Sgroia (PD) In ricordo della strage di Capaci

Il presidente del consiglio comunale di Eboli Luca Sgroia, in occasione della ricorrenza del tragico attentato che provoco’ la morte del magistrato Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e di tre agenti della scorta, si unisce al cordoglio nel ricordo di quei tragici accadimenti e lancia l’allarme su quanto avvenuto pochi giorni fa, con il vile attentato di Brindisi.

Luca Sgroia Eboli

EBOLI – Il Presidente del Consiglio Comunale di Eboli Luca Sgroia, in occasione della ricorrenza del drammatico attentato che, il 23 maggio 1992, portò alla morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morbillo e di tre uomini della sua scorta – gli agenti Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Rocco Schifani – si unisce al cordoglio di quanti commemorano oggi il tragico avvenimento.

“Quell’attentato  – dichiara il Presidente del Consiglio Comunale di Eboli – ha segnato drammaticamente la storia di questo Paese, e fu il momento più efferato della strategia stragista mafiosa, assieme al successivo agguato al giudice Paolo Borsellino.

Esprimo ancora una volta – prosegue Sgroia – la mia vicinanza – e quella di tutto il Consiglio Comunale di Eboli – alle vittime di quel drammatico evento criminale ed a tutte le vittime di mafia.

Giovanni Falcone

Voglio ricordare a tutti noispiega il Presidente del Consiglio Comunale di Eboli – che il clima politico e sociale che creò l’humus indispensabile per quei gesti di violenza e di ribellione all’autorità dello Stato fu un clima in cui vi erano taluni elementi di somiglianza con l’attuale situazione del Paese. Una crisi economica grave, uno sfilacciamento del tessuto sociale evidente.

Molte sono – per fortuna – anche le differenze, giacché in questi vent’anni sono stati fatti molti passi avanti nella lotta alla criminalità organizzata. Occorre, in ogni caso, tenere sempre alta la guardia.

Vorrei dire alcune coseconclude Luca Sgroia – anche sul vile attentato di Brindisi, in cui ha perso la vita la sedicenne Melissa Bassi.

E’ stata la prima volta che si è arrivati a colpire una scuola nel nostro paese. Noi non conosciamo ancora le reali motivazioni poste alla base del barbaro attentato, né se esso sia stato voluto dalla malavita organizzata o abbia invece matrice terroristica, o se ancora sia dovuto al gesto di singoli delinquenti senza una strategia.

Quel ch’è certo, in ogni caso, è che quell’attentato avviene in un altro momento delicatissimo della vita della nazione, e che alta deve essere, da parte di tutte le forze politiche e sociali, la capacità di attenzione e di vigilanza democratica”.

Eboli, 24 maggio 2012

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