Sequestro di S. Lucia. Parla Pontecorvo: l’investimento, il sequesto, i progetti futuri

Fra qualche giorno il Tribunale del Riesame si pronuncerà. Pontecorvo: la Magistratura continui con serenità il proprio lavoro, può fare chiarezza.

50milioni di euro di investimenti bloccati, circa 50 posti di lavori persi, l’indotto in crisi: queste le cifre del sequestro. E Pontecorvo alla domanda “lo rifarebbe” dichiara: “Sicuramente si, perché riteniamo sia tutto in regola e per esserne ancora più convinti abbiamo chiesto il parere urbanistico ad emineti professioniti”.

Marco Pontecorvo

BATTIPAGLIA – Marco è il giovane rampollo della Famiglia Pontecorvo, successore nella guida dell’Azienda, ma sempre con lo sguardo attento e vigile del fondatore Giueseppe (Pino), nonostante sia giovane vanta un ottimo curriculum nell’Associazione degli Industriali, tanto da essumere la Presidenza del Gruppo Giovani di Confindustria Salerno, che egli stesso ha definito “Una esperienza bella ed esaltante che mi lascerà ricordi indimenticabili per il resto della mia vita”. esperienza che termina lasciando il posto al suo successore Gennaro Lodato.

Sebbene abbia passato il testimone, partecipa attivamente alla vita del sodalizio industriale, intrattenedo ottimi rapporti con l’ex presidente Agostino Gallozzi e con il nuovo Mauro Maccauro, oltre ad avere altrettanto buone relazioni con Luca Cordero di Montezemolo.

La Beta Cavi è l’Azienda storica di famiglia, fondata nel 1975 e Marco Pontecorvo se ne occupa sin dal 1997, oggi è il Direttore Generale. E da “Patron” si è creato una squadra di persone, suoi stretti collaboratori, cuore dell’Azienda, e grazie al Team, nonostante la fortissima crisi del settore e quella economica che sta attraversando il Paese, ha fatto si che la Beta Cavi continuasse ad affermarsi sul mercato nazionale come leader nella produzione di Cavi per impianti di sicurezza.

Maccauro-Gallozzi-Pontecorvo

Ma la Famiglia Pontecorvo intende anche diversificare i suoi investimenti e lo fa con una sua Società la Slam “Santa Lucia Abitazioni Meridionali”, con la quale sta realizzando, nel quartiere Santa Lucia di Battipaglia due complessi residenziali: Parco Primavera e Parco S. Lucia per un totale di oltre 300 appartamenti e 2000 mq di locali commerciali, progetto e investimento che è sotto i riflettori e che la magistratura ne ha disposto un parziale sequestro ed ha inviato diversi avvisi di Garanzia, tra i quali oltre al titolare della concessione e al progettista, Giuseppe Pontecorvo e Bruno Di Cunzolo; ai tecnici del Comune Attilio Busillo, Gaetano Oliva, Maria Gabriella Camera e Michelangelo Guardigni; aggiungendo da pochi giorni Antonio Pastore, titolare della impresa realizzatrice dei due Parchi.

Ed è proprio in relazione a quei progetti, quei Parchi e a quel sequestro che ne vogliamo parlare con i protagonisti: la Famiglia Pontecorvo e a rispondere alle nostre domande è Marco Pontecorvo. Ne parliamo con lui consapevoli che si è avvicinata la data in cui il Tribunale del Riesame dovrebbe pronunciarsi e perché sono stati convocati due Consigli Comunali, che dovrebbero discutere e approvare il Piano Urbanistico Comunale, il quale indipendentemente dagli indirizzi, metterebbe fine ad una serie di interpetrazioni di un Piano Regolatore Generale datato 1972.

