Piano Territoriale Provinciale: De Maio ribatte ad Alberto Cuomo

Le osservazioni e i giudizi sul Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e le polemiche innescate dall’Architetto Alberto Cuomo.

L’Assessore De Maio precisa: La mie osservazioni sul PTCP sono prevalentemente di natura politica, rappresentando la posizione del PD, sprimendo il giudizio per un Piano di cui non condivido la filosofia e le ipotesi di sviluppo.

Mimmo De Maio

SALERNO“Ho letto con stupore e disappunto – scrive l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Salerno Domenico De Maio in risposta ad alcune dichiarazioni del Prof. Alberto Cuomo che lo riguardavano, circa alcune valutazioni politiche espresse dall’Assessore sul PTCP redatto dalla Provincia di Salerno-  le dichiarazioni rilasciate ad alcuni organi di stampa locali dall’arch. Alberto Cuomo in merito alle mie osservazioni sull’approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Vorrei soprassedere sui sarcastici ed inopportuni riferimenti alle mie capacità e alla mia carriera universitaria, ma mi sorge spontaneo interrogarmi sulle ragioni in base alle quali è stato nominato consulente per il Ptcp. Immagino che tale scelta sia stata adottata sulla base della reputazione della quale il professore gode presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli e della qualità dei tanti piani urbanistici da lui redatti o delle opere da lui realizzate in tutta Italia e non certo in virtù della sua insistita e sterile opposizione ai piani di sviluppo urbanistico varati dalle amministrazioni De Luca

Alberto Cuomo

Tengo a precisare – continua l’Assessore De Maio ricordando il suo ruolo politico anziché tecnico – che, diversamente da quanto afferma l’arch. Cuomo, io assolvo al mio ruolo di Assessore non come tecnico, ma sulla base di valutazioni che nascono dalla mia condizione di amministratore nominato dal Sindaco sulla base di un consenso elettorale. Tali valutazioni, nate peraltro in seno ad una iniziativa promossa dal gruppo consiliare del Partito Democratico alla Provincia e da esso pienamente condivise, non sono, dunque, di carattere tecnico, bensì di natura prevalentemente politica. Ed è in tal senso che ho espresso il mio giudizio per un piano di cui non condivido la filosofia e le ipotesi di sviluppo.

Il Ptcp, a mio avviso, – prosegue, rispondendo a Cuomo, nelle sue osservazioni politiche, tra l’altro rispondenti alla natura della critica, circa una invadenza politica e programmatica esercitata dai suoi estensori, i quali anziché raccogliere le singole programmazioni dei vari comuni, interviene in sovraposizione irrompendo anche sulle legittime volontà programmatiche dei singoli territori – dovrebbe fornire una cornice generale di coerenza, non entrare nel merito delle scelte di pianificazione proprie di ogni Comune. L’impostazione generale di questo piano non tiene conto degli sviluppi urbanistici dei singoli Comuni e mette in discussione strumenti già approvati da alcuni di essi; ciò significa stravolgerne la filosofia stessa, con il rischio, peraltro, di ledere diritti esistenti e già consolidati”.

L’Assessore all’Urbanistica De Maio in ultimo, chiude la sua dichiarazione con un preciso riferimento al PUC di Salerno, ricordando al sua interlocutore che il riconoscimento nazionale ed internazionale a quello che ormai viene identificato come il “MODELLO SALERNO” è la migliore risposta che si possa dare: “Quanto, infine, all’ironico riferimento al Piano Urbanistico Comunale, è del tutto evidente che come il PUC di Salerno, peraltro riconosciuto da molti come un modello innovativo da seguire, abbia avuto la capacità di mutare radicalmente la città sin dalle sue prime fasi di gestazione. – e ancora una frecciata – Era lecito aspettarsi, vista la natura e l’importanza dell’argomento in discussione, un vivace confronto dialettico; devo, purtroppo, ricredermi al cospetto di una risposta sterile e mediocre”.

Salerno, 6 aprile 2012

3 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Il commento dell’assessore De Maio, come peraltro ammesso, è partigiano….rimane oggettiva invece la scarsa qualità del PTCP pieno di errori e strafalcioni che i pannicelli caldi dell’ottimo Cuomo non sono riusciti a nascondere….l’unica conclusione che mi sento di rappresentare e che tutto sommato il PTCP non è serve a niente se non ad ingrassare la pletora di improbabili consulenti che succhiano le ultime risorse di una provincia ormai in putrefazione … vedi fondazione CRIS…….

  2. Chi ha scritto il primo commento credo sia del tutto inesperto di urbanistica. Il Ptcp di Salerno, se anche fosse di “scarsa qualità” serve eccome, dal momento che dalla sua approvazione scattano i termini obbligati per i comuni ai fini della redazione dei Piani Urbanistici Comunali. Se si pensa che la maggioranza dei comuni della provincia è senzaPiano con il territorio preda di ogni speculazione non può non essere un merito dei redattori l’aver rassegnato il PTCP in soli 4 mesi dopo che le amministrazioni precedenti non lo avevano stilato per ben tre mandati. Quanto ai contenuti il redattore del commento non sa che il PTCP di Salerno è ormai un modello per gli urbanisti italiani particolarmente per l’introduzione dell’obbligo, per i comuni, ad operare, mediante le “conferenze d’ambito” con scelte urbanistiche concordate,nella mediazione dell’ente Provincia, al fine di evitare disegni territoriali a macchia di leopardo.

  3. Che Di Maio sia un politico nessuno ne dubita e il fatto che egli senta la necessità di ribadirlo denota la consapevolezza di non sentirsi veramente architetto. Quanto al mio curriculum Di Maio è talmente sprovveduto da non sapere che i docenti universitari italiani non possono svolgere attività professionale. Ciò non toglie che gli studi svolti li rendano esperti tali da poter consulere secondo quanto la stessa legge pone. Che poi Di Maio, intervenendo quale politico, e non come tecnico, ritenga di poter dire cose non vere, così come si addice spesso ai politici, è solo il segno ulteriore della miseria della politica. Il Puc di Salerno che egli esalta, come ormai è sotto gli occhi di tutti, ha determinato la cementificazione della città e un consumo di suolo, in termini percentuali, tra i pù alti in Italia. Il fatto che sia firmato da Bohigas, oltretutto lautamente pagato dai cittadini di Salerno, non lo riscatta dalla scarsa qualità fondata sulla cementificazione di tutti gli spazi urbani liberi. Infine, sebbene si trinceri dietro il paraventi della Politica, il suo giudizio è altresì tecnico rilevando il suo livello culturale che si manifesta anche nei tanti, scadenti, progetti dei compagni-architetti che passano per gli uffici del suo assessorato.

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