Ecco i vincitori dei Ballottaggi a Roma, Milano,Torino, Napoli, Bologna….

“Cielo stellato” a Torino e Roma: Le donne M5S battono il PD e boccone amaro De Magistris a Napoli Renzi si consola con Sala a Milano.

Raggi e Appendino istituzionali: “Sindaco di tutti”. Bologna, Merola al 54%. Napoli, De Magistris 67%. Dem perdono Trieste, Grosseto e Savona, ma strappano Varese. 5 stelle vincono 19 ballottaggi su 20. E Adesso Renzi vuole usare il “lanciafiamme”.

amministrative-2016-ballottaggi-vincitori-mi-to-ro-na-bo-Sala-Appendino-Raggi-De Magistris-Merola

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da POLITICAdeMENTE il blog di MassimoDel Mese

ROMAVirginia Raggi con il 67% doppia Giachetti a Roma e diventa il primo sindaco donna della Capitale, Chiara Appendino batte a Torino il sindaco uscente Piero Fassino, che nel primo turno era in testa. A Milano Beppe Sala vince su Parisi, Luigi De Magistris trionfa a Napoli ed è sindaco per il secondo mandato, a Bologna vince il primo cittadino dem uscente Virginio Merola. Le vittorie, anticipate da exit pool e proiezioni, sono state confermate dai dati reali.Per i 5 stelle quasi tutte vittorie nei ballottaggi: 19 su 20. Il Pd perde roccaforti come Trieste, Grosseto e Savona, ma strappa Varese alla Lega dopo 23 anni.

Roma- elezioni-2016

Roma- elezioni-2016

A Roma Raggi ha conquistato il 67,5% dei consensi, mentre Giachetti è stato doppiato, rimanendo fermo al 32,5 per cento. «Ho appena chiamato Virginia Raggi e le ho fatto i miei complimenti e in bocca al lupo», ha dichiarato Giachetti. Nella sua prima uscita pubblica da sindaco della Capitale Raggi ha assicurato che sarà «il sindaco di tutti i romani», impegnandosi a lavorare «per portare legalità e trasparenza che dopo mafia Capitale è mancata. Hanno vinto i cittadini di Roma, i romani mi hanno affidato un compito importante. Voglio ringraziare tutti gli eletti che lavoreranno con me». Nella sua prima conferenza stampa Raggi ha poi spiegato che per la Capitale «si apre un nuova era».

Il trionfo della candidata grillina nella Capitale trova ovviamente spazio anche sul blog del leader del M5S, Beppe Grillo. «Virginia Raggi – si legge sul blog del comico genovese – è la nuova sindaco di Roma, la prima donna nella storia a ricoprire questa carica, e Chiara Appendino è la nuova sindaco di Torino. I cittadini riconoscono al MoVimento 5 Stelle la capacità di governare e hanno scelto l’unica forza politica che ha fatto proposte concrete per i dieci milioni di poveri italiani e per le PMI che non ce la fanno più. Chi parla di referendum, di Olimpiadi, di 80 euro e di legge elettorale è completamente scollato dalla realtà del Paese».

Torino-elezioni-2016

Torino-elezioni-2016

A Torino Chiara Appendino è il nuovo sindaco della città, mentre il sindaco uscente Fassino è lo sconfitto a sorpresa del ballottaggio. Al termine dello scrutinio Appendino ha ottenuto infatti 202.754 preferenze attestandosi al 54,56% mentre l’ex sindaco Piero Fassino si è fermato al 45,44% con 168.880 voti. Per l’ex sindaco del capoluogo piemontese Sergio Chiamparino «quando si perde in una città come Torino, e in altri importanti centri come Novara, si impone per tutti una riflessione seria e approfondita, a cominciare dal sottoscritto».

«È giunto il nostro tempo», ha invece sottolineato Appendino ricordando con «emozione e entusiasmo» ai suoi sostenitori riuniti per festeggiarla «il grande cammino» fatto, un cammino «iniziato 5 anni fa quando oltre 20mila torinesi ci hanno permesso di entrare per la prima volta in Comune». «Ci siamo presentati così come siamo, così come sono», ha aggiunto Appendino che ha ringraziato il sindaco uscente Piero Fassino. «Tutti noi siamo Torino, la porta del Comune sarà sempre aperta. Sarò il sindaco di tutti».

