L’Ospedale di Agropoli chiude. Dichiarazione del DG Squillante

Ospedale Agropoli: dichiarazione del direttore generale Antonio Squillante sulla sentenza del Consiglio di Stato.

L’ospedale civile di Agropoli dal 15 settembre 2013 cesserà le sue funzioni e si avvierà la trasformazione da Pronto soccorso in PSAUT.

Ospedale di Agropoli

Ospedale di Agropoli

AGROPOLI – La terza sezione del Consiglio di Stato – pronunciatasi nella giornata di venerdì 12 luglio in merito al ricorso presentato dal Comune di Agropoli sulle decisioni del Piano di rientro – con ordinanza n. 04071 ha deciso che l’ASL Salerno, garantendo per il periodo estivo l’emergenza presso la struttura dell’ospedale civile di Agropoli e cioè fino al 15 settembre 2013 – quindi finché cesseranno le (presunte) straordinarie esigenze derivanti dall’affluenza turistica – potrà avviare la trasformazione del Pronto soccorso di Agropoli in PSAUT.

Sulla sentenza è intervenuto il Direttore Generale dell’ASL Salerno, dott. Antonio Squillante, che ha dichiarato: “le scelte dell’ASL, che derivano da un preciso dettato normativo sono state confermate in tutti i gradi di giudizio amministrativo, con sentenze di una chiarezza cristallina. Nell’ex Presidio Ospedaliero di Agropoli vi erano più primari che posti letto. Il mio compito è quello di razionalizzare la spesa dell’ASL al fine di garantire delle buone prestazioni sanitarie, cosa che intendo portare avanti con ogni mezzo e con la massima determinazione. La razionalizzazione della spesa sanitaria e la riorganizzazione dei servizi é un obbligo prima morale e poi normativo.  

Antonio Squillante

Antonio Squillante

Purtroppo, ho notato che pochi sono disposti al cambiamento, molti, invece, sono favorevoli a mantenere lo “status quo“. Le mie scelte sono state ostacolate principalmente da quelle forze che si definiscono “riformiste“, tra le quali ho riscontrato un’attenzione maggiore nel proteggere alcune caste (fatte di pochi privilegiati) a discapito dell’interesse collettivo. Ora, però, bisogna cambiare passo.  Bisogna dire basta alle sterili polemiche e lavorare per disegnare una nuova mission per la struttura di Agropoli e per l’intera ASL.

In ogni caso, a tutti questi “signori” che hanno cavalcato l’onda del dissenso e giocato con l’informazione lancio una sfida: 2 mesi, 60 giorni, 1.440 ore, per fare in modo che il Governo Letta intervenga a garantire nuove risorse umane e finanziarie al nostro territorio. Io non aspetto altro!

Purtroppo, però, conoscendo lo spessore di questi “signori”, sono certo che non  riusciranno nemmeno ad abbozzare una proposta, nè credibile nè sostenibile.

L’unica speranza che ci rimane é che dopo che avranno dimostrato la loro mediocrità politica ed amministrativa, abbiano almeno la dignità di tacere per sempre ed occuparsi di altro, in modo da non far perdere tempo a chi vuole cambiare effettivamente le cose.

Adottare il provvedimento di riconversione del Presidio di Agropoli, non è stato facile. Devo, però, ringraziare quelle poche persone serie e perbene che mi hanno supportato in questa scelta, convinte che era tesa unicamente a difendere la salute dei cittadini per dare loro delle risposte certe”.

Agropoli, 1 settembre 2013

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