Presentato a Eboli “Tutta colpa di Berlinguer”, il Libro di Serra di Cassano

Nell’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “G. Romano”, è stato presentato il libro di Serra di Cassano: “Tutta colpa di Berlinguer”.

Insieme all’autore ne hanno discusso, moderati dal giornalista Faenza: Il Sindaco di Eboli Melchionda; il Filosofo Massimo Adinolfi; il Segretario Provinciale PD Landolfi e l’ex Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti.

Tutta colpa di Berlinguer-Eboli-Landolfi-Melchionda-Adinolfi-Faenza-Berttinotti-Serra di Cassano

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Nell’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “G. Romano” di Eboli, con la presenza dell’autore Francesco Serra di Cassano, si è tenuta la presentazione del libro “Tutta colpa di Berlinguer“. Uno spunto di riflessione che tocca la galassia comunista: vetero,  neo e post comunisti, ma che attraversa anche il maggiore partito italiano, il PD, nel quale si sono rifugiati finendo per prevalere sull’altra galassia socialista e democratica, fino all’avvento del nuovo più nuovo del nuovo, il “bischero” di Firenze.

L’evento culturale è stato organizzato dall’Amministrazione comunale di Eboli, ed è stato moderato dal giornalista de “Il Mattino” Francesco Faenza, nel corso del quale sia il Sindaco della Città Martino Melchionda, che gli interventi del Prof. Massimo Adinolfi, Docente di Filosofia Teoretica all’Università degli Studi di Cassino, del Segretario Provinciale del Partito Democratico di Salerno Nicola Landolfi e dell’ex Segretario di Rifondazione Comunista ed ex Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti, hanno dato la loro lettura delle tematiche proposte nel libro, rispetto alle considerazioni che poi ha offerto alla platea, del tutto “interessata” l’autore del libro “Tutta colpa di Berlinguer“, Francesco Serra di Cassano.

Nel corso della manifestazioni sono stati offerti al pubblico numeroso, alcuni brani tratti dal libro che sono stati letti dall’attore e commediografo Cosimo Mirra.

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Tutta colpa di Berlinguer,
è il ritratto dell’ultima generazione impegnata politicamente, in una fase storica nella quale la politica e la cultura cominciano a percepirsi in una sorta di “libera uscita”, essendo tramontato il sogno comunista prima e quello socialista e riformatore poi. La morte di Berlinguer, l’ultimo leader carismatico dell’Italia repubblicana e di quel “sogno”, ha segnato sicuramente una netta demarcazione spazio-temporale nella memoria collettiva del Paese e, così, evidenziando la vicenda di due cugini e di un gruppo di amici diventa il confronto imperante, il paradigma di tante riflessioni e tanti interrogativi che ancora attendono delle risposte.

Risposte che purtroppo non arriveranno più essendosi contaminati uomini, idee, progetti, vissuti politici e rappresentazioni conseguenti di quei vissuti, non più corrispondenti a quegli stereotipi, che volevano il mondo comunista e gli uomini che lo rappresentavano ligi esecutori ed interpetri pedissequi di quei valori per i quali si era sognato e si era elaborato pensieri e società future.

Incontro-Bertinotti-Tutta colpa di Berlinguer-Eboli

Incontro-Bertinotti-Tutta colpa di Berlinguer-Eboli

Ma è stata veramente “Tutta colpa di Berlinguer” o di chi ha voluto “evolversi” nella forma e nella sostanza, volendo però rifiutarsi di apparire diversi da quello che al contrario avrebbero dovuto rappresentare?

L’interrogativo è legittimo e le risposte sono abbastanza semplici dal momento in cui si sdoganava il Massimo D’Alema a bordo della sua Icaro, o Fausto Bertinotti fedele interpetre della moda “Missoni” e dei suoi splendidi cappotti in finissimo Cachemire di “Piacenza”, e i tanti altri nelle varie periferie che li seguivano imitandoli aggiungendovi un bel sigaro mezzo Toscano, diveuto l’icona dell’impegno pseudo-intellettualoide della sinistra moderna, mentre avanzava pericolosamente lo spregiudicato di Arcore, che meglio di loro interpetrava sia la ricchezza che il lusso e la moda, e così si finiva di svilire quei pochissimi valori a cui la sinistra tutta, e specie quella di base, ancora tentava di conservare. Ma a queste riflessioni se ne aggiungono tante altre ancora che sicuramente ogni lettore troverà nel Libro di Serra di Cassano per aiuterà a comprendere un’era, una società e tanti sentimenti comuni ora solo un lontano ricordo..

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La recensione “Tutta colpa di Berlinguer” che segue è stata tratta dalla Redazione ilmiolbro,

Tutta colpa di Berlinguer-1

Tutta colpa di Berlinguer-1

A trent’anni dalla morte del segretario del PCI ecco un romanzo che racconta in chiave autobiografica la generazione degli anni “60, l'”ultima impegnata”, come la definisce l’autore, e attraverso di essa la storia del nostro paese, con gli eventi nazionali e internazionali che ne hanno influenzato i percorsi. Francesco Serra mette al centro di è Tutta colpa di Berlinguer un’Italia attiva che ancora credeva nei partiti e nell’utilità della politica. Quando, insomma, alle elezioni votava il 93% degli Italiani, e non il 58% come oggi. Oggi che, sfiduciati, disamorati, rassegnati o arrabbiati, gli Italiani sembrano aver rinunciato a rincorrere i propri ideali, o addirittura ad averli, assuefatti ormai a quell’Italia di “corruzione ed evasione fiscale” contro cui si batteva Berlinguer (e “di P2”, aggiungeva lui, ma ora non se ne parla più).

In questo romanzo l’affresco del nostro paese, con gli eventi che hanno segnato trent’anni della nostra storia, si intreccia al susseguirsi di scene vissute, alla vita di Lupo, del cugino Sergio che lo iniziò all’attivismo militante, ai primi amori adolescenziali e poi a quelli più maturi, e ai nuovi temi (l’omosessualità, il femminismo) che si scoprivano e affrontavano giorno dopo giorno. E ne emergono sentimenti, emozioni, rabbia, frustrazioni. E così, come risucchiati in un buco spazio-temporale, anche noi riviviamo quei ricordi, i tempi in cui, ancora frastornati dal golpe in Cile che uccise Allende, cantavamo con gli Intillimani, con borse di Tolfa, poncho e tessere della FGCI in tasca, quando ci esaltavamo per la rivoluzione cubana del Che, o rimanevamo sconvolti dal corpo di Aldo Moro nel bagagliaio di una macchina, dalle immagini della stazione di Bologna dopo l’esplosione della bomba, o del terremoto in Irpinia. E si leggeva Hegel, Marx, Pasolini, discorrendo di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer. E ancora, la guerra del Golfo, piazza Tienanmen, il muro di Berlino.

Un tuffo nel nostro passato recente, per ricordare, rivivere le sensazioni di allora e anche capire il perché di oggi. Con tante domande che ancora cercano una risposta ma con qualche punto fermo. Perché Lupo, che visse quella stagione con passione e convinzione, alla morte di Berlinguer capisce che “Con Berlinguer tante cose se ne erano andate per sempre, ma non quella voglia di giustizia e quel bisogno di sentirmi partecipe della vita che ormai facevano parte del mio DNA”.

tutta colpa di Berlinguer

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Incontro-Bertinotti-Tutta colpa di Berlinguer-Eboli

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Incontro-Bertinotti-Tutta colpa di Berlinguer-Eboli-4

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Eboli, 24 settembre 2014

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