Ciotti(CSF): L’Ospedale di Battipaglia è da rafforzare

L’associazione Comunità Storia e futuro sulla protesta della sanità. Battipaglia, un plesso ospedaliero da rafforzare.

Il presidente, Pietro Ciotti: “Troppi disequilibri, che si aggiungono alle non decisioni. Il Santa Maria della Speranza, con E’ un ospedale a cui aggiungere, non togliere pezzi di sanità per garantire buona sanità a tutti”.

ospedale-Battipaglia-ingresso

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – Un profondo disequilibrio nella riorganizzazione, un timido spruzzo di riorganizzazione che non detta regole precise per nessuno. A tutto scapito dei cittadini e della sanità. Nella Piana del Sele, ad avere un ruolo principe, per una serie di ragioni logiche e tecniche, non ultimo la posizione geografica strategica che occupa, c’è l’ospedale di Battipaglia.

Eppure, nelle indecisioni generali o nelle mezze decisioni assunte finora, il grande plesso ospedaliero della Piana rimane ancorato ad un filo perennemente in bilico. Pochi anestesisti (sette) per il numero di posti letto chirurgici, pochi infermieri per la globalità dei posti letto e la non decisione di definire la questione relativa al reparto di Ginecologia ed Ostetricia.

Pietro Ciotti

Pietro Ciotti

Con la chiusura di Oliveto i medici sono stati dirottati a Battipaglia, ma si è in attesa della definizione di Eboli per rafforzare il reparto e quindi la pediatria, soprattutto alla luce del polo neonatale con relativa Tin già operativa a Battipaglia, che ne farebbe un centro nascita d’eccellenza in tutta la provincia.

Un percorso fermatosi a metà che non giova a nessuno, né a Battipaglia, né ad Eboli, in bilico da anni. E poi le strutture, come il centro trasfusionale nuovo che c’è a Battipaglia, da rifare ad Eboli, dove invece sarebbe previsto, ma non ha spazi per il momento.

“La razionalizzazione deve rispondere alle esigenze del territorio, ma anche alle strutture che attualmente esistono – dice il presidente dell’associazione Comunità Storia e Futuro, Pietro Ciotti, alla vigilia della manifestazione indetta dai sindacati per lunedì, che sostiene – Il plesso di Battipaglia ha una forza enorme che è data dalla sua vicinanza ad un’arteria stradale, quale è l’A3; è fuori dal centro abitato, raggiungibile con velocità e facilità. Nelle emergenze pochi minuti sono fondamentali e nelle emergenze sono gli ospedali più facilmente raggiungibili a dover  essere rafforzati. Non chiediamo la chiusura di alcun ospedale, perché anche le aree interne hanno bisogno di presidi sanitari, forse più degli altri, ma un giusto equilibrio occorre; però, nei piani di oggi, questo equilibrio non esiste. Sembra che tutto si fondi sulla casualità e soprattutto sulle non decisioni che non fanno bene a nessuno”.

Per l’associazione guidata da Pietro Ciotti, il valore che esprime il Santa Maria della Speranza, con la necessità di rafforzamento delle sue specialità, è innegabile. “E’ un ospedale in cui aggiungere, non togliere pezzi di sanità – chiosa Ciotti – per garantire buona sanità a tutti”.                                                          

Battipaglia, 9 marzo 2014

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. @….
    .doppia col botto….
    …addirittura il segretario generale della CISL in difesa del P.O. Battipaglia ….noi invece con il Serrese facciamo la manifestazione sponsorizzata dalla CISL FP in difesa di chi…… Ma se il tatticismo non e un gioco matematico si cerca di spostare il birillo….. bravo caro ….

  2. Ma come mai a Battipaglia l’unico reparto che interessa è il polo nascite….I FRATELLI D’ITALIA SONO TROPPO INTERESSATI….

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