28°giorno di luglio. Cronache dal mare sporco di Eboli-Battipaglia

Acqua torbida, chiazze galleggianti, schiuma persistente e sfalcio d’erba: Ecco gli incredienti del Mare Nostrum del litorale tra Eboli e Battipaglia.

E tra un divieto di balneazione sulle spiagge alla foce del Tusciano, la persistente minaccia dell’Idrovora del Lago, circa 60mila bufale che fanno milioni di litri di pipí, lo Yacht spiaggiato con nei serbatoi migliaia di litri di carburante che da un momento all’altro potrebbero riversarsi in mare causando un disastro ecologico, non c’è scampo. 

Idrovora-Yacht spiaggiato-Zerenca

POLITICAdeMENTE

BATTIPAGLIA / EBOLI – Acqua torbida, chiazze galleggianti, schiuma persistente e sfalcio d’erba: Ecco gli incredienti del Mare Nostrum lungo il litorale di Eboli e Battipaglia. Questa è la cronaca dal mare, il report spietato del 28° giorno di luglio di questa estate lunghissima e caldissima. E tra un divieto di balneazione sul litorale spiaggioso alla foce del Tusciano, la persistente minaccia dell’Idrovora in località Lago, e uno Yacht spiaggiato e abbandonato laddove ormai i bagnanti si vanno a fare i selfie ignari del pericolo che rappresenta avendo nei suoi serbatoi migliaia di litri di carburante che da un momento all’altro potrebbero riversarsi in mare causando un disastro ecologico, al momento annunciato, rimasto un annuncio destinato ad essere non “spiaggiato” ma “insabbiato” e dimenticato, nel mentre si gioca una battaglia burocratica con annesso rimbalzo di responsabilità tra Comune, Guardia Costiera, Arpac, Noe e chi ne ha più ne metta, le cose peggiorano.

E come fosse poco, a tutti i problemi che ci sono c’è anche lo stronzo che con una moto d’acqua sfreccia saltellando pericolosamente sulle creste delle onde a meno di 50 metri dalla riva, tra le urla di qualche bagnante che gli grida: Accir’t‘. No, noi non vorremmo che questi si deve uccidere, ma pretenderemmo che qualcuno controllasse, che lo fermasse, che gli sequestrasse la moto acquatica, che lo denunciasse e che fosse punito esemplarmente e che fossero puniti e denunciati anche quei gestori che affittano quei mezzi, per non aver saputo sorvegliare (Culpa in vigilando).

Idrovora Località Lago

Ma chi li dovrebbe fare sti controlli? E questo è il problema.

Li dovrebbero fare quella combinazione di Forze dell’Ordine che a vario titolo sono deputate  alla vigilanza e alla sicurezza dei cittadini, le famose “Interforze“, quelle che spesso vengono invocate dai vari Sindaci che si rivolgono al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza presieduto dal Prefetto di Salerno Francesco Russo e che raramente e sporadicamente vengono attivate, lasciando nel più totale abbandono l’intero litorale ivi compreso la Pineta, ormai ricettacolo di immondizia, impenetrabile e rifugio di ogni illegalità che vanno dalla prostituzione allo spaccio. Campa cavallo….. che mo arriva il “Controllo interdebolezza“.

Purtroppo, si dirà questo è quello che passa il “convento”, se per “Convento” si intende la classe politica e gli amministratori delle Città di Eboli e Battipaglia, ma anche degli enti sovracomunali. Un “Convento” che da anni sogna che la litoranea dovrebbe essere come la Riviera Romagnola: Non sia mai diciamo noi; Vorremmo aspirare a qualcosa di meglio e proprio da poche ore è rimbalzata la notizia per quelle aree del divieto di balneazione. Noi ci auguriamo che dal famoso “Masterplan Litorale Salerno Sud“, che va da Salerno a Castellabate quel meglio arrivi e al più presto, ma non seguendo quella regola grammaticale latina che viene ricordata nella filastrocca: “Spero, Promitto e Iuro, vanno con l’infinito futuro“. Per dire che sperare, promettere e giurare per quanto enunciazioni si riferiscono sempre a qualcosa legata al futuro di la da venire.

Intanto un proverbio che rende molto bene il concetto di quel che verrà, delle speranze, delle promesse e dei giuramenti recita: Chi di speranza vive disperato muore. Di qui la rabbia che si centuplica pensando all’indifferenea e alla superficialità che da anni accomuna il nostro mare quasi sempre impraticabile e le colpevoli distrazioni di chi invece dovrebbe sorvegliare perché quello schifo non avvenga, e purtroppo noi dobbiamo farci il bagno nella merda. Non ci resta che chiedere il risarcimento dei danni ai gestori dei Lidi che frequentiamo se su dieci giorni solo un paio di volte ci si può bagnare, e non è detto che il mare limpido non possa avere presenza di colibatteri.

