Lettera aperta dell’Assessore all’Ambiente Magliano contro il Nucleare

Magliano: “Il nucleare è una forma di energia inadeguata per il nostro territorio!!!

Dura presa di posizione dell’Assessore contro il Nucleare e la costruzione di una Centrale a Foce Sele. Ma allora perché non ha proposto un Piano Energetico alternativo nel Comune di Eboli?

Carmine Magliano

EBOLI – L’Assessore all’Ambiente del Comune di Eboli, Carmine Magliano, a seguito delle voci sempre più insistenti, che hanno generato un forte dibattito, circa la costruzione di una Centrale Nucleare nel territorio di Eboli e più precisamente alla Foce del Fiume Sele, ha sentito il bisogno di esprimere il suo più vibrato NO a questa ipotesi affidando la sua posizione politica ad una “Lettera aperta“, dal titolo: “Il nucleare una forma di energia inadeguata per il nostro territorio!!!“.

Il NO senza equivoci dell’Assessore Magliano evidentemente rappresenta la posizione ufficiale dell‘Amministrazione comunale, confermando le dichiarazioni del Sindaco Martino Melchionda, che nei giorni scorsi, aveva affidato alla stampa manifestando nettamente la sua contrarietà a tale ipotesi.

Magliano, per supportare la sua posizione politica, ha sentito la necessità di richiamarsi ad uno studio del 2008, che indica nel nucleare una serie di terribili conseguenze, che aimè  o ainoi, lo abbiamo già constatato con i vari disastri riconducibili a centrali nucleari, non ultimo quello di Fukushima in Giappone e senza andare molto lontano nel tempo quello di Chernobyl.

L’Assessore ritiene che il nucleare è una forma di energia, inadeguata per il nostro territorio. Io ritengo che è una fonte di energia inadeguata e basta. Le Ragioni, è inutile reiterarle, semmai aggiungendo che è una forma di energia che non da nessuna garanzia di sicurezza, ai voglia a dire, come spesso fanno gli ammaliatori per giustificare la scelta nuclearista, che si farà ricorso a Centrali di “ultima generazione“. Se si intende per ultima generazione quelle che sono state progettate e realizzate per ultimo può anche andare, se invece si volesse dare una sorta di rassicurazione attribuendo “all’Ultima generazione” una patente di sicurezza, allora è una grossa Bufala. Il Nucleare è pericoloso e basta, e i  Giapponesi lo stanno vivendo sulla loro pelle.

L’Assessore nella sua disquisizione si fa anche promotore dell’energia da idrogeno ritenendo ora per allora che “una volta trovata la tecnologia adatta” sarà un’energia pulita. Così si diceva anche del Nucleare. Nella sua “Lectio”, Magliano, pur riconoscendo che le fonti energetiche esauribili come il Petrolio e specie il Carbone sono le più fruibili, finalmente, bontà sua è costretto a ripiegare su quelle così dette alternative: cioè del vento, del sole, e ci aggiungerei dell’Acqua.

Sebbene tra i denti è costretto ad ammettere che le fonti alternative sono non l’unica, ma una strada praticabile, perché non ha proposto un piano energetico alternativo nel Comune di Eboli? Perchè non ha provveduto effettuando degli studi appropriati, ad individuare i siti in maniera razionale, e promuovere iniziative tese alla produzione di energia alternativa nel nostro territorio e perchè si è fatto “aggredire” dal Mega Impianto Fotovoltaico? (a proposito, la famosa ICI che il Comune avrebbe dovuto riscuotere, è saltata, perché per effetto della Finanziaria è stata abolita).

A questo punto non si è più in condizione di scegliere, si è obbligati a ricorrere all’energia del Sole  e quella del Vento e nel mentre l’Assessore o chi per lui pensa, sono in corso i lavori del Mega impianto Fotovoltaico sui Monti di Eboli. Si dirà: ma non è la fonte a cui bisogna rivolgersi per il futuro?  Ebbene si, ma è il caso di dire, che il troppo storpia, tenuto conto della vastità e della concentrazione dell’impianto, nonché della sua allocazione. Si dirà pure, ma cosa pretendete, la botte piena e la moglie ubriaca? e perché no.

Ma poiché la “moglie”, intesa come proprietà del suolo e del relativo impianto, non è nostra, così come non lo è nemmeno la “botte”, cioé il beneficio derivante da quell’impianto, sarà il caso di fare chiarezza e di cercare soluzioni che investano nostra moglie e una nostra botte? Di sicuro c’è, indipendentemente da quello che fino ad ora si sia fatto, che questa presa di coscienza, e questa nuova posizione politica, ci obbliga ad attendere anche proposte concrete e conseguenziali, attraverso una programmazione attendibile che non escluda il ricorso sistematico ma non invasivo al Fotovoltaico, ma anche ad altre fonti rinnovabili.

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Lettera aperta dell’Assessore all’Ambiente Carmine Magliano

Il nucleare una forma di energia inadeguata per il nostro territorio!!!

