Salerno: Presentazione del Libro di Claudio Martelli, “Ricordati di vivere”

Sabato 1° febbraio 2014, ore 10.00, Salone dei Marmi, Palazzo di Città, Salerno, presentazione del libro “Ricordati di vivere” di Claudio Martelli. Un’autobiografia politica e una confessione esistenziale.

Interverranno, insieme all’autore, il Sindaco di Salerno e Vice Ministro alle Infrastrutture Vincenzo De Luca, lo scrittore e regista Ruggero Cappuccio, Mauro Maccauro Presidente Confindustria Salerno, Antonio Bottiglieri, Presidente Fondazione Salerno Contemporanea.

Claudio-Martelli

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da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

SALERNO – Sabato 1° febbraio, alle ore 10.00, presso il Salone dei Marmi del Palazzo di Città di Salerno, sarà presentato il libro di Claudio MartelliRicordati di vivere“. All’incontro prenderanno parte, insieme all’autore, il Sindaco di Salerno e Vice Ministro alle Infrastrutture e i Trasporti Vincenzo De Luca, lo scrittore e regista Ruggero Cappuccio, il Presidente della Confindustria di Salerno Mauro Maccauro, e Antonio Bottiglieri, Presidente Fondazione Salerno Contemporanea.

“Ricordati di vivere” – si legge sul sito ufficiale della Casa Editrice Bompiani – è un’Autobiografia politica ma è anche una confessione esistenziale, che ripercorre trent’anni di storia italiana ed europea intrecciando episodi di vita pubblica e di vita privata, passioni civili e passioni del cuore, alternando la dialettica e l’oratoria dei grandi drammi con l’ironia disincantata e le durezze del referto clinico.

Claudio-Martelli-Bettino-Craxi

Claudio-Martelli-Bettino-Craxi

Dallo spaesamento di un giovane che diventa riformista in pieno ’68 all’incontro con Bettino Craxi, un Craxi descritto in azione e nell’istante della decisione, ma anche a tavola e nel tempo libero, mentre fa politica e mentre vive, dal caso di Aldo Moro all’epopea laica e socialista degli anni ottanta, dal sodalizio con Giovanni Falcone alle stragi di mafia, a Mani pulite e al crollo della così detta Repubblica.

Se il filo rosso della storia è l’amicizia con Craxi e con Falcone, in queste mémoires di fine secolo, non di meno “lampeggiano” i ritratti di François Mitterrand e Willy Brandt, di Enrico Berlinguer e di Giulio Andreotti, di Ciriaco De Mita e Arnaldo Forlani, di Marco Pannella, Adriano Sofri e Raul Gardini.

Senza astio e senza sconti, e non facendoli nemmeno a se stesso, Claudio Martelli racconta in presa diretta il labirinto delle intenzioni, le responsabilità e le dure corvées della politica per riannodare il filo spezzato di una storia con i suoi bagliori di gloria e i suoi fallimenti, le sue grandezze e le sue miserie, per gettare una luce nuova su quel passato più recente da cui tutti veniamo e sui perché di una crisi politica che non ci ha più lasciato.

Passato politico che coinvolge a pieno titolo anche la provincia di Salerno, protagonista a quei tempi di una stagione politica che vedeva il Partito Socialista Italiano e i socialisti attori principali, e Salerno crocevia di importanti laboratori politici che segnarono il passo con quelli nazionali ma che comunque non furono sufficienti a salvare quella Classe dirigente salernitana di allora che rimase rovinosamente travolta da tangentopoli.

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Libro-Martelli.Ricordati-di-vivere

Libro-Martelli.Ricordati-di-vivere

Claudio Martelli

Claudio Martelli, milanese, ha insegnato Filosofia all’Università Statale. Amico di Craxi, di cui era considerato il delfino, è stato deputato italiano ed europeo. Vicesegretario socialista negli anni ottanta, il suo discorso su “Il merito e il bisogno” resta la pietra miliare del rinnovamento liberale del PSI. Promotore con i radicali del referendum sulla giustizia giusta e di quello sul nucleare, divenuto vicepresidente del consiglio e ministro della giustizia, scelse come collaboratore Giovanni Falcone e con lui varò le principali leggi antimafia. Prima con la legge sull’immigrazione, poi con l’associazione Opera e, dal 2010, con Lookout – la prima web tv multiculturale – ha promosso l’integrazione degli immigrati e i diritti dei rifugiati. Giornalista, autore e conduttore televisivo, vive e lavora tra Roma, Milano e Berlino.

Autore: Claudio Martelli
Titolo: Ricordati di vivere
Editore: BOMPIANI
Collana: OVERLOOK
Pagine: 608
Prezzo: 19,50 euro
Anno prima edizione: 2013 ISBN: 45274183

Salerno, 30 gennaio 2013

8 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Lo acquisterò e o leggrò con etremo piacere. Mi aspetto un libro del genere, scritto da una persone di cui, tuttosmmato, nutro stima

  2. ERANO I BATMAN E ROBIN DEGLI ANNI 80,L’UNO CRAXI L’ARROGANTE,L’ALTRO MARTELLI IL MOCCIOSO,FU UN DISCRETO GUARDASIGILLI,MOLTO PRESENZIALISTA,UN EX LIBERALE FULMINATO DAL GOLEM BETTINO,MA NELLA SECONDA REPUBBLICA NON E’ RIUSCITO A RITAGLIARSI UNO SPAZIO EFFETTIVO,FORSE PERCHE’ BRILLAVA DI LUCE RIFLESSA!

