Multiservizi & Archivio Gallotta: A rischio Progetto e finanziamenti

Il Progetto dell’Archivio fotografico Gallotta rischia di perdere i finanziamenti. Il lavoro delicato messo a rischio dalla Multiservizi.

La sostituzione di alcuni operatori, su spinte sindacali, non tiene conto delle competenze acquisite, del lavoro delicato fino ad ora svolto, e degli indirizzi dei responsabili dell’ufficio cultura, preoccupati di non poter ultimare il Progetto.

Luigi Gallotta

EBOLI – Ci sarebbe un imminente rischio di perdere un finanziamento regionale. Ed in un momento di grave crisi degli Enti Locali, come quello che stiamo attraversando, sarebbe una vera e propria sciagura. E nessuno, nel caso il finanziamento saltasse davvero, potrà accampare la scusa di non averlo previsto, perché c’è tanto di documento ufficiale da parte degli uffici comunali.

Andiamo con ordine.

Il finanziamento è quello relativo al progetto di catalogazione dell’enorme massa di immagini e fotografie lasciate al Comune di Eboli dagli eredi di Luigi Gallotta, storico fotografo ebolitano e fotografo ufficiale del Fascismo, e che è conosciuta proprio come Archivio Gallotta.

Il progetto venne finanziato grazie alla presenza di operatori qualificati, come si legge nella convenzione relativa, che, da anni, seguono l’immane mole di lavoro su decine di migliaia di immagini, anche su supporti ormai non più in uso, in tutto 47mila opere fotografiche da catalogare, scannerizzare, archiviare.

Il problema è nato pare, quando, per motivi che poco hanno a che vedere con la razionalizzazione del lavoro ed il raggiungimento degli obiettivi, la Multiservizi, società comunale della quale fanno parte gli operatori dell’Archivio Gallotta, evidentemente su pressioni sindacali, ha chiesto ed ottenuto la sostituzione degli operatori che da tempo avevano avviato il Progetto, con altri componenti all’oscuro totale del lavoro fino ad ora svolto, che è particolarmente delicato trattandosi di selezionare, catalogare, scannerizzare e archiviare secondo logiche di argomenti, tempi e avvenimenti ben 47 mila opere fotografiche.

Luigi_Gallotta

Una richiesta e una sostituzione che non aiuta per niente il progetto, ma che la debolezza degli attuali vertici amministrativi della società ha di fatto accettato. Gli uffici comunali, però, hanno tentato di correre ai ripari, seppure fino ad oggi inutilmente. Infatti pare che il responsabile dell’ufficio comunale cultura ha inviato una lettera, sia al Sindaco Martino Melchionda, che al presidente della Multiservizi Gianfranco Masci, nella quale fa sapere chiaramente come sia concreto il rischio di non completare il progetto e perdere il finanziamento regionale, operando quella sostituzione di personale, ritenendo evidentemente il lavoro delicato per la sua natura e non affidabile ad altri, per la natura della sua complessità derivante dalla conoscenza del progetto stesso, tanto che quegli operatori indissolubilmente sono legati e sono parte di quel progetto.

La stessa richiesta che il sindaco di Eboli, Martino Melchionda, fece a suo tempo alla Multiservizi. Anche perché, dopo la lettera dell’ufficio cultura, ora è chiaro a tutti, ma soprattutto è contenuto in un atto pubblico, che da un momento all’altro potrebbe nascere il rischio di non completare il progetto e di perdere il finanziamento. Invece, niente di tutto questo. Anzi, la Multiservizi ha comunicato ai due operatori specializzati del progetto Gallotta il collocamento in cassa integrazione.

Sebbene sia lo stesso trattamento riservato agli altri dipendenti della Multiservizi, si deve tener conto, che mentre per tutti gli altri settori c’è una crisi aziendale legata a mancati introiti, per l’Archivio Gallotta la situazione è diversa, poiché il costo è sostenuto dal Comune attraverso un finanziamento regionale.

Insomma, la Multiservizi, nonostante il momento di crisi, penalizza l’unico settore dell’azienda che non incide sulle casse aziendali, ed inoltre blocca un progetto che è un autentico vanto culturale e storico non solo per Eboli, ma per il territorio. Di quì l’interrogativo: perché i vertici della società non intervengono? La società evidentemente non ha libertà di manovra, oppure è “ostaggio” delle rivendicazioni sindacali che nella fattispecie non sono giuste e non guardano al vero interesse del momento, cioè quello di continuare un lavoro, attivo e finanziato extra moenia?

Sembra siano stati proprio i rappresentanti sindacali a volere la sostituzione degli operatori dell’archivio, pur sapendo che la sostituzione avrebbe fermato il delicato progetto già avviato con la catalogazione e i programmi di archiviazione, che altri invece dovrebbero riprendere d’accapo e per questo mettere a rischio l’effettivo svolgimento e avanzamento del Progetto stesso riguardante l’Archivio Fotografico Gallotta.