Pontecorvo, vogliamo parlare del progetto, dei Parchi, del sequestro?
Certo, con piacere.
Come siete pervenuti in proprietà dei terreni e del Permesso a Costruire?
Riguardo al Parco Primavera, abbiamo acquistato terreno e Concessione nel 2006 dalla Sig.ra Mirabella, e successivamente l’abbiamo volturata. Il Parco Santa Lucia invece lo abbiamo acquistato dall’IACP Futura, insieme alla Concessione, nel 2008.
Vuole farci un excursus di tutta la vicenda?
Ci sono state una serie di Varianti: Sul primo lotto nessuna variante significativa; sul secondo lotto invece, varianti conseguenti alla richiesta da parte del Comune per l’abbattimento dei Casoni, motivato per la salvaguardia della incolumità pubblica. Era il periodo del Commissario Prefettizio, subito dopo l’Amministrazione Barlotti, in quell’area vi erano stati diversi incidenti stradali.
Ve lo chiese il Commissario?
Il Commissario Prefettizio ci convocò e ci chiese di intervenire per eliminare il pericolo ricorrente di incidenti stradali, di abbatterli e di realizzare una rotatoria.
Fu un incontro tecnico?
Nella Variante ci chiesero anche di cambiare la destinazione di alcuni appartamenti in locali da adibire ad uso privato commerciale. Vi furono diverse necessità, la seconda era quella di utilizzare diverse altezze. La Concessione prevedeva il recupero dei Casoni ad uso abitativo per appartamenti di prestigio, conseguentemente, il Casone all’incrocio doveva essere abbattuto, l’altro recuperato con la realizzazione nei piani bassi di locali commerciali e come si è detto di appartamenti di prestigio.
Questa operazione comportava qualche problema?
A seguito di quell’intervento, il volume del Casone abbattuto andava a compensare altri volumi rispetto ai locali commerciali, ma senza alterazione dei volumi generali.
Parliamo dell’investimento.
Gli appartamenti in costruzione sono 180, 115 del Parco Primavera. Un centinaio sono stati venduti, in proporzione corrispondono a circa il 65% del realizzato sul primo Parco e la restante cifra sul secondo.
Quali sono i percorsi?
Dopo il pronunciamento del Tribunale del Riesame, premesso che la Magistratura continui con serenità il proprio lavoro, convocheremo una riunione con tutti gli aquirenti, li aggiorneremo sugli eventi, ma l’incontro è utile anche per fare il punto della situazione.
L’investimento della sua famiglia nell’operazione a quanto ammonta?
L’operazione è da misurare intorno ai 50milioni di euro, naturalmente coperti da mutui adeguati all’investimento e che coinvolge diversi Istituti di credito.
Questo l’impegno strettamente economico, per il resto invece riguardo all’indotto e possibili ripercussioni derivanti dal fermo dei lavori a seguito del sequestro?
E’ evidente che le ricadute sono a catena, riguardo ai fornitori, alle varie imprese impegnate in cantiere alle maestranze. Abbiamo dovuto licenziare 10 operai e hanno perso il lavoro anche una quarantina di operai a vario titolo impegnate nell’indotto.
I lavori allo stato sono in uno stato avanzato, anche se hanno subito un fermo?
Quello da finire è il Parco Santa Lucia siamo al 65%, quota percentuale rispondente ai 13 fabbricati, ma 7 dei 13 sono stati ultimati al 90%.
In questa vicenda e specie dopo la fase del sequestro ha avuto rapporti con l’Amministrazione, nel senso di aver o essere stati contattati dall’Amministrazione o dal Sindaco?
Non abbiamo avuto nessun contatto ne con l’Amministrazione ne con il Sindaco.
Certo che Battipaglia in questi 40 anni ha subito, dal punto di vista urbanistico, molte interpetrazioni.
Sulle zone C2, lottizzazioni obbligatorie o non, significherebbe che 3/4 di Serroni dovrebbe essere rivista?
Insoma una Battipaglia abusiva.
Non dico questo, ma ritengo che la Magistratura può fare chiarezza, sperando lo faccia in tempi brevissimi.
Sulla scorta di questa esperienza, Lei un’altra operazione a Battipaglia la farebbe?
Sicuramente si, perché riteniamo sia tutto in regola, d’altra parte un’azienda non può permettersi di avviare qualsiasi tipo di investimento se non è suffragato da un robusto quadro di legalità e confacente alle leggi vigenti.
Nella fattispecie cosa significa?
Significa che le politiche aziendali, prevedono una diversificazione delle attività e degli investimenti, in quel quadro abbiamo individuato nel settore della edilizia il nostro interesse, ma adottando i criteri che si rifanno all’industria, cioè grandi volumi, piccoli utili, grandi vantaggi, riuscendo ad offrire un prodotto di qualità aprezzi vantaggiosi. Abbiamo in corso un’operazione di grande valore, che prevede la realizzazione di appartamenti da destinare a giovani coppie, a portata di operai, impiegati e professinisti. Edilizia libera a prezzi convenienti e sostenibili, con un costo per appartamento che oscilla dagli 80 ai 120mila euro. Si capirà che questi prezzi sono ben diversi da quelli correnti.
Fra qualche giorno il Tribunale del Riesame si pronuncerà ha qualche timore?
Ripeto sono fiducioso nel lavoro della Magistratura, ma ancor prima di aspettare un giudizio ci siamo azionati noi stessi per avere il massimo conforto e uno specchio di pareri tecnico-urbanistici di diverse personalità oltre il Prof. Francesco Forte che ci assiste quale tecnico di parte.
In che modo?
Abbiamo chiesto lo stesso parere: al Prof. Paride Caputi del Dipartimento di Urbanistica della Federico II° di Napoli; al prof. Tito Manlio dell’Università di Aversa; dell’Architetto Mario Trifone di Eboli; dell’Ing. Landi e Fasano di Baronissi e Salerno. A questi professionisti seri e competenti abbiamo ci siamo rivolti per avere il massimo supporto, ed essere confortati nelle nostre convinzioni, per i percorsi intrapresi.

Battipaglia, 23 aprile 2012

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