L’ITALIA SOTTO RICATTO DI BOSSI

La Lista dei ministeri di Bossi: Lavoro a Milano, Semplificazione, Riforme ed Economia a Monza.

Bossi da Pontida potrebbe essere tentato di prendere le distanze e smarcarsi dall’alleato scomodo Berlusconi.

Pontida Luca Zaia Roberto Calderoli Umberto Bossi Roberto Maroni

ROMA – E’ allarme democratico. L’Italia è in pericolo. Il Paese è sotto ricatto di Bossi, che ormai da qualche giorno sta pigiando il piede sull’acceleratore, per prendere le distanze dal suo alleato-prigioniero Silvio Berlusconi, ed ecco che la spara grossa: quattro ministeri al Nord e subito, indicando anche la Lista e i luoghi dove saranno ospitati.

La lista: Lavoro a Milano, Semplificazione, Riforme ed Economia a Monza, e Silvio Berlusconi preso dai suoi problemi e dalla paura dei magistrati sarebbe capace di concedergli tutto, come tutto gli ha dato fino ad ora. Berlusconi ha concesso così tanto a Umberto Bossi e i suoi, che gli elettori tradizionalmente legati alla Lega Nord, li hanno visti così legati al potere, e così compromessi, che non hanno fatto nessuna differenza tra Bossi, Calderoli, Maroni, Borghezio e via discorrendo, rispetto a quei politici che hanno sempre contestato, e verso quella Roma Ladrona, che ormai è così lontana che delusi, e alle ultime elezioni non li hanno più votati.

La Lega Nord questo partito di piazza e di Governo, da Bar e da stanza dei bottoni, da Bonarda e da champagne, che predica bene e razzola male, che a piccoli passi sta dando spallate dopo spallate all’Italia Repubblicana, che nemmeno loro sanno più cosa vogliono se non il potere e potere.

Bossi ormai va per proclami, per annunciazioni, e così ha lanciato al Cavaliere un vero e proprio ultimatum, il pathos  ormai ha preso la scena politica indicando in Pontida, quel polmone che darà  o toglierà l’ossigeno al Governo Berlusconi.

Pontida

Umberto Bossi fa salire la tensione in visto del raduno del Carroccio a Pontida. Da Pontida la Lega, dopo aver fatto scempio delle casse dello Stato, bivaccando nel clientelismo ed allevando i propri amministratori di corruzione e di connivenze varie, non escludendo quelle delle varie cosche dei calabresi e dei Casalesi, chiederà il decentramento e chiederà quattro ministeri per il Nord: quello del Lavoro a Milano e quelli della Semplificazione, delle Riforme e dell’Economia a Monza. Bossi ha detto che il posto già c’è ed è grande. Per i ministeri il Sindaco di Monza Marco Mariani, avrebbe messo a disposizione la Villa Reale.

Pare che per Villa Reale siano stati stanziati 27 milioni di Euro. Per la Certosa di Padula nemmeno il becco di un quattrino, tanto si sa: con i soldi dei fessi (gli italiani) si fa gli sciampagnoni.

Le parole di Bossi hanno messo in subbuglio il mondo politico, anche quello che gravita intorno al Premier, e subito c’è stato chi come  Angelino Alfano interpretando il Berlusconi-pensiero ha subito precisato che era nell’agenda del Governo il decentramento di alcuni Ministeri e che quelli che andranno al Nord saranno solo sedi di rappresentanza. Allora se si tratta di rappresentanza a che servono per far trastullare i ministri leghisti buttare altri soldi? Lega spendacciona. Lega “ladrona“.

Intanto la “febbre” politica si è alzata anche nel Pdl, facendo salire la preoccupazione per la tenuta della maggioranza. Renata Polverini e Gianni Alemanno sono tentati da manovre indipendentiste rispetto ad un PDL ormai prono a Bossi e ai suoi.

Ormai non ci resta che attendere le parole di Bossi da Pontida, anche se ormai ha già parlato. Quindi ormai sappiamo cosa vuole, adesso aspettiamo solo di sapere come, e se veramente lo vuole. Quello di Umberto Bossi potrebbe essere anche un tentativo per prendere le distanze dal Governo e smarcarsi di un alleato come Silvio Berlusconi, ormai scomodo ed in caduta libera. Il leader del Carroccio non vuole farsi portare a picco e quindi cerca l’impossibile, per riconquistare quell’elettorato che ormai ha perso e rifarsi un “imene” politico per voltare pagina e navigare in mari più tranquilli.

Dopo i proclami annunciati di Pontida, toccherà a Silvio Berlusconi elaborare una sintesi da presentare al Parlamento in vista della verifica della maggioranza, già prevista per la prossima settimana. Una sintesi che dovrà tendere all’impossibile: a tenere a bada le pressioni dei leghisti;  alla necessità di rilanciare l’immagine e la popolarità del governo; ad imbrigliare un Giulio Tremonti che lo insidia;  a tenere banco al pressing dei processi che continuano ad andare avanti e che gli fanno perdere la lucidità.

Rispetto a tutte queste complicazioni, il pensiero breve di Berlusconi, è quello di cedere tutto alla Lega di Bossi, ed in una botta sola si “vende” l’Italia e si “svende” i Ministeri, l’importante è restare al timone.

Che pena. L’Italia è in pericolo. E’ sotto ricatto di Bossi.

Roma, 19 giugno 2011

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Calderoliil padre del “porcellum” si racconta in una intervista a cuore aperto:
    “Finite le riforme torno a Bergamo e apro un ristorante”.Calderoli Roberto , già odontoiatra a Bergamo , quindi fine costituzionalista
    Tra fatterelli personali problemi di salute,”l’ansia delle riforme”,lo storico senatore leghista si racconta.
    Forse,non si capacita del fatto che se avesse seguito le sue ambizioni avrebbe fatto il ristoratore anziché le porcate che ha fatto da “politico”. Oggi nessuno si accorgerebbe del fallimento di uno pseudo ristoratore improvvisato.
    Ma non c’èra anche Veltroni che voleva andare in Africa?
    Questo ce lo ritroviamo consigliere regionale ‘selezionato’ per nuovo seggio nel nuovo fiammante Senato.
    Per finire,dopo essere stato il padre del porcellum, e attore protagonista di tutti i governi, le porcate e le leggi ad personam del banana, viene qui a farci questa intervista strappalacrime che dovrebbe riabilitarlo agli occhi dell’opinione pubblica.
    Io non mi dimentico invece, mai che questo losco figuro definito da qualcuno ,con una boutade, “il totti delle riforme”, era è e rimarrà solo un razzista, omofobo, e xenofobo, che ha urlato per anni Roma ladrona, bevendo acqua del dio po dalla magica ampolla, per poi stanziarsi da un ventennio proprio a Roma dove ha “banchettato” insieme ai suoi compari di partito.
    Se qualche solerte magistrato volesse aprire un inchiesta sulle “bravate” penalmente rilevanti che ha appena confessato questo soggetto, farebbe cosa gradita.

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