Vibonati – Borrelli (PD) sui Referendum: 4 SI per dire NO

L’assessore Borrelli da Vibonati: 4 Si per dire No alla Privatizzazione dell’acqua, al Nucleare  e al legittimo impedimento.

La sensibilizzazione verso questi temi è importante, ma per essere validi, è necessario che il 50% + 1 degli elettori si rechi alle urne. Raggiungere il quorum è la prima vittoria sul Governo Berlusconi.

Manuel Borrelli

VIBONATI – Domenica 12 e Lunedi  13 Giugno 2011, i cittadini italiani  saranno chiamati ad esprimersi su quattro importantissimi quesiti referendari. Per essere validi, è necessario che il 50% + 1 degli elettori si rechi alle urne. E’ stato  un atto di pura irresponsabilità , da parte del governo.  dire di no all’accorpamento dei referendum con le elezioni amministrative del 15 e 16 Maggio.  Si è deciso in tal modo di  buttare al vento oltre 300 milioni di euro  e  di ostacolare la massima partecipazione democratica.

Il primo quesito serve a fermare il processo di privatizzazione dei servizi idrici abrogando l’art. 23 bis della Legge n. 133/2008. Il secondo quesito chiede di abrogare l’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006, limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto della “adeguatezza della remunerazione del capitale investito” perché questa norma consente al gestore di caricare sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito.

“Credo  che l’acqua, fonte insostituibile di vita, – secondo l’Assessore di Vibonati Manuel Borrelli debba essere considerata un bene comune e patrimonio dell’umanità. L’accesso all’acqua, in particolare potabile, é un diritto umano e sociale che deve essere garantito in una logica di mutuo sostegno a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla disponibilità locale del bene. La copertura finanziaria dei costi necessari per garantire l’accesso effettivo di tutti gli essere umani all’acqua, nella quantità e qualità sufficienti alla vita, deve essere a carico della collettività pur prevedendo un costo del servizio che eviti gli sprechi e sia adeguato al valore di un bene non rinnovabile all’infinito. Occorre tutelare un bene non rinnovabile da conservare per le future generazioni, per garantire una gestione trasparente e partecipata“.

Il terzo quesito referendario (scheda grigia) riguarda il nucleare: altro grandissimo business, che  ha dimostrato tutta la sua pericolosità, da Chernobyl a Fukushima, e che già il popolo italiano con un referendum aveva bocciato nel 1987. Le recenti esperienze dimostrano che non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività. Le centrali rilasciano radioattività nell’ambiente anche nel normale funzionamento. Un impianto nucleare emette radioattività anche senza incidenti. I bambini che abitano vicino alle centrali corrono maggiori rischi di contrarre la leucemia. Mentre in Svizzera il governo federale  non ne vuole più sapere del nucleare e in Germania , i 16 Lander che costituiscono la Repubblica Federale, hanno unanimemente espresso la decisione di uscire quanto prima dal nucleare, in Italia il governo Berlusconi va in un’altra direzione. Una centrale nucleare potrebbe sorgere, se il governo non dovesse fermarsi, nella Piana del Sele . E’ quanto mai importante  che i cittadini del Golfo di Policastro , del Cilento e della Provincia di Salerno vadano a votare per dire no al nucleare.

Nel quarto quesito referendario (scheda verde chiaro), si tratta del legittimo impedimento, varato dall’attuale Governo. Per  la Costituzione tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e la  legge sul legittimo impedimento è l’ennesimo trucco per evitare al Presidente del Consiglio di rispondere alla giustizia dei suoi reati.

Vibonati, 6 giugno 2011

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