Beni patrimoniali: La Commissione boccia la gestione

Relazione della Commissione di Controllo e garanzia sulla Gestione dei Beni Patrimoniali: Bocciatura netta per il Comune Di Eboli.

Il Presidente Petrone boccia senza appello la gestione dei beni patrimoniali del Comune di Eboli. I motivi: Oltre alla carenza di personale la mancanza di un database. Sottostima dei contratti di fitto. Pessimo uso e mancanza di introiti adeguati dei beni concessi a privati. 90% dei contratti scaduti; 1.626.480.72 di mancate entrate alloggi immessi in possesso, questi sono solo alcuni esempi di una gestione superficiale e distratta che, produce milioni di euro di mancate entrate.

Antonio Petrone

Antonio Petrone

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – A rendere pubblica la relazione della Commissione comunale Controllo e garanzia sulla Gestione dei Beni @Patrimoniali del Comune Di Eboli, é stato proprio il Presidente il Consigliere comunale di ArticoloUno-MDP, Antonio Petrone, il quale l’ha resa nota e l’ha inviata ufficialmente: al Sindaco di Eboli Massimo Cariello; al Segretario Comunale Livia Lardo; al Presidente del Consiglio Comunale Fausto Vecchio; e a tutti i Consiglieri comunali.

Lardo-Fausto Vecchio-Cariello

Lardo-Fausto Vecchio-Cariello

«In qualità di Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, – scrive Antonio Petrone – all’indomani delle sedute svoltesi socondo l’art.15 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, illustro alle S.V. Ill.me quanto segue: La commissione da me presieduta svolge una funzione di controllo e rappresenta, contestualmente, organo di garanzia al Consiglio Comunale e ai singoli Consiglieri per l’effettivo esercizio delle proprie specifiche competenze indicate dallo Statuto e dai regolamentiRestano escluse dall’attività della commissione le forme di controllo già attribuite per legge ad organi diversi.

L’attività si è svolta in plurime sedute – scrive Petrone – ed è consistita nell’audizione dell’Assessore al Patrimonio Avv. Cosimo Pio Di Benedetto, del Responsabile dellUfficio Patrimonio Ing. Lucia Rossi e dell’Architetto Anita Cataldo. É stata data la possibilità a tutti i commissari di poter esporre liberamente il proprio contributo e sono stati acquisiti, sia su richiesta del sottoscritto che di alcuni commissari, numerosi documenti che sono parte integrante di questa relazione.

La realizzazione del lavoro proprio dell’indagine – aggiunge Petrone – ha risentito delle grandi difficoltà di ricevere, in tempo reale, gli elementi informativi richiesti, risultati spesso non esaurienti o pienamente rispondenti alle richieste formulate, nonostante i ripetuti solleciti diretti al dirigente e all’Assessore al Ramo. Il fine dell’indagine è quello di individuare se sussistono o meno nel Comune di Eboli delle condizioni di sana e corretta gestione del patrimonio non solo per il conseguimento di fini di interesse pubblico e sociale, ma anche per individuare le potenziali capacità di reddito degli immobili gestiti.

Comune di Eboli

Comune di Eboli

Gli Enti Locali – sottolinea Petrone – devono inventariare i beni del loro Demanio e patrimoniale, con specifica distinzione in relazione alla loro natura del bene: è infatti previsto l’obbligo annuale di aggiornamento degli inventari (LArt. 9 ex legge n. 537/1993 stabilisce l’obbligo di aggiornamento annuale, a decorrere dal 1 Gennaio 1994, dei canoni relativi agli immobili dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali, sulla base dei prezzi di mercato e, in ogni caso, in misura non inferiore all’equo canone)

La relazione viene suddivisa in 3 (tre) parti :

PARTE PRIMA

  • Da sempre il Patrimonio immobiliare pubblico è al centro dell’attenzione del mondo politico, delle istituzioni, degli operatori e dei cittadini.
  • Negli ultimi anni questa attenzione si è focalizzata sulla gestione dei beni patrimoniali.
  • La carenza di risorse che affligge la pubblica amministrazione trova nel patrimonio dell’Ente una valvola di sfogo attraverso la dismissione di quei beni che non partecipano al raggiungimento di scopi sociali e anzi, se dismessi, riducono spese di gestione e sono una notevole fonte di entrate per l’Ente.
  • Il Patrimonio immobiliare pubblico è vasto ed eterogeneo e, soprattutto, è nella disponibilità di una pluralità di soggetti pubblici.

