Siopero Generale del 22 giugno: Migliaia di lavoratori a Roma in Piazza anche da Salerno

Siopero Generale: Migliaia di lavoratori in Piazza a Roma anche da Salerno, Napoli e la Campania, e a Milano bloccati Bus, Merpolitane e Servisi.

Anche Salerno, Napoli, Caserta, Avellino e Benevento, con i lavoratori pubblici e privati, insieme a delegazioni di precari, disoccupati, studenti ed immigrati, hanno partecipato alla manifestazione di Roma per lo SCIOPERO GENRALE.

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ROMA – 20.000 in piazza a Roma, altrettanti a Milano, per le due manifestazioni centrali dello sciopero generale di 24 ore, proclamato oggi da USB, CUB, Cib-Unicobas, Snater, USI, SI-Cobas e Or.S.A., in tutto il settore pubblico e nelle aziende private. Altre iniziative di mobilitazione si sono svolte in Sicilia ed in Sardegna.

Positivo il risultato dello sciopero, indetto contro le politiche economiche e sociali del governo Monti. Bloccati i trasporti urbani che, in base ai primi dati, vedono a Roma il 75% di astensione in ATAC ed il 50% al Cotral, con la metro A ferma e la B fortemente rallentata. Nella capitale asili nido chiusi al 80% e ripercussioni anche in altri servizi pubblici. A Milano sono chiuse tutte le linee della metropolitana e fermi autobus e tram.

FERMIAMOLI”, campeggia la scritta sullo striscione di apertura delle due manifestazioni. In testa a quella di Milano, una delegazione dell’Emilia Romagna, esclusa dallo sciopero a causa del sisma. Molte le fabbriche in corteo, fra cui la Fiat Mirafiori e la Fomas di Lecco; presente lo spezzone dei migranti Basiano, recentemente caricati dalle forze di polizia mentre manifestavano per i propri diritti.

Anche da Salerno, così come da tutta la campania, Napoli, Caserta, Avellino e Benevento, lavoratori in sciopero, del lavoro pubblico e privato, insieme a delegazioni di precari e disoccupati, studenti ed immigrati, hanno partecipato alla manifestazione di Roma per lo SCIOPERO GENRALE, l’unico sciopero, l’unica lotta vera contro il più grande attacco ai diritti del lavoro, del welfare e della democrazia in questo paese dal giorno della costituzione della Repubblica italiana.

E’ un attacco intenso e frenetico che in pochi mesi continua a dissolvere gli ultimi baluardi di difesa che con tanta fatica, sudore e sangue, il movimento dei lavoratori in Italia aveva conquistato negli anni ’50, ’60 e ’70. La forbice tra l’1% dei ricchi e il 99% del popolo aumenta drammaticamente: usano lo spauracchio mediatico del default delle nazioni che il gota finanziario e monetario, con disprezzo chiama PIIGS; usano parole come lo SPREAD per intendere devastazioni di contagio degni delle menzogne virali come la febbre l’avaria e la febbre suina.

La speculazione finanziaria globale guida l’attacco contro sovranità politica ed economica dei popoli europei come il profitto per le multinazionali del farmaco guidano l’assalto alle risorse degli stati strangolandoli nel ricatto del brevetto venduto a peso d’oro anche per quelle medicine salvavita che funzionano.

Gli effetti collaterali sono povertà, miseria, una devastazione sociale che negli annunci del Governo Monti sono stati una premessa: “ci hanno chiamati per varare misure impopolari”; gli storici narreranno delle lacrime di un ministro bocconiano di nome Fornero.

Mai un Governo aveva chiesto la fiducia per fare leggi impopolari, mai un Governo aveva avuto così tanto consenso parlamentare. Mai un Governo aveva avuto tanta copertura politica e sindacale nel nostro paese; mai s’erano visti effetti collaterali come gli esodati o l’innalzamento del’età pensionabile che chiude ogni speanza a giovani disoccupati che aumentano come aumenta la precarietà e la crisi sociale ed economica dell’intero paese.

Ma prorpio in questo paese c’è chi dice NO, nonostante la censura preventiva e la complice connivenza di organizzazioni che nonostante continuino a sostenere di avere la base elettorale e sindacale proprio nei più “tartassati”, nonostante fanno “mediaticamente” forte opposizione al Governo Monti, fuori e dentro il parlamento, hanno accuratamente omesso (in qualche timido caso fino a poche ore dallo sciopero) ogni opera di adesione e sostegno allo SCIOPERO GENERALE.

No possiamo nè vogliamo fermarci quindi la lotta continua: nel paese, nelle regioni, nelle province, nelle città, in ogni posto di lavoro.

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ROMA – 22 GIUGNO 2012 – SCIPERO GENERALE

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Roma, 23 giugno 2012

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