Evidentemente la spinta “protettiva” è così forte per quanto irresponsabile e inopportuna, che non si cura possa mettere a rischio ed affossare un progetto importante per Eboli, cosa che aggraverebbe, e non poco, il futuro dell’Azienda, già abbondantemente compromesso nei risultati e nell’organico sovradimensionato, rispetto ai compiti e agli oggettivi risultati. Un’azienda che si presenta sepre più come un “mostro” che si sbrana da solo.

Risultati che confliggono con altre realtà similari. La Multiservizi, pur gestendo i parcheggi, una vera e propria manna, tra l’altro costosissimi, non riesce a fare fronte alle necessità contabili, che invece potrebbe risolvere, risparmiando le migliaia di euro che vengono pagati ad una società che preleva i soldi dalle colonnine, affidandolo ai suoi dipendenti che potrebbero farsi accompagnare nel giorno dei prelievi dai Vigili Urbani o dai Carabinieri. Ma purtroppo, qualsiasi azione faccia questa Società, che ormai è una zavorra, non pensa mai più al di la del proprio naso, orientata più ala sopravvivenza e agli impulsi difensivi del sindacato che ad una vera azione di rilancio della stessa, che invece sarebbe garanzia del posto di lavoro.

Insomma, la Multiservizi, invece di vedere come far quadrare il bilancio e difendere veramente i posti di lavoro, protegge in malo modo i lavoratori contro se stessa e compromette anche altri progetti.

Eboli, 15 aprile 2012

5 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Caro Admin questa volta non ti condivido. La multiservizi ha tanti operai in cassa integrazione e nell’accordo si prevedeva una rotazione tra tutti senza protezioni e senza privilegi. ora questo articolo lo leggo in difesa della moglie di un noto avvocato e la compagna di un politico. Altro che tutela di competenze. si scenda dal piedistallo e la si smetta con coperture politiche per tutelare privilegi acquisiti. tutti a fare i parcheggiatori. Come sempre al comune di eboli tutti generali!!!

    • Per Geronimo,
      Pur premettendo che i lavoratori sono tutti uguali, la questione non è la protezione di chi dici tu, che io non conosco nemmeno, si tratta di valutare il lavoro che queste due unità svolgono e che è stato avviato ed è in itinere, un lavoro delicato e complicato. Le persone in oggetto potrebbero prima ultimare quel lavoro e poi essere sottoposte alle regole generali. Poiché il Progetto non è eterno, si trattava solo di concertare con gli Uffici Preposti l’azione.
      Ma tu credi sia giusto che in quel progetto si possa operare una rotazione? si tratta forse di mettere un tagliandino su una macchina? Pensi che potrebbero essere impiegati nel recuperare i soldi dalle macchinette dei parcheggi risparmiando migliaia di euro che potrebbero coprire anche i costi degli stipendi?
      Non esageriamo.
      Per quanto mi riguarda, l’ultimo pensiero sarebbe quello di “proteggere” qualcuno se non qualcosa che è veramente importante per il valore storico e le testimonianze che quell’archivio conserva e offre ai posteri.
      E se il progetto si arena, se il progetto non va avanti e si perdono i finanziamenti chi se la prende la responsabilità? La Multiservizi che ne ha già tante?
      Non mescoliamo le carte.

  2. Non ho mai pendato che fossi tu admin a difendere qualcuno. ma queste persone che lavoro di tanto delicato fanno? sono curioso. E i dipendenti comunali che fanno?

  3. Volevo complimentarmi con admin,per l’esposizione dei fatti.
    Ho avuto modo di verificare personalmente,la qualità del materiale contenuto nell’archivio Gallotta e della celerità al rispondere da parte degli uffici alle mie
    richieste ( foto riguardanti la storia del cavallo di persano).
    Ricordo a tutti e prima di tutto a me stesso,che tale patrimonio è stato acquistato dalla Amministrazione Rosania.perchè si credeva nella valorizzazione di detto materiale.
    Oggi che sovviene un finanziamento Regionale che desse un respiro più ampio
    dell’Archivio si tenta DI AFFOSSARLO.
    Vi ricordo che la CITTA’ di EBOLI ha una STORIA e una CULTURA invidiata da molti. Non facciamola gestire da qualche soggetto che con la nostra città non c’entra niente,ma che la usa solo per venirsi a prendere lo stipendio.

  4. Se il progetto sarà destinato a morire per colpa di qualche idiota, spero che il demonio se li porti nel budello più profondo dell’inferno. Ignoranti come capre dovranno essere condannati ad ascoltare in eterno le memorie di Vanna Marchi.

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