EBOLI – NON SPARATE SUL DIFENSORE CIVICO

Il Difensore Civico deve essere una figura di equilibrio, un “buon padre di famiglia”.

La storia dell’IVA sulla TARSU, è una brutta figura Istituzionale, basata su false notizie, che ha generato falsi allarmi e aspettative inesistenti.

Gaetano Naimoli

Gaetano Naimoli

EBOLI – Parafrasando quella famosa frase scritta in tutti i Saloon del Far West – “Non sparate sul pianista”-, mi viene da dire la stessa cosa a proposito del giovane Avv. Gaetano Naimoli “Non sparate sul Difensore Civico” -. Questa vicenda si richiama al Far West, perché di Far West politico si tratta, dove ognuno fa quello che gli pare, senza regole e utilizzando il potere che si ritrova in maniera disinvolta e sommaria. La differenza però è sostanziale, perché mentre il pianista dei Saloon svolgeva un ruolo di intrattenimento degli ospiti con le sue musiche e non centrava niente con le risse e le sparatorie, il Difensore Civico invece, riveste un ruolo Istituzionale e deve affrontare un eventuale contenzioso con sobrietà, autorevolezza e presumibilmente con grande equilibrio.

Senza voler entrare nel merito della vicenda dell’IVA sui Rifiuti Solidi Urbani, che il Comune di Eboli comunque non ha mai applicato e che con la nota dell’ufficio preposto, si chiarisce ogni cosa e si fa rientrare un allarme ingiustificato, resta in piedi solo scivolone di Naimoli, che sicuramente è da attribuire alla giovane età, alla sua scarsa esperienza amministrativa e magari anche al suo “temperamento”.

Naimoli in questa vicenda si è comportato istintualmente da avvocato, buttandosi a capo fitto su una questione che immediatamente ha individuato come un argomento da poter richiedere senza interposizione un risarcimento, che comunque non avrebbe interessato il Comune, semmai l’Ente riscossore, con altre modalità e altre forme, in quanto l’IVA è una partita di giro e quindi non rientra nelle casse del Comune. Una vicenda spinosa, ma che a margine di quegli enunciati della Corte Costituzionale, e a seguito dei vari interventi delle Piccole, Medie e grandi Imprese, ancora deve essere definita e che il Parlamento a breve dovrà regolare con una ulteriore Legge chiarificatrice.

Resta comunque: l’azione avviata e compiuta; l’allarme ingiustificato procurato; una pubblicizzazione a mezzo stampa; l’alimentazione di aspettative ingiustificate; il chiarimento degli uffici preposti; la diffusione di dati falsi; una spiegazione dello stesso Difensore non richiesta; una brutta figura istituzionale non richiesta, che mette in discussione e fa generare dubbi sulle istituzioni cittadine e sull’Ufficio del Difensore Civico stesso.

“Non sparate sul Difensore Civico”, per favore. Ma va detto anche che prima di iniziare qualsiasi azione bisogna verificare la fonte e l’attendibilità della fonte (questa è una regola base dei giornalisti) che dovrebbe ispirare tutti, specie chi è consapevole di esercitare un ruolo e per questo ha le conoscenze giuridiche tecniche e si presuppone, anche quelle amministrative, ivi compreso la macchina amministrativa. In questa storia non vi è una sola corrispondenza e lo afferma anche il Direttore Generale del Comune di Eboli, Dott. Gianfranco Masci il quale liquida con un sorriso la vicenda – “Il Comune ha la TARSU, e non ha mai applicato l’IVA” – e precisa sulle cifre – “Tra l’altro il servizio costa al Comune 5.500.000 euro. Non so da quale calcolo è venuta fuori la cifra di 650.000 € apparsa sui giornali” -.

Comunque, anche se vi fosse stato un minimo di fondatezza, il Difensore Civico non può Costituirsi e non lo può fare nemmeno se volesse ricorrere all’Istituto della Class Action, cosa diversa invece, sarebbe stato, sempre se ci fossero stati tutti i presupposti, di attivare un procedimento di invito al Comune e in questo caso all’Ente riscossore dei Tributi, di adottare tutti i provvedimenti del caso per eliminare gli inconvenienti lamentati. Il garibaldinismo non aiuta in certe circostanze.

La via della “Giustizia” è lunga, basata sul buon senso, moderazione, ma deve essere lastricata di una solida base di regole e di democrazia, perché porti sempre alla “soddisfazione” finale.

Va detto altresì che la difesa del cittadino non deve essere una difesa tout court, esagerata al punto tale da danneggiare il Comune stesso e quanto ne deriva. Questo “Istituto”, il Difensore Civico, è una figura di equilibrio che non deve mai perdere di vista, anche nella difesa più strenua, quello che è l’interesse superiore dell’Ente stesso, e per questo non deve ispirarsi all’esercizio della professione dell’Avvocato, bensì allo spirito che anima il “buon padre di famiglia”. Quel principio a cui si ispira sempre il legislatore nella estensione delle Leggi stesse.

Suggerirei a tale proposito una lettura che potrebbe dare qualche ispirazioni: “il Visconte dimezzato” di Italo Calvino. Una lettura per aiutare a capire che l’esagerazione nella bontà o nella cattiveria sortisce lo stesso effetto e non è per niente gradita. “In medio stat virtus”, nel senso che l’equilibrio e la moderazione fanno essere un “buon padre di famiglia”.

Questa storia è sicuramente da archiviare come una una brutta figura Istituzionale, che non viene cancellata affatto dal comunicato del Capo Servizio Tributi del Comune di Eboli, Rag. Cosimo Marmora, e nè dal Comunicato Stampa dello stesso Naimoli. Sono solo due “toppe” che aggravano di più le responsabilità istituzionali di chi ha generato tutto questo allarmismo senza nessun fondamento.

Avremmo apprezzato se, anziché fornire delle “toppe” per giustificare una “bufala”, si fosse fatto ricorso ad un bagno di umiltà, chiedendo scusa ai cittadini e agli organismi istituzionali Comunali per l’errore commesso. Le scuse non sono affatto un’atto di sottomissione, semmai il contrario, sono un atto di grande maturità civile e democratica.

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