Una recente indagine del 2008, sugli effetti delle centrali nucleari sulla salute,  realizzata dall’Ente governativo tedesco per il controllo radioattivo, ha sottolineato una relazione diretta con un aumentato rischio di sviluppare tumori, soprattutto nei bambini con età inferiore ai 5 anni, nei quali è stata evidenziata un’incidenza maggiore di essere colpiti da leucemia: infatti è stato osservato che i bambini che vivono entro 5 km dai reattori sono soggetti ad un incremento del 75% del rischio di contrarre una leucemia rispetto ai coetanei che vivono almeno a più di 50 km di distanza; tale incremento si riduce al 25% tra i bambini distanti dai 5 ai 10 km dai reattori, al 10% tra il 10 ed 30 km, allo 0,5% tra 30 e 50 km.

Nel 2010 gli scienziati tedeschi Ralf Kusmierz, Kristina Voigt e Hagen Scherb, del Centro Tedesco di Ricerca per la Salute Ambientale, hanno pubblicato uno studio preliminare che si focalizza in particolare sulle radiazioni ionizzanti e sulla possibilità che inducano disparità nelle percentuali di nascita di maschi e femmine nelle vicinanze di impianti nucleari.

“La disparità nella nascita di maschi e femmine è aumentata a livello globale dopo i test di esplosioni atomiche nell’atmosfera, ed in Europa dopo il disastro di Chernobyl; c’è un aumento di tumori infantili nelle vicinanze delle centrali nucleari; la disparità nella nascita di maschi e femmine aumenta nei pressi di impianti nucleari in un modo che potrebbe essere associato al rilascio di radiazioni durante le operazioni di routine di tali impianti”, rilevando poi la necessità di ulteriori studi al riguardo.

ALTERNATIVE

Attualmente nel mondo si consuma complessivamente l’equivalente di 170 milioni di barili di petrolio al giorno, ovvero 10 miliardi di tonnellate all’anno. La tonnellata equivalente di petrolio (o tep) è l’energia termica sviluppata dalla combustione completa di una tonnellata di petrolio ed equivale a 7,5 barili di quel prodotto.Il petrolio disponibile come fonte energetica è il più scarso (con i consumi attuali ve ne sarà ancora per 40 anni), mentre il più abbondante è il carbone e per questo motivo si è pensato che sarebbe opportuno estrarre l’idrogeno da questa fonte usando una tecnologia che consenta la sistemazione dell’anidride carbonica prodotta dall’operazione in luoghi dove non entri in contatto con l’atmosfera.

Per questo scopo si potrebbero utilizzare grossi serbatoi sotterranei, come giacimenti petroliferi o di metano esausto, in modo che questi gas non possano risalire in superficie. Frattanto la scienza è impegnata nella ricerca di un metodo economicamente vantaggioso per produrre idrogeno per elettrolisi dell’acqua sfruttando le fonti di energia pulita: idroelettrica, eolica e solare. Una volta trovata la tecnologia adatta anche l’idrogeno sarà una fonte di energia pulita. Le risorse energetiche del nostro pianeta, come abbiamo visto, si possono dividere in due categorie:

  1. quelle limitate che provengono dall’interno della Terra (combustibili fossili, uranio e calore).
  2. quelle abbondanti e immutabili nel tempo ma molto diluite e di difficile conversione in forme utili all’uomo, che hanno origine nel Sole.

Le tecnologie per l’utilizzazione delle energie alternative soprattutto l’eolica e la fotovoltaica si stanno sviluppando lentamente e gradualmente in diversi Paesi del mondo ma non in Italia, che pure sarebbe una Nazione avvantaggiata geograficamente.

Bisogna riconoscere che al momento nessuna delle energie alternative è in grado di fornire energia a costi competitivi con quella ottenibile dai combustibili fossili; però se si tenesse conto dei danni procurati alla salute umana e all’ambiente da queste fonti di energia, i costi sarebbero molto più elevati e a quel punto diventerebbe economico il ricorso ai generatori eolici e alle celle fotovoltaiche il cui utilizzo potrebbe definitivamente decollare.

Per tali considerazioni di ordine territoriale e di rispetto per la salute dei cittadini, l’amministrazione comunale di Eboli dice NO all’ipotesi di una centrale nucleare ipotizzata dal Governo Berlusconi da collocarsi alla foce del Fiume Sele.

Si Invita il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro e il Presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli ad opporsi a questa scelta, che risulterebbe devastante per il nostro territorio in particolare per l’agricoltura il turismo e  le future generazioni.

Per tali ragioni Giovedì 24 marzo 2011 ore 16 nella Sala consiliare del Comune di Eboli congiuntamente con il Presidente del Parco Riserva Sele Tanagro arch. Domenico Nicoletti, invitano la cittadinanza, i rappresentanti politici e i sindaci dei Comuni che fanno parte della riserva a partecipare all’assemblea per  dire  NO a questa scelta.

Eboli, 21 marzo 2011

Assessore Ambiente Comune di Eboli

Ing. Carmine Magliano

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