La Corte Costituzionale ha bocciato il Referendum contro la chiusura dei Tribunali

La Corte Costituzionale ha bocciato il Referendum contro la chiusura dei Tribunali e la Geografia giudiziaria.

Donato Pica: “Hanno Vinto i Poteri Forti ma la battaglia va avanti. Nei prossimi giorni con le nove Regioni che si sono opposte si valuterà la possibilità di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea”.

Corte costituzionale

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – “Hanno vinto ancora una volta i Poteri Forti”. Con queste parole il Consigliere Regionale del Pd, Donato Pica,  commenta  la sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta, presentata da nove Consigli regionali, di referendum abrogativo della riforma della geografia giudiziaria.

A chiedere il referendum sulla riforma della Giustizia, voluta dal governo di Mario Monti e portata avanti dall’esecutivo di Enrico Letta, per la prima volta nella storia, erano state nove Regioni: Abruzzo, Piemonte, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Campania, Liguria, Basilicata e Calabria, accomunate tra loro dall’idea che la riforma più che efficienza e risparmi, producesse disservizi e penalizzazioni per i cittadini. I Consigli Regionali avevano chiesto, tra l’altro, che gli elettori sipotessero esprimere  sull’abrogazione sia della delega data al Governo per la riforma, contenuta nell’articolo 1 del decreto legge 13 del 2011 contenente a sua volta misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo, e sia sui successivi decreti legislativi del settembre 2012, con i quali si era dato corpo ad una nuova organizzazione dei Tribunali, delle Procure e degli Uffici del Giudice di Pace.

Donato Pica

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Il provvedimento del Governo, sul quale la Corte Costituzionale si è espressa ritenendo inammissibile lo svolgimento del referendum abrogativo, prevede il taglio di oltre mille uffici in tutta Italia e scatenato le proteste di dipendenti, cittadini e avvocati. La sentenza, sottolineano alla Corte costituzionale, “sarà depositata entro i termini previsti dalla legge”. La riforma della geografia giudiziaria quindi, è entrata in vigore il 13 settembre scorso. La norma sulla spending review del governo Monti aveva previsto la riduzione e l’accorpamento di 37 tribunali sui 165 esistenti, di 38 procure e la soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale, per ottenere un risparmio della spesa di 2 milioni 889mila e 597 euro per il 2012, 17milioni 337mila e 581 euro per il 2013 e 31 milioni 358mila e 999 per il 2014.

Non si comprende però quali e quanti saranno i disagi e le spese che saranno costretti ad accollarsi i cittadini, in termini di trasporti, di disservizi, di funzionamento e di lungaggini dei processi civili e penali.

La bocciatura arrivata dalla Corte Costituzionale – Continua Pica rappresenta l’ennesima sconfitta per la politica  tra un parlamento che non riesce a riappropriarsi delle proprie prerogative legislative ed un governo,sempre più lontano dalle reali esigenze  dei cittadini , che non tiene conto delle diverse realtà del Paese.

I tanto conclamati effetti positivi della Riforma in termini di efficacia, efficienza ed economicità – prosegue il Consigliere Regionale Donato Pica non si sono visti e né si vedranno. Assistiamo invece ad un netto peggioramento del funzionamento della giustizia con cause rinviate addirittura al 2025, così come si evince da fonti interne alla Corte di Appello di Potenza, per impossibilità di smaltire il contenzioso arretrato anche ad organico pieno di magistrati.

In Italia, insomma, – aggiunge Pica – si può chiedere il Referendum su tutto ma non sulla giustizia che è una tematica intoccabile.

L’azione delle nove Regioni deve proseguire e  valuteremo, già nei prossimi giorni, la possibilità di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea contro una riforma della Geografia Giudiziaria che ha cancellato la giustizia di prossimità.

Faccio appello ancora una volta, – conclude Picaal  buon  senso delle rappresentanze politiche ed istituzionali alle quali sottoporremo in tempi brevissimi un’apposita proposta di legge.

Napoli, 16 gennaio.2014

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Sono rimasto basito,per poche decine di milioni di €,si penalizzano i cittadini di una Nazione intera,oltre che i tecnici del Diritto che ogni giorno son costretti a muoversi e dipanarsi tra mille problemi,in aggiunta ad un messaggio pessimo che si manda,in specie in zone ad alta criminalità organizzata!
    Ci sarebbero tante cose da tagliare che non servono in questo disgraziato paese e invece facciamo la spending review sulla giustizia,sui tribunali su questioni fondamentali per la vita del cittadino.
    Forse si oblia, ad es. che i Tribunale accorpanti sono bloccati da anche decine di migliaia di fascicoli provenienti dalle sedi chiuse? che i “piccoli” avevano parametri produttivi maggiori dei grandi?
    che nelle sedi piccole, la giustizia è più trasparente in quanto maggiormente vicina al popolo?
    Concludo col dire,Le poste, i trasporti, le scuole, i servizi pubblici in genere, non possono essere governati da leggi di mercato, altrimenti lo Stato abdica.

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