Si spara a Foce Sele: Niente paura sono i Militari. E’ “Fuoco Amico”

Si spara a Foce Sele. Esercitazioni militari di tiro in mare nel poligono presso la Servitù militare di Campolongo, nella riserva naturale Foce Sele-Tanagro.

Allarme e rabbia di cittadini, operatori commerciali e turistici del posto. L’Area ricade in Ambito SIC. Il Sindaco di Eboli Melchionda si infuria: “Ho chiesto alle autorità competenti l’immediata interruzione delle attivita’ militari”.

Area-prossima-al-poligono-di-tiro-che-si-intravede-in-fondo

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di Massimo Del Mese (POLITICAdeMENTE)

EBOLI – Si spara a Foce Sele. Niente paura non è nessun nemico, sono solo i militari, è quel fuoco che viene chiamato “amico” sotto il quale nell’ultima Guerra Mondiale ci sono stati più morti che nelle varie battaglie e sui vari fronti. Questo accade nell’anno 2013 in zona Campolongo del Comune di EBOLI in provincia di Salerno, dove ancora insiste un’area militare ad uso poligono di tiro, sulla costa, immersa in una fascia pinetata di ben 8 kilometri, che proprio per le sue particolarità, venne inserita nel SIC (Sito di Interesse Comunitario) e si pensò alla costituzione del parco “RISERVA NATURALE Foce Sele-Tanagro e Monti Eremita-Marzano” a seguito del quale furono interrotte le esercitazioni.

L’11 giugno 2013 scorso, alle ore 9,00 del mattino, il Comando Militare dell’Esercito “Campania” incurante di queste prerogative, e pensando evidentemente di emulare le gesta dell'”Operazione Desert Storm nella Guerra del Golfo e il più famoso Generale Herbert Norman Schwarzkopf jr., scomparso solo da poco, ha ordinato di eseguire un esercitazione in una zona protetta, nei pressi di attività commerciali, alberghiere, turistiche e soprattutto in un tratto di mare tra la Foce del Sele e l’Oasi protetta di Legambiente, frequentata da turisti e bagnanti.

Gli abitanti, gli operatori commerciali e turistici del posto si sono subito allertati e sebbene abbiano provato a contattare Legambiente, i Carabinieri e la Guardia Forestale, e dopo aver riscontrato un nulla di fatto hanno provato a bloccare l’esercitazione militare, ma hanno ricevuto solo minacce e preavvisi di denunce. Alle insistenze delle persone del luogo i militari hanno cercato di prendere tempo, dichiarando di aver informato un loro superiore che a presto sarebbe giunto sul posto, magari in tuta mimetica e in un Gippone, con tutto il suo armamentario da guerra, per trattare la “resa” dei cittadini e aggiungere un fregio sulla propria divisa, giustificando i centinaia di migliaia di euro che percepisce come stipendio, che paragonato a quello del suo collega statunitense Schwarzkopf (125mila dollari) che al contrario ha vinto un sacco di guerre, è spaventosamente superiore. Ma non è arrivato nessuno e anche in questo si è registrato un nulla di fatto, mentre sibilavano imperterriti i colpi di cannone verso il mare, verso quel nemico “invisibile” con il rischio anche di colpire qualche pescatore o qualche bagnante che in quel momento si stva sollazzando nelle acque particolarmente limpide di quel tratto di mare.

Se il ridicolo uccidesse i primi a morire sarebbero proprio quei militari che invece di giocare a fare la Guerra non si dedicano a fare i guardiani della Pace. L’area su cui insiste il Poligono di tiro Militare di Campolongo nel Comune di Eboli, è stata interdetta ad usi non previsti dalla regolamentazione del SIC e per questo vi è anche un’ordinanza del Comune di Eboli, e per questo è intervenuta anche l’Amministrazione Comunale che tra l’altro fa sapere che ha più volte segnalato la presenza di quel poligono di tiro, a servitù militare, sulla spiaggia di Campolongo, nei pressi della foce del fiume Sele, posto nel pieno di un’area SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e della Riserva Foce Sele – Tanagro. Non si comprende cosa possa essere accaduto per svolgere esercitazioni di tiro che da anni non venivano svolte soprattutto nella stagione estiva, periodo nel quale l’area è popolata di bagnanti, vista la presenza di stabilimenti balneari e di campeggi.

