Un Sindaco “Tardo-culturale” che dimentica il passaggio di Garibaldi da Eboli

Il 6 settembre del 1860 Garibaldi passò per Eboli e soggiorno ospite della Famiglia La Francesca.

Probabilmente per il Sindaco Melchionda anche il passaggio di Garibaldi sarebbe una operazione tardo-culturale.

 

Lapide a Garibaldi

EBOLI – Non passa occasione perché l’Amministrazione non possa farsi criticare, per la sua gestione amministrativa talvoltà opprimente con iniziative portate avanti anche contro i cittadini, o è distratta rispetto a determinati avvenimenti: come il caso che SEL mette in evidenza, indipendentemente dal giudizio storico-politico che si può dare rispetto a quell’impresa, il passaggio di Giuseppe Garibaldi ad Eboli che avveniva il 6 settembre del 1860; o una Laurea Honoris causa del Politecnico di Milano, conferita ad un suo cittadino.

POLITICAdeMENTE in quell’occasione propose un articolo dal titolo “6 settembre 1860: Garibaldi a Eboli e il dibattito Nord/Sud”, avviando per altro anche un dibattito su quel periodo storico, sulle sue implicazioni e sulla “questione meridionale” e pubblicando interventi di Ernesto Galli Della Loggia, Giuseppe Galasso, Mario Onesti accompagnati da riflessioni dello scrivente, che di quel periodo e di tutto quello che ne è conseguito è molto ma molto critico, e da spunti di discussioni interessantissimi dettati dai Post dei lettori che hanno partecipato ai Forum.

SEL prende spunto da questa ricorrenza per mettere in evidenza lo scarso interesse che l’Amministrazione Comunale e il Sindaco Martino Melchionda ripone nella cultura in generale e in questo caso della storia che “passa per Eboli”.

………  …  ……….

Comunicato stampa

Un Sindaco “tardo-culturale”

  • Dopo aver sbeffeggiato la cultura e la storia ebolitana, definendo “L’EMBRICE” un non luogo;
  • dopo aver cancellato dal “Bollettino del Comune” la pagina della cultura, perché non “interessa agli ebolitani”;
  • dopo aver consentito lo scempio di angoli straordinari del Centro Antico (andate a vedere la scalinata della “Madonna delle tre Corone” o la stupenda scalinata di “Vico Pozzo II “);
  • dopo aver messo in vendita anche il palazzo “Paladino-Varriale”;
  • dopo aver cancellato il dibattito culturale nella città;
  • dopo aver definito “tardo-culturale” la battaglia per la tutela dei Monti di Eboli, aggrediti da uno “strano” intervento privato sul terreno energetico, per il quale i cittadini e le aziende ebolitane non avranno alcun vantaggio;

il Sindaco cancella dalla memoria degli ebolitani anche eventi e momenti che nella vicenda nostra hanno avuto grande risalto e che, non a caso, i nostri genitori hanno voluto rendere indelebili nella mente delle generazioni future scolpendone nella pietra il ricordo:

la mattina del 6 settembre 1860 (150 anni fa) entrò ad Eboli, alla testa delle sue “camice rosse”, GIUSEPPE GARIBALDI, nella sua risalita della penisola per realizzare l’impresa della riunificazione dell’Italia!

Palazzo La Francesca e lapide a garibaldi

Raccontano le “cronache” che Garibaldi entrasse da “porta Santa Caterina”, percorresse l’intero attuale Corso Garibaldi, per trovare ospitalità con l’intero sua stato maggiore nel palazzo La Francesca.

Fu un momento importantissimo per la nostra città; non a caso si racconta che l’intera cittadinanza fosse accorsa per salutare quel personaggio, al punto che lo stesso Garibaldi sentì la necessità di affacciarsi al balcone della casa dei “La Francesca” per parlare alla gente che gremiva la strada.

Fiorirono gli aneddoti e le leggende su quell’evento; qualcuna la ricordava e la raccontava ancora la generazione dei nostri padri, come quella del capraio che si infuriò con Garibaldi e tentò di assalirlo, perché col suo cavallo aveva spaventato e fatto disperdere il gregge.

Era questo il sintomo di come quella giornata aveva segnato fortemente la vita della nostra città.

Altrove, dove pure Garibaldi si fermò durante la sua impresa, la Ricorrenza dei 150 anni è stata occasione per iniziative, convegni, ricostruzione storica, per dare spazio e voce a storici locali appassionati dei propri luoghi natii, al di là del giudizio e della valutazione sulle conseguenze di quell’impresa.

Ad Eboli no!

Ad Eboli neanche un comunicato per ricordare quella data, neanche un momento di riflessione, di dibattito, di ricostruzione.

Probabilmente per il Sindaco Melchionda anche questa sarebbe stata una operazione tardo-culturale.

Ma il nostro dubbio è ben più feroce: a noi sembra che per Melchionda tutto ciò che è cultura è tempo perso; meglio parlare dei grandi “business”: quello sulle terre dell’Orientale, quello sulla strada di collegamento fra il nuovo svincolo dell’autostrada e la provinciale per il mare o quello sulla megacentrale fotovoltaica sui monti di Eboli.      

Sinistra Ecologia e Liberta
Circolo “La Sinistra” – Eboli 

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