La Camera vota la responsabilità civile dei giudici. E i Magistrati sono serviti.

L’emendamento vendetta che punisce i giudici è un antico e “legittimo desiderio” del Cavaliere. E mentre l’Italia onesta si vergogna, i gaglioffi esultano, specie quelli che non lasciano mai le impronte.

Passa l’emendamento del leghista Pini. Si compatta l’asse Bossi-Berlusconi. Contro Pd, Idv, Fli. Il ministro Severino si augura una correzione al Senato.

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ROMA – E’ polemica dopo il via libera della Camera all’emendamento che introduce la responsabilità civile dei magistrati. Nonostante il no di relatore e governo, l’emendamento alla legge comunitaria presentato dal deputato della Lega Nord, Gianluca Pini, ha ottenuto 264 voti favorevoli e 211 contrari. Un deputato si è astenuto. Il voto a scrutinio segreto è stato richiesto dal Carroccio. Anche in questo caso si è ricompattata la maggioranza del precedente esecutivo.

Gianluca-Pini

Il Governo tecnico, presieduto da Mario Monti, è stato battuto in Aula e subito è polemica, anche perché quando il voto è segreto, ecco che viene fuori il Parlamento “cialtrone”, ed è proprio in questi voti che si ha la sensazione che in Italia non cambierà mai nulla. Ma se questo è l’aspetto più volgare di questo voto, l’interpetrazione politica è evidente: dietro il paravento del Governo Monti serpeggia una maggioranza, che si ricompatta di volta in volta evidenziando quell’asse preferenziale PDL-Lega più altri che accorrono dai vari schieramenti di centro e di centro-sinistra, evidentemente accomunati dallo stesso “vizietto”.

Antonio Di Pietro

Mentre i Magistrati con le loro Associazioni protestano e minacciano uno sciopero delle Toghe, sono diverse le reazioni: Se da una parte il Partito democratico con Pier Luigi Bersani ha commentato stizzosamente il voto e ha criticato il comportamento dei deputati del Popolo della libertà: “È un vecchio trucco, il PdL aveva annunciato che votava no ed invece ha votato sì. È inaccettabile”; dall’altra è stata  durissima la reazione del leader dell’Idv Antonio Di Pietro, che raggiunto telefonicamente da POLITICAdeMENTE ha dichiarato furioso: “Dietro il voto segreto una maggioranza oscura ha compiuto un atto da P2 parlamentare. Ci sono almeno 50 traditori che hanno votato in modo diverso rispetto ai loro gruppi. Idv, Pd, Udc e Fli eravamo contrari“.

L’ex pm ha scritto sul suo blog: “63 pugnalate alla giustizia…. Questi 63 voti bisogna andare a cercarli tra quei gruppi che avevano dichiarato che la legge non andava approvata: Pd, Udc, Fli e IdV. Sessantatré è un numero troppo grosso perchè siano tutti solo in un gruppo parlamentare. Quindi ci sono più gruppi parlamentari nei quali ci sono traditori che nel segreto dell’urna hanno votato contro quello che il loro gruppo aveva dichiarato. O sono scappati via per non votare, o hanno votato al contrario. O sono Ponzio Pilato, o sono Erode, ma hanno ammazzato lo stesso il bambino Giustizia”.

Pierluigi Bersani-Dario Franceschini

Per Giulia Bongiorno, invece, avvocato ed esponente di primo piano di Futuro e Libertà, è evidente come la Magistratura debba essere indipendente e per nulla assoggettata nelle sue scelte e per questo ha sottolineto come votare testi “in cui chi sbaglia paga, ma io non voglio magistrati terrorizzati nell’interpretare la legge o che scrivono sentenze con mano tremolanti. Non rendiamoli terrorizzati di fronte alla legge”.

Ma che cambia, cosa prevede l’emendamento in particolare? Quel “legittimo desiderio” che dal 1992, da quando il Cavaliere è sceso in politica e ha formato la sua squadra inseguita da tutte le Procure d’Italia, prevede di punire i giudici colpevoli di svolgere il loro lavoro indagando e giudicando: “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento (di un magistrato) in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia”, possa rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni. A pagare sarà dunque la toga. Ovviamente, il testo deve ancora avere l’ok del Senato.

Adesso bisogna riparare e c’è chi come il Ministro della Giustizia, Paola Severino, spera in una correzione in Senato sulla norma: “Il Parlamento è sovrano ma confidiamo che in seconda lettura si possa discutere qualche miglioramento”. Il Ministro Severino spera invano. Alla Camera dei Deputati come al Senato della Repubblica c’è una maggioranza strisciante che non solo ha fatto scempio del nostro Paese, ma ha perso faccia e dignità, abbarbicata sui suoi privilegi accumulati nel tempo.

Intanto i gaglioffi esultano, specie quelli che non lasciano le impronte, e l’Italia onesta si vergogna.

Roma, 3 febbraio 2012

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