Consuntivo non approvato entro il 30 aprile, tensioni interne e assenze politiche pesanti: tra scadenze del PNRR, Piano Urbanistico, ritardi, crepe interne, politiche poco chiare, interrogativi sul futuro di una Città “sospesa”, Eboli rischia di perdere un’occasione storica preda di un immobilismo imperante.

di Massimo Del Mese e Marco Naponiello per POLITICADEMENTE
EBOLI – La mancata approvazione del Bilancio Consuntivo entro il 30 aprile segna un passaggio critico per il Comune di Eboli, certificando non solo un ritardo tecnico-amministrativo ma soprattutto una difficoltà politica sempre più evidente. Dopo un bilancio preventivo già approvato oltre i termini prorogati, il nuovo slittamento apre ora la strada all’intervento del Prefetto, che con ogni probabilità concederà ulteriori venti giorni, come previsto dal Testo Unico degli Enti Locali.
Ma il punto non è soltanto procedurale. Il dato politico è ben più rilevante: la maggioranza che sostiene il sindaco Mario Conte appare attraversata da tensioni profonde. I cosiddetti “mal di pancia” interni non sono più fisiologici, bensì strutturali. Le recenti dimissioni dell’assessore all’Ambiente Mariana Ingenito, dopo appena quaranta giorni, rappresentano un segnale chiaro di instabilità. A ciò si aggiunge l’insofferenza crescente verso la figura dell’assessore ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, Salvatore Marisei, percepito da più parti come eccessivamente centrale negli equilibri amministrativi.
Sul fondo resta il peso politico della famiglia Conte, con il riferimento storico a Carmelo Conte, figura che continua a rappresentare un punto di riferimento nella filiera decisionale locale. Tuttavia, proprio questa continuità sembra oggi entrare in contraddizione con una fase che richiederebbe invece slancio, visione e coesione.
Nel frattempo, la città resta ferma su dossier cruciali. Il Piano Urbanistico Comunale – erede del vecchio PRG e avviato durante l’amministrazione dell’allora Sindaco Massimo Cariello – è ancora alla fase preliminare, bloccato da anni senza una chiara prospettiva di approvazione. Un ritardo che pesa enormemente sullo sviluppo territoriale e sugli investimenti.
Il quadro si complica ulteriormente se si guarda alle opportunità offerte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con la scadenza fissata al 31 dicembre 2026, le risorse rappresentano un’occasione irripetibile per rilanciare infrastrutture, servizi e qualità della vita. Tuttavia, senza una macchina amministrativa efficiente e senza una direzione politica chiara, il rischio concreto è quello di non riuscire a intercettare o, peggio, di non saper spendere efficacemente questi fondi. Per non dimenticare gli scontri con i dirigenti di via Ripa 49, che a quanto pare non hanno un buon rapporto con chi governa la città.
A questo si aggiunge una percezione diffusa tra i cittadini: quella di una distanza crescente tra le risorse dichiarate e i risultati visibili sul territorio. Politiche sociali, sicurezza, sviluppo economico e sanità, con l’incertezza sul futuro dell’Ospedale, restano nodi irrisolti.
Anche sul piano simbolico emergono segnali di discontinuità: la mancata celebrazione del Primo Maggio da parte dell’amministrazione, in un contesto storicamente legato alla cultura riformista e socialista, ha suscitato perplessità e interrogativi.
Nel frattempo, il Consiglio comunale – luogo principe del confronto democratico – si riunisce con scarsa frequenza, indebolendo ulteriormente il rapporto tra istituzioni e cittadini.
Lo scenario politico, in vista delle prossime scadenze elettorali, è in pieno fermento. Le opposizioni si organizzano e affilano le armi, mentre all’interno della maggioranza iniziano a emergere dinamiche centrifughe. Resta da capire se l’attuale coalizione sarà in grado di ricompattarsi attorno alla figura del sindaco Conte o se si apriranno nuove traiettorie politiche.
La vera domanda, però, resta una sola: quale futuro per Eboli? Qual è il disegno di città?
Perché senza una visione condivisa, senza strumenti urbanistici aggiornati e senza una gestione efficace delle risorse, il rischio è quello di trovarsi davanti all’ennesima occasione mancata. E questa volta, con il PNRR, potrebbe essere l’ultima davvero decisiva. Viene quasi da dire: cosa si inventeranno alla scadenza della consiliatura per convincere il corpo elettorale ad un nuovo mandato? Parafrasando Lucio Battisti: “Lo scopriremo solo vivendo”!
Eboli, 4 maggio 2026