Scopo di questo lavoro è quello di assicurare, nel rispetto della normativa vigente e dei regolamenti comunali, uniformità e attendibilità informativa dei dati tecnici, amministrativa e contabile necessari alla corretta gestione del patrimonio immobiliare, in uso all’Ente o a soggetti terzi.

Palasele eboli

Palasele eboli

La pubblicazione delle informazioni identificative degli immobili posseduti, nonché dei canoni di locazione o di affitto versati o percepiti garantisce trasparenza ai cittadini, presupposto fondamentale dell’azione amministrativa nonché manifestazione del principio IMPARZIALITA e buon andamento della Pubblica Amministrazione contenuto nell’art. 97 della Costituzione Italiana.

I cittadini, ovvero i beneficiari finali degli interventi adottati dalle pubbliche amministrazioni, rappresentano il cuore pulsante del sistema, il patrimonio immobiliare, infatti, non deve rappresentare per la collettività un bene statico di cui occuparsi esclusivamente con azioni di conservazione, ma deve essere un bene collettivo dinamico, un bene strategico per la gestione finanziaria che assicura il soddisfacimento dei bisogni della società.
Diventa dunque indispensabile che i cittadini siano coinvolti non in modo episodico, ma costantemente informati ed in grado di esprimere il loro punto di vista, disposti a collaborare in modo costruttivo per il perseguimento del bene pubblico.

PARTE SECONDA

La seconda parte della relazione è un approfondimento sullo stato dei beni patrimoniali del Comune di Eboli ed in particolare le determinazioni/ delibere e ordinanze riguardanti:

  1. Alloggi del Centro Storico (dove si registra un ammanco pari ad € 1.626.480.72 di somme che i privati ancora non hanno versato all’Ente nonostante l’immissione nel possesso dei beni);
  2. Strutture Comunali per uso sportivo sociale – culturale che continuano ad essere affidate direttamente ai privati, nonostante l’opera di MORALIZAZZIONE avviata dal Commissario Prefettizio; il 90% dei contratti di tali beni risulta scaduto e ciò nonostante nel vigente regolamento, l’art. 18, preveda che “i beni di cui trattasi, sono concessi dall’Amministrazione comunale mediante procedura di evidenzia pubblica, al fine di garantire la massima trasparenza e partecipazione”.
  3. Il Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano, acquisito di recente al patrimonio comunale e costruito con finanziamento POR CAMPANIA FESR 2007-2013 pari ad € 5.712.333,42. Con l’ ordinanza sindacale n. 335 del 14/12/2016 e le successive delibere di giunta comunale n. 21 del 01/02/2017 e la n. 94 del 27/03/2017 all’interno della struttura è stata allocata la Coop. privata Ises, in liquidazione coatta amministrativa. Si rileva che la Giunta Regionale con comunicazione al Comune di Eboli con protocollo n°19889 del 13/04/2017 precisa che il progetto ammesso a finanziamento riguardava la costruzione di un edificio per l’accoglienza socio-assistenziali (nei confronti dei ceti sociali emarginati, degli anziani auto sufficienti e non, dei minori, delle ragazze madri, dei giovani in difficoltà nelle strutture scolastiche, agli immigrati agli alcolisti, alle famiglie in disagio ed in particolare l’intervento rientrava in un programma di valorizzazione complessiva del Territorio comunale che aveva come obiettivo la valorizzazione dell’intera area a nord del centro storico di Eboli) e non con lo scopo di potenziare servizi socio-assistenziali- sanitari e di affidare a terzi la gestione del Centro PolifunzionaleSi rileva altresì un ulteriore comunicazione della Regione Campania acquisita al protocollo n° 27647 del 01/06/2017 di avvio procedura di revoca del finanziamento ex art.7 della legge 241/90 e ss.mm.ii, con conseguente richiesta di restituzione dell’intero importo liquidato a valere sul POR FESR 2007/2013.
  4. Concessione del servizio di sosta delle autovetture durante lo svolgimento degli eventi presso la struttura Palasele e lungo la fascia costiera (procedure adottate dal 2015 ad oggi, oggetto di numerose doglianze da parte del Cons. Damiano Cardiello). tra cui: 1) il bando di gara per la gestione della sosta in fascia costiera 2015 è stato affidato alla Eboli Multiservizi spa,società in liquidazione e poi fallita; 2) Il bando di gara 2016 oggetto di plurime anomalie con annessa indagine in corso da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione; 3) la sosta in Viale della Marina, adiacente al Campolongo Hospital, oggetto di numerose proroghe e all’attenzione della Procura della Repubblica di Salerno (come riportato dalla stampa locale); 4) la sosta durante i concerti al Palasele, che genera introiti pari ad € 5.000 per la prima serata ed € 1.000 per la seconda, a fronte di incassi per gli organizzatori pari ad € 250.000 in caso di tutto esaurito. In pratica l’Ente guadagna le sole spese di energia elettrica e piccola manutenzione, anziché sfruttare economicamente tali eventi; 5) la sosta nel centro cittadino, con la gara ad evidenza pubblica in corso del valore di € 4.600.000 per i prossimi cinque anni, che ad oggi non è stata assegnata e oggetto di alcune illegittimità secondo la lettera inviata all’attenzione dei consiglieri comunali a firma di una ditta del settore
  5. Concessioni demaniali rilasciate nellultimo biennio; A tutt’oggi la documentazione richiesta non è stata ancora consegnata..
  6. Centro Polisportivo Spartacus (struttura sita in loc. Santa Cecilia e oggetto di doglianze del Cons. Dr. Antonio Petrone, con numerosi abusi edilizi realizzati all’interno, convenzione con il privato scaduta da anni e le utenze idriche/elettriche intestate all’Ente). Il tutto viene rilevato dal sopralluogo effettuato in data 09/12/2013 su richiesta dell’allora responsabile del settore Patrimonio Ing. Giovanni Cannoniero, dalle deliberazioni di giunta n°326 del 23/07/2009, n°114 del 26/04/2012 e N. 304 DEL 13/11/2012. A tutt’oggi nessun provvedimento di abbattimento delle opere abusive è stato ADOTTATO, nessuna procedura di evidenza pubblica è stata bandita, nè tantomeno è stata predisposta la revoca dell’affidamento di gestione della struttura.
  7. Campo sportivo loc. Cioffi ex Ersac affidato al comitato di quartiere Borgo Cioffi con delibera di giunta n° 292 del 08/11/2012 (oggetto di abusi edilizi come si evince da numerosi articoli di stampa come quelli del 09/08/2016 e del 29/09/2016). Si rileva, inoltre che nessun provvedimento amministrativo afferente a questa tematica è stato oggetto di pubblicazione sull’albo pretorio comunale.
  8. Verifica delle utenze idriche/elettriche all’interno delle strutture citate; Ad oggi nessuna risposta è stata data alla commissione in merito a questo punto.
  9. Alloggi Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) del Comune di Eboli (su un totale di 211 affittuari si registrano n. 99 morosi, per una perdita d’incasso per l’Ente pari ad € 79.613.40 all’anno. Non si conoscono i dettagli circa l’inizio cronologico dei mancati pagamenti).
  10. Beni confiscati alla mafia ( gran parte dei quali non assegnati e di cui non si conosce l’attività odierna posta in essere all’interno). Inoltre anche in relazione a questa tematica si evince la mancata applicazione dell’Art.5 del regolamento per la gestione dei beni patrimoniali, i beni di cui trattasi sono concessi dall’Amministrazione comunale mediante manifestazione d’interesse e/o procedura di evidenzia pubblica, al fine di garantire la massima trasparenza e partecipazione.
Centro Sportivo Spartacus