Milano-elezioni-2016

Milano-elezioni-2016

A Milano Giuseppe Sala esce vittorioso dalle urne e diventa il nuovo sindaco di Milano con 264.481 preferenze pari al 51,70%. Questo il dato finale dello scrutinio fornito dal Viminale al termine del conteggio dei voti nelle 1248 sezioni. Lo sfidante Stefano Parisi ha preso 247.052 voti pari al 48,3 per cento. «Mai come in questo caso ho capito quanto sono importanti gli altri. Ho capito in questi mesi come il loro contribuito è stato piu’ importante del mio. La cosa gratificante è sentirsi portatore di una speranza». Queste le prime parole utilizzate da Sala come nuovoinquilino di Palazzo Marino, per poi invitare tutti a lavorare per la città a partire dal rilancio delle periferie. Delusione evidente per il risultato nel primo commento a caldo di Stefano Parisi: «Per una manciata di voti avremmo potuto vincere». «Resta il dispiacere – ha aggiunto – che la metà dei milanesi non ha votato, 500mila milanesi, anche per colpa della data del voto, ma non solo». Quel che manca e ciò su cui si deve lavorare ora è «la fiducia nella politica che dobbiamo recuperare. C’è molto lavoro da fare».

Napoli-bis-elezioni-2016

Napoli-bis-elezioni-2016

A Napoli le urne hanno comfermato il sindaco uscente Luigi De Magistris con circa il 67% dei consensi (circa 185mila voti) contro il 33% dei consensi (poco oltre i 91mila voti) del candidato del Centrodestra Gianni Lettieri (in corsa anche nelle precedenti elezioni amministrative). Nel 2011 de Magistris vinse con il 65 per cento. «Farò il sindaco di Napoli h24 dal 2016 al 2021», ha promesso De Magistris festeggiando con i suoi sostenitori la conferma a sindaco della città partnopea. «Napoli – ha aggiunto de Magistris in conferenza stampa – diventerà una forza politica nazionale e internazionale. Questo dato ci riempie di responsabilità. Quello che abbiamo fatto va molto oltre l’amministrazione di una città. Abbiamo dimostrato che si può governare con le mani pulite, fuori dal sistema e resistendo anche a ogni forma di attacco».

Bologna-elezioni-2016

Bologna-elezioni-2016

A Bologna le urne hanno visto vittorioso il sindaco uscente Virginio Merola, al 54,8%, mentre la sfidante Lucia Borgonzoni si è fermta al 45,2 per cento. Il centrosinistra si conferma quindi alla testa della città: quando restano da scrutinare 15 sezioni su 445, il vantaggio di Merola è infatti incolmabile. «Sono felice e onorato di fare di nuovo il sindaco di questa splendida città, non accadeva dal 1993, questo è un buon segnale. Avrò modo di continuare a cambiare la città, soprattutto di occuparmi dei ceti piu’ deboli»: queste le prime parole di Merola appena riconfermato sindaco. Qui – ha concluso Merola accolto trionfalmente dal suo comitato elettorale – abbiamo dimostrato che il centrosinistra ha ancora delle grandi possibilità rispetto al quadro nazionale che è un po’ deludente».

Anche il dato ufficiale diffuso dal Viminale sull’affluenza ai seggi alle 23 – il 50,54% oltre 9 punti percentuali in meno rispetto al 59,94% del primo turno – conferma il crollo della partecipazione al voto, in netto calo rispetto al primo turno. Alle 19 secondo i dati del ministero dell’Interno l’affluenza si era attestata al 36,56%, un dato inferiore di sette punti rispetto al primo turno dove il numero dei votanti si era fermato al 43,72 per cento. In altre parole, un elettore su due ha preferito non recarsi al seggio, una tendenza che è andata oltre ogni peggiore aspettativa a Napoli, dove il dato definitivo è stato del 35,98% contro il 57,22 del 5 giugno. Un calo marcato, quindi, che spiega le flessioni di presenze archiviate negli altri 5 capoluoghi di regione, anche se sono state più contenute. A Roma la frenata di elettori alle urne sfiora i 7 punti percentuali, infatti il dato definitivo è stato del 50,19% rispetto al 57,02 del primo turno. Calo ragguardevole anche a Bologna, con una percentuale definitiva del 53,15% (59,65% al primo turno), a Milano, con il 51,8% (54,65),a Torino, con il 54,41% (57,17) e Trieste, fotografata al 47,48% (53,45).