  3. Beppe Grillo Fantastico 7 barzelletta storica,in “tempi non sospetti”:
    La cena in Cina… c’erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano… A un certo punto Martelli ha fatto una delle figure più terribili… Ha chiamato Craxi e ha detto: “Ma senti un po’, qua ci sono in miliardo di persone e son tutti socialisti?”. E Craxi ha detto: “Si, perché?”. “Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?”.

    Il comico ligure per questo fu cacciato dalla RAI,5 anni dopo ebbe la sua rivincita!Caro Claudio Martelli,parafrasando il suo libro “Ricordati di ricordare”

  4. mi chiedo,ci chiediamo:ma come mai due avanzi di galera di 20 anni or sono Greganti e Frigerio siano ancora in condizione di nuocere alla cosa pubblica? chi gli ha delegato incarichi palesi o latenti? e chi ancora aveva il dovere di controllare e non lo ha FATTO?
    Bravo A. Di Pietro nel dire sempre che l’inchiesta mani pulite/tangentopoli era ancora viva,ipocriti coloro che hanno tentato sempre di diffamarla,i FATTI PARLANO CHIARO.

  5. GREGANTI & FRIGERIO:
    E’ la catena di San Bettino
    che lascia in eredità il sistema a San Silvio.
    Secondo me ricorrono gli stessi nomi perche’ questi sono i “tecnici” del settore (corruzione) piu’ esperti e bravi., che hanno la migliore rete di relazioni e una collaudata “professionalita’”.
    Le aziende vanno a caccia di persone di questo genere.Inutile farsi illusioni.
    Penso che l’errore di mani pulite sia stato di considerare le aziende “vittime” della corruzione, quando ne hanno approfittato in modo indegno a spese dei soldi pubblici,percio’ andavano liquidate tutte e i loro amministratori e responsabili stigmatizzati a vita.
    E ora?Le “cantine” nelle quali i faccendieri normalmente allignano dispongono sempre di “scale a chiocciola” che permettono loro di salire al piano superiore della politica, quando vogliano e senza essere visti. Loro sanno che nel “piano nobile” possono sempre confidare in una malleabilità complice dei loro “amici”. Hanno un “pass” permanentemente valido e ogni volta che il politico di riferimento mostri neghittosità, loro con prontezza si limitano ad accennare, un timido “ti ricordi”?
    La responsabilità è da imputare anche a chi ha messo queste persone al loro posto. Gianstefano Frigerio ha scritto nel suo Dna la propensione tangentista e mazzettara e nonostante tutto, nonostante le numerose condanne, è ancora tra i piedi. Sapete che Gianstefano Frigerio nel 2001 partecipò alle elezioni politiche,ALLA CAMERA, per Forza Italia sotto falso nome? Poiché la legge consente la scelta del nome da inserire sulle schede, lui ne approfitta per passare inosservato, e così da Gianstefano Frigerio diventa Carlo Frigerio, nella speranza che gli elettori non si accorgessero della truffa,TUTTO QUESTO IN UN COLLEGIO PUGLIESE!
    Dopo il primo giorno della nuova legislatura, il 31 maggio, i Carabinieri eseguono l’arresto: le condanne erano diventate definitive. Nel 2002 Frigerio ottiene dal giudice l’affidamento in prova ai servizi sociali, ciò che gli permette di recarsi in Parlamento quattro volte al mese. Alla pena finale, 6 anni e 5 mesi, vengono aggiunti 5 anni di interdizione legale, che comporta l’impossibilità di esercitare il diritto di voto alle consultazioni popolari.
    L’ETERNA ITALIETTA!

    Sarebbe difficile sconfiggere l’ignoranza senza la libertà scevra di paura di perseguire la verità. Dal momento che il rapporto fra paura e corruzione è tanto stretto, non può meravigliare che in ogni società in cui matura la paura, la corruzione si radichi profondamente in tutte le sue forme.
    Aung San Suu Kyi

  6. Allora i giudici non sono comunisti,Greganti riarrestato dopo venti anni tutte scuse pretestuose della destra ipocrita,finta garantista.ma solo libertinista,verso se stessa.il gioco smascherato da tempo inizia ad essere compreso.

  7. MAFIA CAPITALE:
    I GIUDICI DI MILANO VENTIDUE ANNI FA AVEVANO VISTO GIUSTO, TANGENTOPOLI ERA UNA INCHESTA VERA, PURTROPPO MAI ARCHIVIATA, IERI MILANO OGGI ROMA NEL MEZZO LE PROCURE D’ITALIA E LA CORRUTTELA TRSVERSALE, L’AVIDITA’ E’ AUMENTATA COME LA SFRONTATEZZA , SOLO GLI ITALIANI STANNO PEGGIO!.
    NON HANNO IMPARATO NIENTE,COLPA DELLE PENE MAI CERTE….

    • LA STORIA CHE E’ MAESTRA DI VITA GLI STA DANDO RAGIONE, ANZI CI SONO ANDATI MORBIDO, IL RESTO SONO I PEANA IPOCRITI DEI CORROTTI, I GARANTISTI UN TANTO AL CHILO, E SOLO QUANDO TOCCANO LORO…SCHIFO, CHIUDETELI E GETTATE LA CHIAVE, L’UNICA PENA CERTA, SE OGGI ABBIAMO UN D.PP DI TRILIONI, IN BUONA PARTE E’ COLPA DI MODUS OPERANDI, L’ANDAZZO DI CORRUTELA BUROCRAZIA CASTE + CRICCHE,CHE CI STANNO UCCIDENDO.

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