I Vigili a Cavallo e “La Cavalla storna”: Storia nostrana di cavalli e di uomini

I Vigili a Cavallo arrivano a Cinecittà? Pare che Gigi Proietti voglia realizzare un Remake: “La Mandrakata”.

Un buontempone racconta le vicende cittadine sull’onda di una Poesia del Pascoli rivisitata in chiave localistica: “La Cavalla Storna”. I protagonisti: il Sindaco Melchionda e l’On. Conte. I fatti: dalla Multiservizi all’Housing sociale Fontanelle.

Vigili a Cavallo

EBOLI – La storia dei Vigili urbani a cavallo è bella in se, anche perché il cavallo è un animale nobile, elegante e nello stesso tempo possente, racchiude in se malinconia per un passato diverso, e romanticismo per quello che ha rappresentato. Il cavallo è stato tra gli animali, quello che più ha accompagnato l’uomo nella sua lunga e lenta evoluzione, oltre a servire per il lavoro, veniva impiegato per la soma e il trasporto, ma era anche un buon amico dell’uomo, così come diventava pericoloso quando era usato nelle guerre.

Romantico e nostalgico al tempo stesso, perché nel corso dei secoli il suo utilizzo si è trasformato e nobilitato fino ad essere confinato ad un utilizzo per le corse negli ippodromi, oltre che quelle clandestine, e per il tempo libero con le passeggiate “ecoambientali”. E così il cavallo è stato sostituito nei trasporti dalla bici, la moto, l’auto, il bus, il treno, l’aereo; nel lavoro dal trattore e via di seguito; nella guerra dal carro armato e man mano il suo utilizzo è andato scemando, se non finendo sulle nostre tavole con una bistecca.

E in questa storia dei vigili a cavallo, romanticismo e nostalgie a parte, il Comune di Eboli ritorna indietro, pensando ad un suo utilizzo salvifico, per pattugliare la Pineta di Eboli ormai divenuta una foresta, abbandonata a se stessa, dove succede di tutto, dal ricovero di poveracci, alla prostituzione, alle porcherie varie, oltre che al pericolo per probabili aggressioni. Solo il Comune di Eboli poteva pensarea questo, e non tanto per la somma, i 3500 euro per tutta l’estate, veramente risibile, ma per le funzioni che sarebbero comprensibili, come accade nelle Città per i Carabinieri a Cavallo, la cui funzione non è tanto di deterrenza ma di presenza e scenografica ancorchè romantica.

Immaginiamo in quelle Città un inseguimento tra le strade piene di auto e i marciappiedi zeppi di passanti per acciuffare un malvivente, immaginiamo nella pineta si debba inseguire uno o più malcapitati e i nostri Vigili debbano dimenarsi tra i pini fitti e tra le dune impervie? Me la sto già ridendo, il minimo che possa accadere: una caduta e voglio augurarmi solo questa per non parlare di altre sfortune.

Sarebbe interessante sapere a chi è venuta l’idea: se al Sindaco Martino Melchionda o all’Assessore Remo Mastrolia o al Comandante dei Vigili Urbani Vincenzo Gallo; fatto sta che la Giunta l’ha fatta propria e quindi l’idea è divenuta collegiale. Ma è possibile pensare a cose più normali, innanzitutto procedendo ad una bonifica di quella pineta, ormai ricettacolo di ogni immondizia, e magari procedere allo sfoltimento, li in quel caso utile alla vita degli stessi alberi, ma programmato, nel senso di rendere vivibile anche il sottobosco, effettuando una pulizia sistematica degli aculei, per consentire la crescita di arbusti e piante tipiche del sottobosco, ormai scomparse perché non vi è il passaggio sufficiente dei raggi del sole?

E’ possibile indirizzare in quell’area un progetto che vada nella direzione di un recupero sistematico mirato di aree attrezzate e percorsi naturalistici? E’ possibile pensare ad un bando che miri alla valorizzazione di quella Pineta non in termini oppressivi come vengono percepite le norme del famoso SIC, e come malamente sorveglia, per modo di dire, il Corpo della Guardia Forestale, che interviene solo in termini repressivi?

Ma tornando ai Cavalli e ai Vigili, girano un sacco di storielle e tra le tante pare che a Cinecittà si sia diffusa la notizia dei Vigili Urbani a cavallo per i servizi estivi di ordine pubblico nella litoranea di Eboli, e si dice che a questa storia sia interessato Gigi Proietti. Il popolare attore romano pare voglia fare un remake della “Mandrakata“! E sulla scorrta della “Mandrakata” gira ormai in Città e fuori Città, una simpatica rivisitazione di un buontempone che vorrebbe mantenere l’anonimato pur sapendo di non riuscirci, di una nota poesia in cui l’equino è sicuro protagonista.

La poesia rivisitata è “La Cavallina storna” di Pascoli. Il buontempone che l’ha riscritta in chiave localistica sebbene voglia mantenere l’anonimato, dallo stile si potrebbe attribuire ad un Consigliere, che spesso, ironizzando anche su se stesso, fa ricorso a canzoncine e filastrocche, per rappresentare momenti di vita politica cittadina, e per il caso inispecie, in tutta la drammatica ridicolaggine della vicenda in se, sicuramente servirà a stemperare i toni, ma anche a ridimensionarne la portata della storia, sperando faccia riflette e sperando si arrivi alla soluzione di non perseguire questa strada, ricordando ai nostri amministratori: che solo gli stupidi non cambiano mai idea.

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LA  CAVALLA  STORNA

Campolongo, sembrava una babele
sussurravano i pini del Rio Sele,
i cavalli, ora urbani, alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.

Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi
ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.

Con su la greppia un gomito, da essa
era Carmelo; e le dicea sommessa:
«O cavallina, cavallina storna,
che portavi Martin che non ritorna;

tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
or governa un Consiglio assai negletto;
e dei diciotto eletti come figli
gliene rimangon pochi e coi bavagli.

Giù in marina vai come l’uragano,
presa a nolo dal vigile ch’è urbano,
ma sarà triste, equina sprovveduta,
correre dietro a qualche prostituta».

La cavalla volgea la scarna testa
verso Carmel, che le dicea più mesto:
«O cavallina, cavallina storna,
che portavi Martin che non ritorna;

lo so, lo so, che tu l’amavi forte!
Ma io te lo dicevo: statt’ accorte.

La tua natura è con la chioma al vento,
con lui finisci in un allevamento;

a nulla è valso quel mio bel discorso,
tu sì fedel, ma lui senza rimorso;

adesso segui adagio la sua via,
perché finisca in pace l’agonia…»

La scarna lunga testa era daccanto
al duro viso di Carmelo affranto.
«O cavallina, cavallina storna,
che portavi Martin che non ritorna;

se non farà un progetto originale
va là che cade in modo accidentale,
speriamo allor che sia meglio di ieri
purtroppo conosciamo sti baglieri,
per il sociale e senza bustarelle,
faranno poche case a Fontanelle,
sì, proprio lì, fra boschi e praterie,
il resto sono tutte fesserie.

Stava attenta la lunga testa fiera.
Carmelo l’abbracciò su la criniera
«O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!

Da me, lo sai non tornerà più mai!
Tu fosti buona… Ma parlar non sai!
Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una cosa!

Sindacalmente, chi di lor l’uccise:
esso t’è qui nelle pupille fise.
Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t’insegni, come».

Or  i cavalli, è vero lo suppongo,
corron tranquilli ai lidi Campolongo.
Corrono insieme a cavalier novizi
in concorrenza con Multiservizi.

Carmelo alzò nel gran silenzio un dito:
caro Martino … il sogno ormai è finito.

…………………  …  ………………..

Eboli, 1 giugno 2012

8 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. ah ah

  2. a

  3. nn è con quest ultima st….za dei vigili a cavallo x accorgerci di una realta ormai sotto gli okki di tutti , abbiamo un sindaco incapace politicamente solo e senza spessore umano e pure sterilmente polemico , quest uomo ha solo una dote denominata MENEFREGHISMO ,ossia l importante che io ed i miei amici stiamo bene gli altri sti ca..i!!

  4. diamo a ognuno il suo, l’idea dei vigili a cavallo è di mostrolia, forse vuole andare su striscia la notizia

  5. ca ue cumpa ca si me dai 1000 euro te dono 4 ciucci ca caminen da sul

  6. Mi dispiace per voi. Ma non avete capito nulla! L’arrivo dei cavalli è solo un paravento. Il nostro sindaco “che ha studiato e si è preso una laura” è lungimirante. Visto che con la sua maggioranza è sempre in bilico quale migliore occasione, se necessario, nominare uno di quei cavalli suo consigliere? Ricordate Caligola? E visto che di cavalli ce ne saranno più di uno probabilente punta ad una maggioranza bulgara.
    Armando Voza

  7. A me invece tutto questo parlare di cavalli fa venire in mente una scenda del film il Padrino parte III quando Andy Garcia approffittando della processione a Little Italy ammazza il rivale dello zio Michael Corleone inseguendolo per le strade vestito da poliziotto a cavallo. Il rivale (Joey Sasa) cerca di rifugiarsi in un portone ma Garcia lo raggiunge e mentre gli spara gli fa : – Ehi come va la vita Joey?……. (bang, bang) …….. Sasa – .
    Non c’entra nulla con quello di cui si parla ( o forse si) ma mi è venuto in mente e l’ho scritto.

  8. Pure io vi voglio raccontare una storia che sembra essere tratta da un film : qualche anno fa in una citta’, molto vicina alla nostra, accadde un incidente, non automobilistico, che costo’ la vita ad un onesto lavoratore che veniva nella Piana, da un paese dell’entroterra, per guadagnarsi la pagnotta…ebbene, un giorno maledetto anziche’ buscarsi la pagnotta si busco’ parecchie pallottole che lo ridussero in fin di vita… si era opposto alla costruzione di un maneggio che dei “signori” volevano costruire in terreni non loro e per essere precisi nei terreni della sorella di chi fu ammazzato.
    Se la memoria non mi inganna, annesso al maneggio, gia’ all’epoca esisteva un caseificio, che porta e portava il nome di una santa, di proprieta’ di una famiglia non propriamente in odore di santita’, basta sfogliare i quotidiani di Salerno di qualche anno fa!
    Tutto questo…sara’ il frutto di un sogno o ….forse
    la mia nobile citta’… un tempo libera e forte, e’ gia’ nelle mani dei “padrini” ed ha affittato i cavalli per portare inesperti vigili a “nana’” sulle spiagge del nostro litorale…. pensate che per far capire che cosa era un cavallo, ho sognato il comandante che faceva stampare una vagonata di fotografie dei fratelli D’Inzeo che montavano alle Olimpiadi di Roma! E i Quod?… i Quod?… Sono molto confuso e non so se i fatti di cui innanzi li ho sognati…Admin perche’ non ti informi e fai un bell’articolone sull’argomento…se e vero…se invece sono sogni….ho fatto solo un brutto sogno!

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