesaggistico variegato e di incommensurabile bellezza, con una forte impronta storica e naturalistica, grazie alla presenza di aree di notevole valore ambientale, qual è appunto la Piana del Sele.

Piana del Sele dalla Madonna del Granato (Capaccio-Paestum)

Quest’ultima rappresenta uno dei distretti agricoli più importanti della regione, avendo coniugato al suo interno sia l’agricoltura produttiva (con il riconoscimento di marchi DOP e IGP e un comparto agroalimentare che crea 2,5 miliardi di fatturato, in crescita costante del 15% annuo e all’estero per il 30%, con 300 milioni di fatturato solo per la Quarta Gamma) che l’allevamento della Bufala (animale originario dell’Asia che, adattandosi bene a pianure paludose, ha trovato nella Piana del Sele un habitat ideale, dando vita ad una filiera che nel suo insieme vale qualcosa come 1,2 miliardi di euro con una crescita annua del 6%), generando per il primo una maggiore settorializzazione a nord del fiume Sele e per il secondo una prevalente localizzazione nella parte a sud dell’alveo fluviale. Si tratta di elementi che definiscono due paesaggi distinti: a nord il territorio è fortemente connotato dalla presenza di impianti serricoli per la produzione della Quarta Gamma; a sud il paesaggio agricolo si distingue per produzioni in prevalenza in monocoltura e per la presenza di allevamenti bufalini (dalla Banca Dati dell’Anagrafe Zootecnica emerge che, al 31/12/2022, su un patrimonio bufalino nazionale di 431.850 capi, 304.161 unità sono presenti in Campania e di questi ben 111.000 in Provincia di Salerno, l’89% dei quali è concentrato nella Piana del Sele).

Nel solco della strategia del Masterplan di potenziamento delle filiere agricole e zootecniche si innesta quindi la verifica di prefattibilità tecnica per la realizzazione di un “Centro genetico bufalino della Piana del Sele”, che rappresenterebbe la prima struttura di tal genere nell’Italia Meridionale e che potrebbe sorgere all’interno della Masseria Petruccia, di proprietà dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli, in agro del Comune di Eboli, in prossimità del fiume Sele.

Masseria Petruccia (Eboli)

Il “Centro genetico bufalino” costituirebbe non solo una risposta alle esigenze delle aziende bufaline (che, ad oggi, stante l’assenza di strutture diverse dall’allevamento nell’Italia Meridionale – come emerge dalla Banca Dati dell’Anagrafe Zootecnica – sono costrette a rivolgersi ai centri genetici presenti nel centro-nord del Paese), ma anche una vera e propria strategia di riattivazione orientata alla realizzazione di qualcosa di concreto per il futuro di quest’area straordinaria, e darebbe a questo territorio la spinta necessaria ad una crescita ed un progresso che farebbe bene a tutti i settori dell’economia e alle future generazioni.

Dalla verifica di prefattibilità tecnica, frutto sia dell’attività di tirocinio svolta presso l’Unità Operativa Veterinaria Distretto di Eboli del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Salerno, diretta dal tutor dott. Luigi Morena, che dell’analisi di centri genetici bovini (come il  Centro Tori  Anaborapi di Carrù (CN), grazie alle informazioni fornite dalla responsabile, dott.ssa Veronica Spalenza), emerge un’importante opera di recupero degli spazi della Masseria Petruccia (per un importo ad oggi non quantificabile, attesa l’assenza di un rilievo dell’immobile) e, laddove le strutture fossero insufficienti, compatibilmente con gli strumenti di pianificazione, la realizzazione di nuove strutture leggere atte ad ospitare i capi bufalini.

Verifica prefattibilità realizzazione Centro Genetico Bufalino presso la Masseria Petruccia

I tempi per la progettazione e realizzazione della proposta potrebbero risultare abbastanza brevi, compatibilmente con gli iter burocratici, attraverso l’utilizzo del Fondo Europeo di Sviluppo  Regionale (FESR) nonché  dei fondi provenienti dalle politiche in materia di sviluppo agricolo. Per la realizzazione della proposta progettuale e lo svolgimento delle attività, si avvierà un lavoro sinergico tra tutti gli stakeholder, immaginando la costituzione di un consorzio pubblico-privato.

Con la struttura principale del centro potrebbero entrare nel circuito anche tutta una rete di casali satelliti, siti tra i Comuni di Eboli e Battipaglia, splendidi esempi dell’architettura rurale tipica della Piana del Sele, generando un’affascinate percorso tra le masserie e le campagne agricole, vero volano per una rinnovata qualità urbana ed ambientale.

Marchio-ombrello: una melagrana,

Da qui lo spunto per la proposta di un segno di riconoscimento, una sorta di marchio-ombrello, che racchiuda gli elementi da cui partire per il rilancio del territorio della Piana del Sele: una melagrana (simbolo di fecondità, tenuta in mano sia dalla Madonna del Granato che, collocata nell’omonimo Santuario arroccato sul Monte Calpazio, guarda dall’alto tutta la Piana del Sele, sia dalla dea pagana Hera Argiva, in onore della quale i Greci nel VI secolo a.C edificarono il tempio i cui resti si trovano nell’area archeologica alla foce del fiume Sele) la cui cica è rappresentata dal percorso del fiume Sele e gli arilli, in questo caso, dal patrimonio rurale, ma, più in generale, da tutte quelle proposte che possano mettere in moto strategie per una nuova e più sostenibile attrattività di questo territorio.

Architetto ROSANNA TERRALAVORO

ROSANNA TERRALAVORO. Architetto, laureata con lode presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove, nell’ambito del Corso di Architettura dei Parchi e dei Giardini, ha redatto un progetto di architettura del paesaggio pubblicato poi nel 1volume “Dalle aree dismesse verso nuovi paesaggi” del Prof. Vito Cappiello,Aracne Editrice, Roma, 2006.

Ha conseguito il Master di II livello in “Organizzazione, management, e-government delle Pubbliche Amministrazioni” presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e, di recente,  il  Master Arìnt di II livello “Architettura e progetto per le aree interne e per i piccoli paesi” presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Ha ricoperto l’incarico di Componente del Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Salerno. Già componente esperta della Commissione Locale per il Paesaggio dei comuni di San Mango Piemonte e di Bellizzi,  è attualmente membro della Commissione Locale per il Paesaggio dei comuni di Eboli, San Mauro Cilento, Sala Consilina e Piana di Monteverna.

Dal 2010 è Funzionario Elevata Qualificazione, con attribuzione di incarico di specifica responsabilità, presso il Comune di Napoli, Area Sviluppo Socio Economico e Turismo, Servizio Sportello Unico Attività Produttive.

Masterplan Salerno sud

Eboli, 12 ottobre 2023

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