Rifiuti speciali in zona Asi di Battipaglia: Tutti zitti

La Sele Ambiente chiede l’ampliamento dell’impianto alla regione: Obiezioni solo dal Comune.

Amatucci: «Noi abbiamo fatto richiesta che l’autorizzazione debba passare per la valutazione d’impatto ambientale». Intanto l’Arpac verifica l’azienda e il corretto funzionamento del sistema di abbattimento degli odori.

Antonio Amatucci

di Oreste Vassalluzzo
Caposervizio Roma (Cronaca Salerno)

BATTIPAGLIA –  L’Arpac non risponde alle richieste del Comune di Battipaglia dei controlli in zona industriale per la verifica del cattivo odore che proviene da quella zona. A far scattare l’allarme le continue richieste di intervento da parte dei cittadini residenti della zona di Taverna, via Rosa Iemma e di Sant’Anna. Il caso è scoppiato questa estate con le proteste che hanno indotto l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Santomauro ad avviare meticolosi controlli sugli impianti presenti nella zona industriale. E di aziende che gestiscono i rifiuti ce ne sono ben tre.

Lo Stir gestito dalla società provinciale Ecoambiente, la Nappi Sud e la società Sele Ambiente. Quest’ultima è l’unica azienda battipagliese a trattare anche la parte umida dei rifiuti solidi urbani. E mentre l’Arpac non risponde al Comune, i tecnici dell’agenzia regionale hanno effettuato, nei giorni scorsi, un controllo proprio nell’impianto della Sele Ambiente in località Fratelli Galardi in piena zona industriale. Gli ispettori Arpac, il primo ottobre scorso, hanno effettuato un accesso all’impianto della Sele Ambiente srl per la verifica del trattamento dei rifiuti. «Presso l’impianto – recita il verbale dell’Arpac -, è stato effettuato un sopralluogo nell’area di stoccaggio e trattamento rifiuti. Sul piazzale di stoccaggio scoperto sono presenti rifiuti selezionati e divisi per tipologia, oltre a rifiuti in ingresso in attesa di selezione. Il sistema di abbattimento odori risultava in funzione».

Fin qui la relazione dei tecnici Arpac che escluderebbe un uso improprio dell’impianto e la provenienza da quella zona del cattivo odore avvertito in diverse zone della città di Battipaglia. Ma il Comune, con l’intervento del delegato all’ambiente Antonio Amatucci, ha bloccato il tentativo di ampliare l’impianto Sele Ambiente al trattamento dei rifiuti speciali. Una richiesta giunta in Regione qualche mese fa e che è sembrata passare inosservata da parte di politici e associazioni ambientaliste.

Per saperne di più abbiamo contattato telefonicamente il delegato all’ambiente. «Abbiamo avuto conoscenza di questa richiesta in Regione – afferma Amatucci -. E’ stato pubblicato sul sito della Regione Campania. Noi come Comune, nei tempi previsti, ci siamo attivati chiedendo che l’eventuale autorizzazione debba essere assoggettata alla valutazione d’impatto ambientale. Una richiesta che va nel senso di verificare l’eventuale impatto ambientale, appunto, sul nostro territorio vista la presenza di altri impianti per il trattamento dei rifiuti».

Questa estate per una richiesta analoga da parte della società Metalsedi Distagneria, ci fu una vera e propria levata di scudi da parte dell’opposizione in consiglio comunale e delle associazioni ambientaliste. Ma per la richiesta della Sele Ambiente nulla di tutto ciò. «Non ci risulta che ci siano state proteste né altre osservazioni inviate alla Regione – afferma Amatucci -. Anche se la pubblicazione sul sito della Regione è voluta proprio per consentire ai cittadini e a tutti gli interessati di presentare osservazioni e obiezioni».

Un tacere rispetto ai problemi ambientali nella cittadina della Piana del Sele che sta comprendendo anche il problema, venuto fuori dopo la denuncia del presidente provinciale dell’Unione di Centro Vincenzo Inverso, dei cattivi odori che inondano parte della città e che provengono dalla zona industriale. Dopo l’annuncio dei controlli, attenti, voluti dal sindaco Giovanni Santomauro, il Comune non è ancora venuto a capo della questione. Non si è capita la natura e la provenienza dei cattivi odori. Anche le verifiche effettuate dai vigili urbani e dall’ufficio Ambiente non hanno risolto l’arcano. E intanto le associazioni ambientaliste, Legambiente ad esempio, non ha speso una parola rispetto a questo problema e alle lamentele dei cittadini.

Battipaglia, 7 ottobre 2012

1 commento su questo articoloLascia un commento
  1. Se l’Avv. Amatucci ha dovuto rivolgersi alla Regione per avere notizie del progetto di ampliamento della Sele Impianti, gli uffici comunali ne avevano conoscenza già dal 20 luglio scorso, quando l’azienda (e non il Comune) ha comunicato di aver presentato istanza di Valutazione di Impatto Ambientale con nota prot. 54551.
    Noi di Etica per il Buon Governo ne eravamo a conoscenza, come pure qualche consigliere di maggioranza, e anche l’ufficio ambiente del Comune si era prontamente attivato con nota 61721 del 28 agosto.
    Perciò non abbiamo ritenuto di intervenire pubblicamente, mantenendo comunque alta l’attenzione sul succedersi degli eventi, affinché fosse tutelata la salute dei cittadini (questo sì, è compito del Comune).
    Purtroppo a Battipaglia scontiamo la mancanza di un Assessore all’Ambiente, figura in grado di rapportarsi costantemente con il territorio, con i cittadini e con gli uffici comunali.

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