Centro Sportivo Spartacus

Le riunioni aventi ad oggetto tali atti si sono svolte a partire dall’anno 2016 ed a seguito della richiesta prot. 6248 del 16/02/2016 e successivo sollecito prot. 7764 del 24/02/2016, a firma del Presidente della Commissione Dr. Petrone, l’Ing. Lucia Rossi, quale Dirigente del Settore Patrimonio dell’Ente ha dato riscontro con nota prot. 21514 del 20/05/2016:

  • a seguito di suddetta nota, sono rimasti inevasi numerosi punti della richiesta del 16/02/2016 e la Commissione ha ritenuto necessario approfondirli dando nuovamente mandato al Resp. del Settore Patrimonio che a tuttoggi non ha fornito le dovute indicazioni.

PARTE TERZA

Conclusioni
A seguito dell’approfondimento svolto con l’ausilio della documentazione acquisita e sentiti tutti i membri della commissione, si rassegnano le seguenti conclusioni. Il quadro emerso, in relazione alla gestione dei beni patrimoniali del Comune di Eboli (SA), presenta numerose criticità che, in alcuni casi, sfociano in illegittimità così come previste dal Regolamento sulla gestione dei beni patrimoniali approvato il 25 novembre 2014 con delibera del Commissario Prefettizio e tuttora vigente.

Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano Eboli

Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano Eboli

In particolare, si sottolinea il mancato rispetto dell’art. 18 bis che prevedeva l’assegnazione dei locali comunali previo espletamento di regolare gara ad evidenza pubblica, tesa a stabilire in maniera trasparente l’aggiudicazione. Infatti, come richiamato nel corpo della presente, sono fin troppi i casi di affidamento diretto di strutture pubbliche senza i dovuti controlli successivi sulla gestione degli stessi. Inoltre, come confermato dal Resp. Settore Patrimonio, per quanto concerne le utenze idriche ed elettriche si evidenzia l’assoluta anarchia delle intestazioni, con enormi esborsi a carico dei cittadini e non in capo ai privati che usufruiscono dei beni stessi.

Non si comprendono le motivazioni per l’assegnazione diretta del Centro Polifunzionale Spartacus in loc. Santa Cecilia dove, peraltro, la commissione ha potuto constatare: la mancanza di un regolare contratto di gestione; l’intestazione delle utenze idriche/elettriche a carico dell’Ente; l’installazione di opere edilizie abusive mai demolite dai privati; la distrazione della finalità sociali della struttura per l’organizzazione di feste ed eventi privati.

Un focus particolare, poi, è stato posto sull’affidamento del Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano. Richiamata la nota del 24/06/2017 a firma dei consiglieri Conte, Di Candia e Petrone del Gruppo ART.1 MDP si evidenzia la necessità di revocare tutti gli atti adottati, anche per bloccare il provvedimento di revoca del finanziamento che nella denegata ipotesi di cristallizzazione di tale procedura l’Ente andrà inevitabilmente in dissesto finanziario.

Le strutture sportive, infine, Palasele, Stadi comunali e PalaDirceu (la cui gara per l’affidamento è stata oggetto di opportuno approfondimento), infine, non consentono introiti tali da generare un aumento delle risorse comunali bensì, così come gestite, affidate e mantenute, sono un peso per i cittadini.

Gli alloggi comunali ERP e quelli siti nel centro storico, rappresentano lo specchio della gestione patrimoniale dell’Ente, con plurime situazioni di morosità e ingenti somme che aggravano il capitolo dei residui attivi del bilancio comunale.

La gestione della sosta delle autovetture sia nel centro cittadino che in fascia costiera, infine, è stata oggetto di numerose segnalazioni da parte della cittadinanza, a causa di mancata trasparenza per i servizi offerti.

Proposta.

Ora è chiaro che, soprattutto in momenti di crisi economica come quello che stiamo vivendo, se non sappiamo cosa possediamo e quanto vale quello che possediamo rischiamo di indirizzare le poche risorse disponibili verso immobili di scarso valore o, ancor peggio, svendere immobili di prestigio. E i diversi disposti di legge al riguardo non aiutano perché laddove il legislatore ha scritto valorizzazione ed alienazione del patrimonio pubblico spesso la pubblica amministrazione ha letto mera vendita,se non addirittura svendita immobiliare, con la conseguenza di un costante depauperamento del patrimonio pubblico.
La mancata coscienza del cosa e del quanto possediamo incide in modo negativo anche sulla possibile redditività del patrimonio posseduto.

Spesso immobili di pregio vengono utilizzati per fini non consoni, affittati a canoni irrisori e talvolta concessi in comodato d’uso gratuito anche per scopi non benefici. Talvolta l’ignoranza si mischia ad un uso volutamente clientelare del patrimonio pubblico che configura un danno erariale di spropositate dimensioni, ma di cui mancano i dati per un calcolo puntale. Emerge da quanto sopra evidenziato che è necessario ottenere dei risultati come: Banche dati aggiornate, altamente integrate e di facile fruizione;

Una procedura unica come la creazione di un database telematico aperto che permetta ai diversi settori del Comune di dialogare agevolmente tra loro (settore tecnico, contabile, legale e l’alta direzione della giunta comunale) che dovrebbero concorrere al corretto flusso dei dati al settore patrimonio.

L’altro grosso problema che affligge il nostro Ente è la carenza di organico dello staff patrimonio, aggravato ulteriormente dal fatto che spesso le unità impiegate sul patrimonio operano anche in altri settori. Quindi utilizzare un software integrato e una procedura standardizzata comporta un risparmio in termini di tempo e di energie disperse che può senz’altro sopperire, almeno in parte, alle situazioni di affaticamento del settore patrimonio.

Elenco beni confiscati alla mafia.

  • Atti afferenti la struttura Centro Polisportivo Spartacus.
  • Atti afferenti la struttura Centro Polifunzionale SS Cosma e Damiano.
  • Atti afferenti alla struttura sportiva paladirceu.

Eboli, 5 luglio 2017

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. simpatico Petrone. parla e parla ma non scrive mai a chi di dovere.

  2. CHI E’ IL TUO “FRATELLI FERRAJOLI”?

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