Massimo Zerenga Balneatore

E se i bagnanti sono incazzati, i turisti per come è combinata la Pineta non ci provano nemmeno a fermarsi, vanno oltre, e li scopriamo che anche i gestori dei lidi sono incazzati, alcuni anche per via della direttiva europea Bolkestein, vorrebbero chiudere e mettere in vendita il Lido, ma chi se lo compra se si devono poi rifare i bandi di assegnazione? Tra l’altro, per quel che denunciano, l’80% in meno degli effettivi incassi, si danno da soli la zappa sui piedi. Abbiamo scoperto anche che uno di loro nel Luglio 2019 presentò una Denuncia-Querela con una dettagliata sequenza di fatti, circostanze e prove che ritenevano verosimilmente colpevoli le Idrovore del Lago e di foce Sele, riscontrando che le alghe e le mucillagini presenti sul litorale fossero le stesse che si trovavano in quei due impianti. Ebbene, non si sa quali indagini furono condotte e se furono prelevate e analizzate le alghe in quei siti e confrontate con quelle presenti sulle spiagge e nel mare, fatto sta che nel marzo del 2021 allo stesso titolare denunciante fu notificato l’avviso di chiusura delle indagini e una richiesta di archiviazione da parte del GIP. E vaiiii. e che ti aspetti, figuriamoci se anche in questa torrida estate si possa pensare di fare qualche indagine e prelevare lungo i canali e nelle Idrovore del materiale presente analizzarlo e analizzare quelli che infestono tutta la costa. Ma che scherziamo, sarebbe lesa maestà nei confronti delle centinaia di Aziende Agricole che producono 4^, 5^, 6^ gamma,  prima che arrivano a 10 saremo tutti passati a miglior vita e quelli che resteranno si faranno il bagno nel mar morto. Quelli che restano poi non dovranno nemmeno accennare a una protesta, altrimenti si incazzerano gli oltre 150 allevatori e le loro oltre 60mila bufale della Piana, preoccupati per i possibili danni alla filiera dell’Oro bianco, poi non importa se queste in una giornata fanno circa 3milioni di litri di pipí. A differenza degli esseri umani le bufale sono risparmiose, non tirano l’acqua, infatti mediamente una persona in una giornata fa la pipí da 4 a 6 volte al giorno e una quantità media di 1 litro e mezzo al giorno consumando in aggiunta 50 litri di acqua degli sciacquoni. Tutta pipí che i circa 150mila abitanti della Piana indirizzano nelle fogne. Immaginiamo la differenza. E dove va a finire quella delle bufale? Nelle “fogne” bufaline?

Yacht Mensh II insabbiato a Campolongo

A questo se si aggiunge lo Yacht Mensh II che in una notte degli inizi di dicembre con a bordo un equipaggio di 5 persone e un mare grosso e tempestoso al largo di Punta Licosa nel Comune di Castellabate con un serbatoio stracolmo di gasolio (4500 litri), si avvia e si avventura in mare aperto e subito chiede l’SOS, e proprio per le condizioni del mare non viene possibile rimorchiarlo e poi, evidentemente lasciato alla deriva è giunto sulla spiaggia di Campolongo. Un maligno, ma di quelli con i contro baffi, ha impotizzato che quello Yacht ha preso il mare proprio quella sera per essere inabbissato, di qui il mega pieno di carico di carburante, per farlo affondare meglio ed evitare così alla proprietà di smaltirlo risparmiando un bel po’ di soldini. Ma ovviamente quel maligno si sbaglia, noi non gli crediamo, comunque ha sollecitato un bel po’ di domande, che pure vanno fatte: chi ha ingaggiato l’equipaggio? Perché ha affrontato quel mare quella sera? Dove era diretta la MENSH II? Come mai dopo aver lanciato l’allarme, come si legge nell’Ordinanza del Sindaco di Eboli Mario Conte, a 8 miglia marine da Ogliastro, invece di dirigersi ad Agropoli si è trovata a Campolongo? Forse non rispondevano i comandi o forse non rispondevano nemmeno prima? Quella Barca destinata ad escursioni turistiche era funzionante o presentava già carenze meccaniche? Era in condizione di affrontare il mare? Il maligno si sbagliava ma involontariamente ha stimolato degli interrogativi. Ma interrogativi a parte dove è andata a incastrarsi? Sul litorale di Campolongo, a creare altri problemi e ora quel relitto, forse già è una bomba ecologica, nel momento in cui quel carburante che ormai insieme ad acqua di mare (11mila litri circa sempre come si racconta nell’Ordinanza sindacale) ha invaso i locali motore e da un momento all’altro potrebbero riversarsi in mare. Insomma come per le Idrovore, le Aziende Agricole e i problemi che generano, gli allevamenti Bufalini o Bovini, la vicenda del Mensh II, sono la conferma che questa è terra di nessuno. E noi aspettiamo che prima o poi in un rigurgito di responsabilità gli enti preposti ai controlli li facciano e anziché attendere di chi sono le competenze per rimuovere il relitto, ci vorrebbe una bella indagine della Procura della Repubblica ma senza poi giungere all’archiviazione.

Ordinanza Sindaco di Eboli- Rimozione MENSH II spiaggiata a Campolongo

Eboli, 1 agosto 2022

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