Tratto-di-mare-prossimo-al-poligono-di-tiro

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Non si capisce come mai non è intervenuta la Guardia Forestale che è preposta alla salvaguardia del patrimonio naturale, boschivo e faunistico, che al contrario imperversava presso gli operatori turistici sequestrando lidi e e attività varie, così come non si comprende perché non è intervenuta la Guardia Provinciale che è d’Istanza in quel luogo presso la Casina Rossa nell’Oasi protetta.

La ripresa in questi giorni delle attività di esercitazione militare hanno provocato l’allontanamento dei bagnanti, oltre che allarmato gli operatori turistici del posto, procurando per questo gravi danni all’ambiente e alle attività stesse adiacenti alla zona e per questo è intervenuto l’assessore all’Ambiente del Comune di Eboli Ilario Massarelli che a proposito ha dichiarato: Questo tipo di attività reca danni gravissimi, innanzitutto al delicato ecosistema che caratterizza quell’area. E’ assurdo che, nel mentre a chi esercita attività turistiche nella zona vengano posti vincoli severi a tutela dell’ambiente, si consenta alle forze militari di alterare in modo così drastico l’equilibrio ambientale dell’area”.

Dello stesso tenore è la dichiarazione dell’Assessore al patrimonio Liberato Martucciello: Credo sia giunto il momento di restituire ai nostri concittadini questo prezioso bene posto a servizio delle forze militari. E’ nostra intenzione attivarci in tal senso attraverso l’agenzia del demanio, presso la quale sono già in corso delle trattative per permutare alcuni beni di proprietà dell’Ente. Non possiamo più immaginare che in un’area protetta vengano eseguite attività di esercitazione militare”.

Venuto a conoscenza delle esercitazioni di tiro e raccogliendo le proteste degli operatori del luogo è intervenuto anche il Sindaco di Eboli Martino Melchionda, il quale non ha risparmiato critiche alle Autorità competenti e ha tutela dell’economia, del turismo e dell’Ambiente ha dichiarato: Non appena sono venuto a conoscenza della ripresa, in pieno giorno, delle esercitazioni militari presso il poligono di tiro, ho scritto alle autorità competenti – Ministero dell’Ambiente, settore Ambiente della Regione Campania, Comando Regionale e Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Comando Esercito Campania, Compagnia dei Carabinieri di Eboli – affinché provvedano ad assumere tutte le determinazioni di propria competenza volte all’immediata interruzione delle attività militari.

Il poligono di tiro, difatti, si trova nel cuore della Riserva Naturale Foce Sele – Tanagro; pertanto, è del tutto intollerabile che vengano eseguite attività militari di tal tipo in un’area protetta, e, soprattutto a due passi dai bagnanti. Ho anche chiesto alle medesime autorità, preposte alla salvaguardia dei vincoli ambientali, di valutare con immediatezza la evidente incompatibilità della servitù militare con la tutela dell’area in questione”.

Si spera si giunga ad una soluzione definitiva che ponga fine ad un problema annoso, ma anche ad un’assurda “Guerra” contro un “nemico invisibile” che consente ai militari di imbottire di piombo e di sostanze chimiche e propellenti nocive conenute nei proiettili, un tratto di mare e una costa unici per bellezze naturali, ambientali, paesaggistiche e faunistiche, tra l’altro nelle prossimità della foce del Fiume Sele antico attracco dei Romani e prima di loro degli Osci, dei quali nei pressi si conserva ancora il Tempio di Hera Argiva.

Eboli, 14 giugno 2013

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