E anche a Eboli arriva il business delle “Case dell’acqua”

Arrivano le “Case dell’acqua”: Ed è business. L’acqua potabile del nostro acquedotto filtrata e aggiunta di gas da 1.20 € circa a m³ si pagherà 50 € liscia e 100 € gassata a m³. 

Le “Case dell’Acqua” dietro un apparente servizio ai cittadini nascondono un business dal momento che sarà una Società privata a gestirla usando l’acqua già potabile dell’acquedotto, in più, trattata e depurata utilizzando apparecchi germicidi o abbattitori batterici, oltre a contenere filtri con carbone attivo e l’addizionamento di gas facendola pagare 50 e 100 volte in più al m³. 

Casa dell’acqua-1

POLITICAdeMENTE

EBOLI – Anche la città di Eboli avrà le “case dell’acqua”. Si tratta di distributori ai quali i cittadini possono recarsi per approvvigionarsi di acqua potabile sia liscia che gassata, microbiologicamente pura, a costi decisamente inferiori rispetto all’acqua imbottigliata e evitando l’inquinamento causato dalle bottiglie in plastica. Saranno infatti gli stessi cittadini a dotarsi di idonei contenitori che potranno tranquillamente riutilizzare per riempirli a proprio piacere. Il costo è regolamentato dal Comune: 1 litro di acqua liscia costerà 5 centesimi, mentre un litro di acqua gassata ne costerà 10. L’acqua dell’acquedotto invece costa circa 0,0012 centesimi a m³. Verrà a breve pubblicato un avviso pubblico aperto alle ditte in grado di provvedere all’installazione delle casette e alla loro gestione. I distributori verranno installati a P.zza Epitaffio; al Rione Paterno; in P.zza XXV Aprile e nei pressi degli impianti sportivi tra il Palasele e il Dirceu. 

«Si tratta di un primo esperimento – spiega l’Assessore all’Ambiente Nadia La Broccaaperto ad altre future installazioni nei quartieri dove se ne sentisse l’esigenza. Ma soprattutto le casette dell’acqua mirano sia a proteggere un bene prezioso che non va sprecato, come appunto l’acqua, sia a ridurre la presenza di plastica nell’ambiente che, come sappiamo, nonostante gli sforzi per riciclarla, è altamente inquinante. Minor numero di imballaggi, minore circolazione di bottiglie, minore inquinamento da trasporto. Per di più offre ai cittadini la garanzia di purezza dell’acqua che è quella del nostro acquedotto, pertanto continuamente controllata, e un sicuro risparmio rispetto agli acquisti in bottiglia. A breve partiremo quindi con l’avviso pubblico per individuare concessionari interessati alla gestione che la otterranno per 5 anni con una eventuale proroga fino a 6»

Nadia La Brocca

Oggettivamente le “Case dell’Acqua” dietro un apparente servizio ai cittadini nascondono un business dal momento che sarà una Società privata a gestirla usando l’acqua già potabile dell’acquedotto pubblico, in più, trattata e depu}} rata utilizzando apparecchi germicidi o abbattitori batterici, oltre a contenere filtri con carbone attivo e l’addizionamento di gas. E così mentre da una parte si propaganda con una raccolta di firme contro un provvedimento regionale, per sostenere che l’acqua pubblica è un bene comune irrinunciabile, dall’altra si raggira la norma e si propone la vendita dell’acqua pubblica liscia o gassata a 50 e 100 volte in più rispetto al suo costo.

Sulla scorta di queste considerazioni, POLITICAdeMENTE in un apposito articolo dal titolo “Il Business della “Casa dell’Acqua” da 17milioni di € arriva anche a Battipaglia”, aveva evidenziato come quella scelta lanciasse un allarme, sia rispetto alla qualità dell’acqua, ma anche rispetto al Busines che si andava ad individuare, nel momento in cui era una Società privata a gestirla, oltre a mettere in evidenza quali e quante potessero essere le cifre che si mettevano in gioco (fondi regionali e comunali) anche se apparentemente minime e la qualità e le tecniche utilizzate per la microfiltratura e l’addizionamento di gas per renderla effervescente, e come

quei soldi spesi, invece potessero servire per l’ammodernamento degli acquedotti cittadini, veri e propri colabrodo e il miglioramento e il controllo delle acque potabili.

In pratica, dalla struttura denominata “Casa dell’Acqua“, si potrà attingere acqua potabile proveniente direttamente dall’acquedotto cittadino di già potabilefiltrata per eliminare qualsiasi impurità, odore e sapore eventualmente presente, a temperatura ambiente o fredda, liscia o gasata mediante impianti addizionatori di anidride carbonica, sperando i filtri funzionino sempre bene e vengano manutenti, sostituiti per evitare brutte, anzi bruttissime conseguenze.

Asis prezzo acqua al mc

La tariffa di vendita al pubblico come è stata concordata in diverse Città, tra cui la vicina Battipaglia si aggira intorno ai 0,05 centesimi di euro per litro se liscia, 0.10 se gassata, mentre il costo dell’impianto si aggira intorno agli 80.000 €, fin quì sembrerebbe tutto normale, in quanto in buona fede viene presentato come un servizio aggiuntivo che si fornisce ai cittadini, vieppiù considerando che in Italia seguendo una inveterata abitudine si spendono tanti soldi per le acque minerali, oltre che proponendo questi impianti si eviterebbe o si ridurrebbe i danni all’ambiente in seguito all’utilizzo delle bottiglie di plastica, ma la cosa che fa presentare come un affare “il busines delle acque dispensate dalle Case dell’acqua” sarebbe quella che si realizzerebbe per le famiglie un notevole risparmio dal momento che 10 litri d’acqua minerale addizionata verrebbero a costare solo 50 centesimi se liscia 1€ se gassata a fronte di circa 3€ medie per l’equivalente in bottiglie di plastica in commercio.

Insomma va detto che dietro questo apparente vantaggio si celerebbe un business di tutto rispetto poiché si tratta di una fornitura di acqua potabile trattata e depurata, ma si badi bene, proveniente dall’acquedotto e quindi già potabile e rispondente a tutti i parametri mineralogoci perché si possa definire tale, ed è veramente inquietante si acconsenta ad un ulteriore “depurazione” per eliminare le “eventuali” impurità presenti nell’acqua erogata, presupponendo vi siano impurità e quindi non del tutto idonee alla erogazione, ignorando tra l’altro che un impianto del genere potrebbe anche presentare delle anomalie e/o malfunzionamenti negli apparecchi germicidi o negli abbattitori batterici, oltre a contenere filtri con carbone attivo, e ignorando che l’acquedotto attualmente funzionante è continuamente controllato.

Io bevo l’acqua della fontana perché è potabile e perché è controllata e perché ritenendo questa un bene primario di prima necessità non può essere negoziabile e non deve essere mercimonizzata. Pago quella che consumo, mi piace e soprattutto non corro alcun rischio essendo sciolti in essa le quantità mineralogiche giuste e utili all’organismo.

Eboli, 7 novembre 2023

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