Giù di 12 punti a Napoli, meno 5 a Roma e Bologna
È stata del 39,15% l’affluenza alle urne rilevata alle 19 a Torino, dove è in corso il ballottaggio per l’elezione del sindaco tra Piero Fassino (centrosinistra) e Chiara Appendino (M5S). Al primo turno l’affluenza alla stessa ora era stata del 41,32%. Alle 19 l’affluenza dei votanti a Milano, per il turno di ballottaggio, è stata del 39,72%. Nella sfida fra Giuseppe Sala (centrosinistra) e Stefano Parisi (centrodestra) due settimane fa era stata del 42,43%. Alle 19 l’affluenza dei votanti è in calo di 5 punti a Roma, dove per il turno di ballottaggio, è stata del 34,90%. Due settimane fa era stata del 39,39%. Affluenza in calo di 5 punti anche a Bologna, dove alle 19 ha votato il 41,64%. Un dato in calo rispetto al 46,36% registrato al primo turno.Il calo maggiore, di oltre 12 punti a Napoli: è al 25,27% l’affluenza alle urne rilevata alle 19 nella città partenopea, dove è in corso il ballottaggio per l’elezione del sindaco tra Luigi De Magistris e Gianni Lettieri. Al primo turno l’affluenza alla stessa ora era stata del 37,99%.

La giornata è stata contraddistinta dalla rottura del tradizionale silenzio elettorale. I candidati di Roma si sono affidati ai social. «A riveder le Stelle!», ha scritto su Facebook Virginia Raggi, candidata M5s a sindaco di Roma, che ha anche postato una foto. Un invito alle urne, sempre via Facebook, è stato lanciato dal candidato del Pd. Roberto Giachetti: «Non dimenticate di andare a votare! Se non votate saranno altri a scegliere per voi e non è detto che facciano una scelta migliore della vostra per il futuro di Roma. I seggi sono aperti fino alle 23». Giuseppe Sala e Stefano Parisi, candidati a sindaco di Milano rispettivamente per il centrosinistra e per il centrodestra, hanno votato al liceo Parini di via Goito, a un paio di ore di distanza l’uno dall’altro. Il primo è stato Beppe Sala, arrivato intorno alle 10.30 insieme alla moglie Dorothy De Rubeis. All’uscita, ai giornalisti ha detto: «Sono tranquillo». Il secondo, invece, si è presentato intorno alle 12.15, accompagnato da alcuni amici. Dopo aver lasciato cadere la sua scheda nell’urna, ha salutato con la mano, poi ha lasciato il seggio stringendo mani e baciando alcuni dei presenti. La loro è una sfida all’ultimo voto, dal momento che a dividerli sono meno di 5mila voti.

Roma, 20 giugno 2016

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  1. LA LINEA ARIOSTO-MACHIAVELLI-LEOPARDI SCANDISCE LA

    IDENTITA’ ITALIANA .E ARIOSTO CI AIUTA A CAPIRE CHE,

    NELL’IDENTITA’ ITALIANA, C’E’ FOLLIA E CHE SONO FOLLI

    I MOLTI ITALIANI CHE HANNO VOTATO I CINQUE STELLE-

    MAPARAFRASANDO SHAKESPEARE .”C’E UNA LOGICA IN QUESTA

    FOLLIA”

    L’ARROGANZA ,LA PROTERVIA ,LA “VANITADE RENZIANE

    SONO STATE INGURGITATE DALL’IDRA PENTASTELLATA.

    UN CASO DI ANTROPOFAGIA POLITICA .E GIA’ CI ILLUMINA

    L’ALIGHIERI:”LA BOCCA SOLLEVO’ DAL FIERO PASTO”

    (INFERNO ,XXXIII) ERA IL CONTE UGOLINO DELLA GHERAR

    DESCA.

    PENSAVAMO CHE IL RENZI-UGOLINO SI MUOVESSE PER

    ENERGIA PROPRIA _TRA VITALISMO DANNUNZIANO ,SUPERO-

    MISMO E VOLONTA’ DI POTENZA,USCITE FRESCHE DALLE

    PAGINE DI NIETZSCHE.MA ERA SOLO L’ANTROPOFAGO

    RENZI CHE SUCCHIAVA IL SANGUE DEL PARTITO DEMOCRATICO,

    CHE .DOPO ESSERE STATO SVUOTATO,E’ RIMASTO SOLO CON LA

    LA SUA CARCASSA ,IN GINOCCHIO , SENZA CHE AL SUO

    CAPEZZALE VI FOSSE RENZI ,CHE ESAURITO IL SUO

    CAPITALE POLITICO,E’ RIUSCITO A ROTTAMARE SE STESSO.

