I riformisti: Rotondo fa il gallo sull’immondizia. Eboli è messa male

I contiani: “Noi siamo con i cittadini, loro con i grumi di interesse. Se Rotondo è lo specchio e il volto della maggioranza, Eboli è messa male”.

I riformisti si dicono disponibili a votare tutto per salvare Eboli dal fallimento e rispondere ai rilievi della Corte dei Conti, ma subito dopo chiedono che Melchionda, per evitare altri danni, ne prenda atto e si dimetta.

Salvatore Marisei

EBOLI -Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota che segue dei Consiglieri Comunali dei Riformisti Salvatore Marisei, Antonio Petrone e Armando Cicalese, nella quale rispondono e a muso duro al Capogruppo del Partito Democratico Vincenzo Rotondo. Rotondo ha dichiarato alla stampa “Sono dei naufraghi al di fuori del PD – riferendosi ai Consiglieri Marisei, Petrone, Cicalese e Carmine Campagna che in un altro intervento avevano accusato l’Amministrazione di aver dilapidato risorse e creato un buco da 30 milioni di euro – Sono dei naufraghi fuori dal PD. E’ più naufrago è il loro mentore, un vecchio arnese di una vecchia politica che non c’è più”. – Rotondo poi ha aggiunto riguardo al dissesto di 30 milioni di debiti fuori bilancio – “Ammesso che tutte le accuse fossero vere, non credono di avere delle responsabilità?

Hanno la soluzione per tutto – ha detto Rotondo dalle colonne del quotidiano “La Città” a proposito della MultiserviziMa non riescono a convincere gli elettori di essere i depositari della verità. – Rotondo poi a proposito di PRG e terreni edificatori ha aggiunto – “… che faccia tosta, la maestrina e i suoi scagnozzi, quante marachelle, per fortuna non potranno più farne ai danni di una Città che li vuole semplicemente dimenticare. I Riformisti credono di essere stati artefici di una storia che non riconosce loro alcun ruolo. Sono fermi alle degenerazioni politiche della Prima Repubblica, e non si sono accorti che è passato pure la seconda e ci si avvia alle terza, che li manderà nel dimenticatoio”.

Dichiarazioni dure quelle di Rotondo alle quali a stretto giro i Riformisti reagiscono altrettanto duramente:

“La battaglia condotta per impedire che Eboli venga travolta dalla crisi e dal malgoverno e il Comune diventi trasparente turba il sonno dei pochi che hanno le mani in pasta, sanno di essere ladri di voti popolari e di non essere la maggioranza del Paese. – scrivono Marisei, Petrone e Cicalese – Noi siamo con i cittadini, loro con i grumi di interessi.

Vincenzo Rotondo

Tal Vincenzo Rotondo, – e vanno giù duri i riformisti – noto nel suo ambiente di lavoro per la gestione delle pensioni di invalidità e nel sottobosco della politica per il continuo vagare di qua e di là in cerca di fortuna, che la mattina della presentazione delle liste fu rifiutato da Massimo Cariello e trovò ricovero nella lista del Pd (la sua elezione è illegittima), che per mesi ha dipinto Martino Melchionda con epiteti rispetto ai quali le critiche dei riformisti sono fiori, da qualche tempo, soddisfatto per avere risolto qualche problema che lo assillava, ha cambiato padrone: fa il gallo sull’immondizia di un Comune dissestato e in profonda crisi, negando i fatti.

Lo commiseriamo perché sappiamo che lui è solo il ferro vecchio di un maniscalco ottocentesco, navigatore di sette chiese, che di ora in ora sta perdendo la maschera protettiva per apparire quello che è: un arnese senza età, un prototipo di ciò che fa male a Eboli e bene a se stesso.

Se Rotondo è lo specchio e il volto della maggioranza, – aggiungono – crediamo che non ci sia altro commento da fare: Eboli è messa male.

Il nostro Quaderno, che illustreremo in un apposito convegno, solleva problemi veri e di interesse generale che i navigatori sotto traccia vogliono confondere con polemiche astratte per non dare risposte, nascondere per nascondersi e continuare a navigare.

Noi continueremo la nostra politica dei fatti e della proposta. – proseguono i riformisti – Sentiamo che il consenso intorno a noi cresce, le nostre critiche all’Amministrazione Comunale sono tra le più benevoli che si sussurrano in privato. E’ un brutto segno per il maniscalco e i suoi aiutanti, che farebbero bene a convocare il Consiglio Comunale per porre un qualche rimedio al malfatto e dimettersi prima che la gente li cacci in malo modo.

Noi abbiamo avuto la sventura di avere fatto qualche breve tratto di strada insieme a costoro, ma dopo averli conosciuti da vicino ci siamo allontanati e ne siamo contenti anche se ci dispiace per Eboli.

Tuttavia – concludono la nota Marisei, Petrone e Cicalese – siamo pronti a votare tutti gli atti necessari per salvare Eboli dal fallimento e ottemperare alle decisioni della Corte e dei Conti, confidando che un minuto dopo Melchionda si dimetta e non faccia altri danni alla Comunità, alla quale chiediamo scusa per avere concorso ad eleggerlo Sindaco, non lo meritava ma non avevamo, da un punto di vista politico, molte scelte“.

Eboli, 6 marzo 2012

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