Tratto dal Romanzo di Giuseppe Festa e prodotto da Enzo Porcelli, il film “L’Estate dell’Orsa Maggiore”, diretto da Andrea D’Ambrosio, trionfa al Campidoglio e vince la 66^edizione de il “Globo d’oro verde” come miglior documentario.

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ROMA / SALERNO – L’ Estate dell’Orsa Maggiore film prodotto da Enzo Porcelli e diretto da Andrea D’Ambrosio trionfa nella serata della 66esima edizione dei “globi d’oro” al Campidoglio e ha vinto il “Globo Verde“, il prestigioso premio della Stampa Estera ai talenti cinetelevisivi italiani. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Festa che ha scritto e montato il film. Ambientato in Abruzzo racconta il mondo dell’Orso marsicano e del lavoro enorme dei guardiaparco. Un Film-documentario che con lo sguardo tipico che D’Ambrosio riserva al Sud Italia e ai sui temi ambientali/sociali, racconta storie legate al territorio e alle persone che lo abitano, e come nei i suoi lavori precedenti: Biùtiful cauntri; Campania burning; Il sentiero dei lupi; si concentra sulla comunità, sul paesaggio, su chi lo abita e soprattutto sul rapporto uomo-ambiente. La voce narrante è quella dello straordinario attore e regista Sergio Castellitto. Il film andrà in onda in Rai documentari dopo l’estate.
“L’estate dell’orsa maggiore” di Andrea D’Ambrosio, regista e sceneggiatore salernitano, diplomato alla NUCT di Roma è un documentario che segue la vita di una comunità di pastori e allevatori sull’Appennino durante l’estate. L'”Orsa Maggiore” è un riferimento sia alla costellazione che fa da guida ai pastori di notte, sia a una figura femminile una donna anziana che è centrale nel racconto e che rappresenta la memoria e la resistenza di quel mondo.
D’Ambrosio ha costruito il film come un ritratto corale, e tra pascoli, transumanze e notti sotto le stelle, emergono i temi a lui cari: Il territorio e l’ambiente; il rapporto tra uomo, animali e montagna che inesorabilmente sta cambiando; La
Memoria, attraverso le storie degli anziani che tramandano mestieri e leggende; Il Futuro e i giovani che decidono se restare e alimentare storie racconti e tradizioni o andarsene e interrompere quel ciclo virtuoso trasformando uno stile di vita in un ricordo.
In quelle narrazioni non ci sono attori, i protagonisti sono le persone reali della comunità: pastori, una famiglia di allevatori e soprattutto la star è la “donna-orso” che dà il titolo al film, custode di saperi antichi.

«L’estate dell’Orsa Maggiore ha vinto il Globo d’oro verde 2026, uno dei premi più importanti del cinema italiano. – Ha commentato emozionato sul suo profilo social il regista salernitano Andrea D’Ambrosio – Assegnato dalla stampa estera. Grazie a Giuseppe Festa per averlo scritto, montato e co prodotto e al suo romanzo fantastico. A Enzo Porcelli per averlo prodotto. A Diana Biscaioli. A Giulio Pietromarchi per averlo fotografato. A Fabio Sorrentino. A Sergio Castellitto per aver dato la sua voce. A Rai Documentari e a Luigi Del Plavignano. Ma soprattutto a tutti i missionari del Parco d’Abruzzo. Ai guardiaparco e al mondo meraviglioso dell’orso marsicano. Essere qui con Paolo Sorrentino e Marco Bellocchio mi riempie di orgoglio. Grazie a tutti». – e di seguito passa ai ringraziamenti – Voglio ringraziare tutti quelli che mi stanno scrivendo. È stato davvero emozionante dopo un lavoro lungo e faticoso. Lo vedrete presto in TV. È stata una giornata carica di ansia e di emozione. C’erano tanti giornalisti soprattutto stranieri, ho parlato con grandi maestri come Marco Bellocchio, felice che mia figlia è stata lì a guardarmi mentre ritiravo il premio. L’ ho dedicato a lei. E a mia madre e mio padre e alla loro vita carica di sacrifici. Questo mestiere è difficile. Oggi molto. Ma stupendo. Mi sono ritrovato a bere un bicchiere di vino con Stefano Bollani. Abbiamo parlato come se ci conoscessimo da anni. Questo film è un incanto. Perché è come me. Aspro ma capace di guardare la vita come un orso. Grazie a tutti davvero».
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Roma / Salerno, 7 luglio 2026