    L’EREDITA’ STORICO-POLITICA DELLA SINISTRA ,CHE FA

    PARTE DELLA STORIA MIGLIORE DEL PAESE E’STATA DERISA

    E SVENDUTA ,I VALORI E I FONDAMENTI CULTURALI DI

    STORIE POLITICHE CHE HANNO ATTRAVERSATO IL SECOLO

    DESTRUTTURATE:RIMANE IL DESERTO E IL PD NON E’ IL

    FIORE DEL DESERTO-LA “GINESTRA” DI LEOPARDIANA MEMO-

    RIA,

    IL CAMBIAMENTO SENZA PROGETTO,SENZA ALLEANZE SOCIALI,

    SENZA UNO SCHEMA DI TRASFORMAZIONE,CAMBIAMENTO PER

    IL CAMBIAMENTO,DUNQUE ,SOPRATUTTO ANAGRAFICO.

    IL RENZISMO VOLEVA ROTTAMARE LA STORIA ,MA ESSA

    LASCIA DIETRO DI SE’ TRACCE DI SENSO ,LE COMPETENZE,

    LE ESPERIENZE ,QUEL LEGAME TRA LE GENERAZIONI,CHE

    FORMA IL DIVENIRE DI UNA COMUNITA’ E CHE SI CHIAMA

    TRASMISSIONE DELLE CONOSCENZE,DEL SAPERE .DELLE

    EMOZIONI CONDIVISE.

    PER TRA ANNI RENZI HA PREDICATO CHE NULLA DELLA STORIA

    DELLA SINISTRA VALESSE LA PENA DI ESSERE SALVATO,

    MENTRE LA CLASSE DIRIGENTE NON ANDAVA RINNOVATA .MA

    SOSTITUITA,

    AL “CAMBIAMENTO DI GOVERNO” DI RENZI,MOLTI CITTADINI

    HANNO PREFERITO IL “CAMBIAMENTO CONTRO TUTTI” DI GRIL-

    LO .MA NON TEMETE ,RENZISMO E GRILLISMO SONO COMPLE-

    MENTARI.AI NUOVI APPRENDISTI, RENZIANI E GRILLINI,

    DELLE CUCINE DEL POTERE ,TOTALMENTE INESPERTI DA

    SEMBRARE “IGNORANTI”,DI APPARIRE “INNOCENTI”,TAL-

    MENTE “INNOCENTI” DA FUNZIONARE COME “GARANZIA”,

    NON SOLO DI NOVITA’,MA ANCHE DI “ALTERITA’ PROVE-

    NIENTE DA ALTRO MONDO ,INGENUO E INCONTAMINATO:IL

    DESERTO COSTRUITO E’ STATO CHIAMATO “PARTITO DELLA

    NAZIONE”

    LA CRISI ECONOMICA STA BRUCIANDO LE TAPPE DELLA POLI-

    TICA RENZIANA .L’INCANTESIMO SI E’ ROTTO E LA MESSIN-

    SCENA E’ SUL VIALE DEL TRAMONTO.

    IL VERDETTO ELETTORALE E’ STATO GUIDATO DA UN INEDITO

    TERZO STATO COMPOSTO DAI CETI CHE LA CRISI ECONOMI-

    CA HA INDEBOLITO E CHE L’ARISTOCRAZIA DEL CENTRO-SINI-

    STRA HA ESCLUSO DALLA GESTIONE DEL POTERE.

    LA RIVOLTA CONTRO LA CASTA -IDENTIFICATA IN RENZI E

    NEL PD-RICORDA UN’ALTRA RIVOLTA ,NELL’ETERNA CRISI

    ITALIANA:ANNO DOMINI 1398,LA “RIVOLTA DEI CIOMPI”,

    IN FIRENZE,RACCONTATA DAL GRANDE SEGRETARIO FIORENTINO

    (MACCHIAVELLI ,ISTORIE FIORENTINE)”LA FAME CHE SPINGE

    ALLA RIBELLIONE ,LA DIGNITA’ DELL’UOMO POVERO ,

    OFFESO DALLA GOZZOVIGLIA E DALLA OPULENZA DEI RICCHI”.

    GRILLO .FOSCA FIGURA DI CATILINA, MARCIA SU ROMA. MA

    LA CITTA’ NON TROVARA’ CICERONE A DIFENDERLA.

    RENZI E IL PD SONO TROPPO OCCUPATI A LENIRE LE FERITE

    E A LUSTRARE LA LORO VANITA’ SPORCATA.

    PEPPE LESO 22 06 2016

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