Sicurezza a Bellizzi: E’ polemica sulle “ronde”

Volpe ha denunciato alla stampa: “Atti illeciti, irregolarità, violazione dei principi costituzionali alla base della democrazia, sono all’ordine del giorno dell’amministrazione Salvioli”.

Salvioli chiarisce e invita Volpe a fare espressa denuncia alle Forze dell’Ordine. Bellizzi è sicura non c’è nessuna emergenza sicurezza.

Alessandro Paolillo

BELLIZZI – Non si placa la polemica sulla sicurezza del territorio di Bellizzi e non si può placare, se si considera il diverso approccio rispetto alle modalità e ai provvedimenti che si dovrebbero adottare per far fronte a quelli che sono solo: “atti vandalici“, come dice il Sindaco Salvioli, dei quali nei giorni scorsi ne è stato anche vittima diretta, e demandare la sicurezza tutta alla videosorveglianza e alle telecamere; e  magari affidare a “ronde” la sicurezza come è stato proposto e come l”assessore Paolillo, a tale proposito, etichetta  il Consigliere D’Auria di “irresponsabile” per averle proposte.

“Parlare di ronde è un atto scellerato, Alberto D’Auria mostra di essere un grande irresponsabile – dichiara il delegato al commercio e al turismo di Bellizzi Alesssandro Paolillocon questo atteggiamento alimenta un clima di tensione e di paura. Bellizzi non è mai stato considerato un comune a rischio, non siamo certo nel far west che abbiamo bisogno di ronde. Bellizzi è una città sicura, sia la Polizia Municipale che il comando dei Carabinieri svolgono un ottimo lavoro di controllo, nonostante le difficoltà economiche in cui versano gli Enti. Anche questa volta assistiamo ad un tentativo di gettare fango sull’amministrazione, pur di parlare e di apparire sui giornali.

Pino salvioli

Non si rende conto il consigliere D’Auria – prosegue  Paolillo – che in questo modo non fa altro che andare contro la sua stessa città, screditare Bellizzi a livello provinciale non è certo una buona pubblicità per il territorio e per i commercianti, soprattutto dicendo falsità.  Sarebbe il caso, invece di parlare inutilmente, che partecipassero ai consigli comunali, che avessero un confronto costruttivo, che svolgessero con serietà e coscienza il ruolo che la città gli ha affidato, quello di consiglieri di opposizione”.

Sull’argomento interviene il sindaco di Bellizzi, Giuseppe Salvioli: “In merito a quanto dichiarato dal consigliere Mimmo Volpe sugli atti illegali commessi da questa amministrazione, io lo invito a presentare regolare denuncia di quanto detto alle forze dell’ordine. In caso contrario si tratta di diffamazione a mezzo stampa. Ognuno deve prendersi le responsabilità di quanto dice, supportandole con prove concrete. Chi compie illegalità va denunciato. Per il resto di certo non siamo all’emergenza sicurezza, si tratta di atti vandalici che non minano la serenità del paese.

Mimmo Volpe

Al contrario – conclude il Sindaco Salvioli – Bellizzi gode di un ambiente sano, dove i cittadini hanno un altissimo senso civico. Abbiamo comunque messo a punto un progetto di videosorveglianza che prevede altre 26 telecamere, fisse e mobili che presto tuteleranno meglio il territorio. Attualmente le forza dell’ordine sono presenti e puntuali e stanno facendo egregiamente il proprio lavoro”.

La sicurezza deve avere necessariamente diversi livelli di intervento: il primo il più importante deve essere demandato ancorché alle famiglie, alla Scuola impartendo la “cultura della legalità“; il secondo alla società mettendo in essere azioni di prevenzione e di osservazione degli eventuali “focolai/incubatori” di illegalità e delinquenza, singola, di vandalismo puro e semplice, associata di tipo camorristica; il terzo è la salvaguardia con la presenza attiva sul territorio e le azioni di repressione demandate alle Forze dell’Ordine nel loro complesso Vigili, Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri; il quarto è la certezza della condanna che può essere quella tradizionale (restrizione), quella sociale (recupero); il quinto e solo per ultimo la sorveglianza attraverso le videocamere del territorio, che può servire solo minimamente di deterrenza e semmai solo per individuare responsabili di qualsivoglia reati e assicurarli alla giustizia, ma solo dopo che siano stati commessi e che vi siano state delle vittime, che in molti casi potrebbero non esserlo.

Bellizzi, 2 novembre 2011

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