Legge su legittima difesa, al via l’iter

Dopo la scomparsa di Ermes Mattielli il 5 novembre scorso al via l’iter per la Legge sulla legittima difesa, al via iter.

Lega: “No Rambo, sì sicurezza. Noi non vogliamo il Far West, non vogliamo i Rambo. Ma se lo Stato è assente è giusto potersi difendere perchè non ci siano più casi alla Ermes Mattielli“.

Legittima difesa

Legittima difesa

da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

ROMAErmes Mattielli è scomparso il 5 novembre scorso. E’ anche in sua memoria che la Lega ‘festeggia’ l’avvio in commissione Giustizia alla Camera dell’esame della proposta di legge per modificare l’art.52 del codice penale. La legittima difesa, per intendersi. “Per noi è una priorità – dice all’Adnkronos Nicola Molteni, relatore e deputato leghista – il nostro obiettivo è quello di allargare le maglie della legittima difesa togliendo arbitrio e discrezionalità e cancellando l’eccesso colposo. Difendersi da un criminale che entra nella propria abitazione o esercizio commerciale, non è un reato ma un diritto”.

Un diritto “sacrosanto”, sottolinea Molteni, spiegando che ai 10 anni dalla legge in materia, approvata nel 2006, “crediamo sia giusto fare un tagliando. Quella legge era ben fatta ma è il momento di aprire una riflessione anche perché in 10 anni la criminalità è cambiata“.

Non c’è più insomma, è la tesi dei promotori della proposta, il ‘topo d’appartamento‘ che magari si assicurava che i proprietari fossero assenti prima di entrare in un’abitazione. “Siamo di fronte a bande organizzate che violano la sacralità del domicilio, magari in piena notte, ben consapevoli della presenza di persone in casa“.

Alla violenza di chi entra in un’abitazione per rubare e portare la paura dentro le mure domestiche è giusto che si possa rispondere con una legittima violenza“, argomenta Molteni.

Noi non vogliamo il Far West, non vogliamo i Rambo. Ma se lo Stato è assente è giusto potersi difendere perchè non ci siano più casi alla Ermes Mattielli“, il commerciante veneto di 62 anni, che il 13 giugno 2006 sparò 14 colpi di pistola contro due ladri sorpresi a rubare nel suo deposito e venne condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione e a risarcire i due ladri con 135mila euro.

Ma i casi di cronaca sono molteplici da quello del benzinaio veneto di Ponte di Nano, nel Vicentino, che a febbraio sparò contro dei banditi che tentavano di rapinare una gioielleria vicino al suo chiosco. Fino al caso di un appena un mese fa a Vaprio D’Adda nel milanese, il pensionato Francesco Sicignano, 65 anni, ha ucciso un giovane di 28 anni, di nazionalità romena.

A sostenere la proposta della Lega c’è Fratelli d’Italia (un’analoga pdl sull’art.52 è stata presentata da Ignazio La Russa) e anche Antonio Marotta di Area Popolare, relatore del provvedimento insieme al leghista Molteni. Oltre a quella del deputato del Carroccio, ci sono altre due analoghe iniziative a palazzo Madama del capogruppo al Senato Gian Marco Centinaio e della collega senatrice Erika Stefani.

“Speriamo di coinvolgere anche le altre forze politiche. In particolare siamo in attesa di capire quale sarà l’atteggiamento del Partito Democratico. E’ evidente che se il Pd si schiererà contro, noi lo faremo sapere ai cittadini italiani. Perché si sappia chi impedisce ai cittadini di potersi difendere a casa loro”, dice Molteni.

A seguire il provvedimento in commissione è il viceministro della Giustizia, Enrico Costa: “Quelli che nascono come furti in appartamento si trasformano ormai in rapine. Tutto cio’, chiaramente, incide sulla percezione di pericolo delle vittime, sulla loro paura e, quindi, sulla loro reazione. Su questi aspetti occorrera’ aprire una riflessione affrontando il tema della legittima difesa“, ha detto mercoledì scorso in commissione. Nei prossimi giorni verranno auditi esperti in materia. “Poi ci sarà il nostro testo base – dice Molteni – e vediamo chi ci starà“.

Roma, 23 novembre 2015

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