Presentazione a Paestum di “Oltre le Regioni” il libro dell’On. Federico Conte

Giovedi 30 luglio, ore 19.30, Lido Girasole, Laura di Paestum, Presentazione del libro “Oltre le Regioni” dell’On Federico Conte. 

Le Regioni e la Campania saranno al centro del dibattito e ne discuteranno con l’On. Federico Conte, il Sindaco di Capaccio-Paestum Alfieri, il Direttore del Parco Archeologico di Paestum Zughetrighel, la Vocca dell’Associazione Città del Sele, De Vita della Fondazione Mare Nostrum, coirdinati da Gnazzo.

Presentazione libro Federico Conte Paestum

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

PAESTUM – Giovedì 30 luglio 2020, alle ore 19.30, presso i Lido Girasole, in via Cristoforo Colombo in Località Laura di Paestum, si terrà la presentazione del libro “Oltre le Regioni” il caso Campania (Rogiosi editore) del deputato salernitano di Liberi e Uguali, Federico Conte.

All”incontro organizzato dalla Fondazione Mare Nostrum che ha ricevuto anche il Patrocinio del Comune di Capaccio-Paestum, parteciperanno e ne discuteranno, alla presenza anche dell’Autore, dopo l’introduzione del Sindaco di Capaccio-Paestum Franco Alfieri: Daniela Vocca Associazione Città del Sele; Gabriel Zughetrighel, Direttore del Parco Archeologico di Paestum; Angelica De Vita, Presidente Fondazione Mare Nostrum; Coordina gli interventi Mauro Gnazzo.

In questo libro l’On. Federico Conte analizza le cause storiche e politiche delle sue mancate funzioni che la Costituzione e il legislatore conferiva alle Regioni come soggetto intermedio che avessero il compito di governare insieme allo Stato centrale, ivi comprendendo tutte le connessioni intermedie, territoriali e sociali. Funzioni mancate che sono la prova, insieme a tantissime altre valutazioni, che non hanno retto alla prova della globalizzazione e delle continue emergenze, non ultima quella del Covid 19, dimostrando per questo come il regionalismo all’Italiana non sia un agente operativo della democrazia, bensì un suo limite. Per questo Conte  nel suo libro ipotizza e propone la trasformazione delle regioni in enti in cui l’autonomia non sia uno status ma una funzione.

Sono trascorsi 50 anni da quando sono state istituite le Regioni. La risposta sulle prime fu straordinaria, riconoscendo in questo Ente intermedio ma propaggine dello Stato, un ruolo intermedio tra la programnazione nazionale e i suoi effetti in tutte le regioni del Paese. Fu un primo passo di una riforma agile che riconosceva nella diversità dei territori la loro legittima aspirazione a programmarne il proprio futuro, tuttavia nel corso del tempo e non completando il quadro delle riforme, calzandola alla nostra Costituzione, che avrebbero dovuto modernizzare il Paese e snellire le macchine amministrative centrali e periferiche, ben presto con l’insorgere delle richieste di autonomia da parte, prima della Lombardia e successivamente del Veneto, dell’Emilia Romagna e del Friuli Venezia Giulia, è venuto progressiamente a mancare  lo spirito inziale del legislatore finendo per pesare anche sui rapporti e sulle politiche tra lo Stato e le Regioni stesse.

Rapporti che aggiunti alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, che pur di governare e a tutti i costi, ha lasciato per anni che queste regioni alimentassero i loro esasperati egoismi e interessi, e di qui ora ci ritroviamo un Paese a due velocità, ma che con le loro continue incursioni nei bilanci dello Stato hanno prodotto una vera e propria rapina ai danni del mezzogiorno di 3mila miliardi l’anno, praticamente per 50 anni, pari alla somma che l’UE ha destinato per l’Italia dal Recovery Fund, se poi aggiungiamo le varie incursioni delle piccole Banche del Nord che, con il silenzio di un Parlamento progressivamente nordizzato, si sono mangiate le Banche del Sud (Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Banca di Bari) controllando il credito e differenziando tra il Nord e il Sud il costo del danaro, per noi da 2 a 4 punti in più.

Cosa poi è accaduto e sta accadendo? È cronaca politica, siamo prigionieri di una Destra ignorante, un sovranismo-populistico pericoloso e corrotto che è nelle mani e lavora per le Lobbyes americane che vogliono capottare l’Europa, i paesi democratici che hanno fondato l’Europa e mirano a distruggere il Papa e la chiesa cattolica. E la Meloni che fa? Prende i soldo da costoro?

Paestum, 27 luglio 2020

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