Bonus ristrutturazioni, il Governo ci prova

Bonus ristrutturazioni. Lo ha annunciato ieri il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi alla Camera.

Lupi: verso proroga fino al 31 dicembre. Possibili sconti fiscali anche per elementi di arredo. Iva, pressing del Pdl: decreto a giugno.

Maurizio-Lupi

Maurizio-Lupi

di Roberto Petrini

ROMABonus energia e ristrutturazioni entrano nei piani del governo. L’esecutivo, come ha annunciato ieri il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi alla Camera, ha allo studio la possibilità di prorogare “almeno fino al 31 dicembre” le misure di defiscalizzazione per le ristrutturazioni e il bonus energia del 50-55 per cento in scadenza a fine giugno. Lupi ha anche ipotizzato che gli sconti fiscali siano estesi, per famiglie e giovani coppie, ad elementi di arredo, a partire dalle cucine.

Nel frattempo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il decreto che rinvia di 3 mesi il pagamento dell’acconto Imu in attesa della riforma e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, e che ora viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Non è escluso, secondo fonti dell’esecutivo, che per velocizzare l’iter ed evitare stravolgimenti del provvedimento, il decreto sia inserito come emendamento nel salda-debiti. Anche il fronte di quest’ultimo provvedimento è in evoluzione: il presidente della Cassa depositi e prestiti Franco Bassanini ha infatti ipotizzato, per rendere più rapidi i tempi di erogazione fino ad una cifra di 90 miliardi, un intervento del suo istituto previa una garanzia dello Stato sui debiti una volta certificati e acquisiti dal sistema bancario.

Si scalda intanto la questione-Iva, mentre anche la Tares-rifiuti reclama una soluzione perché, in assenza di una riforma definitiva, in Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il modello per il versamento di luglio che tuttavia, per la parte dello 0,30 relativa ai “servizi indivisibili“, è già stato rinviato a dicembre.

Sulla necessità di sterilizzare l’Iva, si alza il tono del pressing del centrodestra guidato dallo stesso Silvio Berlusconi che chiede un provvedimento ai primi di giugno e addirittura annuncia l’arrivo di un “decreto shock per l’economia”. Il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta ieri è tornato sull’argomento invocando lui pure “un decreto subito” per bloccare l’aumento previsto dal governo Monti per il primo luglio dal 21 (aliquota in vigore dal 17 settembre del 2011 per opera del governo di centrodestra) al 22 per cento. Il Pdl denuncia il rischio di un calo dei consumi e di un conseguente calo del gettito che vanificherebbe il rincaro dell’aliquota.

Sul fronte del centrosinistra si teme che l’aumento delle aliquote penalizzi le fasce più basse di reddito e si ipotizza un aumento tarato selettivamente sui beni meno esposti ai consumi. Per reperire risorse il viceministro del Tesoro Stefano Fassina ha proposto di lasciare l’Imu per le case di maggior pregio e recuperare così circa 2 miliardi. Ipotesi che il ministro Graziano Delrio dice di condividere a Ballarò: “L’Imu non sarà tolta tutta a tutti“.

Il governo tuttavia è assai prudente per via della finanza pubblica (la sterilizzazione costerebbe 2 miliardi) anche se il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni aveva “aperto” all’ipotesi condizionandola al reperimento delle coperture. “Avremo un mese complicato per trovare le risorse che consentano di evitare l’aumento dell’Iva, la coperta è corta“, ha detto il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta (Pd). Più ottimista il viceministro dell’Economia Luigi Casero (Pdl): “Individueremo i fondi”.

Roma, 22 maggio 2013

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Una iniziativa che riguarda milioni di famiglie,e sembra abbia un substrato di serietà.
    allego un link esaustivo da poterleggere
    http://www.agevolazioniprimacasa.info/ristrutturazione_prima_casa/

  2. Annunci, sospensioni, rinvii in un momento così critico ci si dovrebbe aspettare ben altro da un governo insediatosi da circa un mese i cui sostenitori fino al giorno prima che si insediasse gridavano ai quattro venti che la casa bruciava e si doveva fare presto.
    Questa non è polemica a prescindere questi sono fatti.
    Il problema serio è che ci siamo sottoposti a un giogo in sede europea ma nessuno ci aveva spiegato che sarebbe stato così duro quando abbiamo fatto gli accordi e anzi se ne parlava con toni trionfalistici e ci hanno pure costretto a sacrificarci già da prima che entrassimo in questo sistema con un prelievo forzoso dai conti correnti deciso nottetempo.
    Si potevano nutrire irrealistiche speranze per la relativa giovane età di Letta ma il sistema dei due grandi partiti italiani ormai è consolidato e quindi non si può pretendere altro da questi signori.
    Adesso anche la più ottimistica delle previsioni è destinata miseramente a naufragare facendoci rotolare in un baratro infinito da cui non so come si potrà venire fuori.
    Sono molto preoccupato per la situazione sociale .

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