Scioglimento del Consiglio di Battipaglia: Etica presenta Ricorso al TAR

Scioglimento: Etica presenta ricorso al Tar. Le motivazioni per smontare il decreto di Re Giorgio in cinquanta pagine.

L’avvocato Sara Di Cunzolo ha inoltrato lunedì il documento all’attenzione dei giudici amministrativi per la revoca del provvedimento. Contestata la relazione dei commissari e messa sotto accusa la mancata verifica del Viminale.

Cecilia-Francese-Sara-Di-Cunzolo.

Cecilia-Francese-Sara-Di-Cunzolo.

di Oreste Vassalluzzo
giornalista professionista
per (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

BATTIPAGLIA – In cinquanta pagine di ricorso al Tar del Lazio, Etica per il Buon Governo, e l’associazione “Battipaglia Nostra“, intendono smontare punto per punto il decreto di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Battipaglia firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano su proposta del Governo.

L’atto presentato dall’avvocato Sara Di Cunzolo mette sotto accusa la relazione della Commissione d’accesso, quella del Prefetto di Salerno Gerarda Maria Pantalone e del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Per il movimento civico guidato da Cecilia Francese non ci sarebbero i presupposti per lo scioglimento di un consiglio comunale non più in carica da un anno rispetto alle determinazioni sopraggiunte con il decreto firmato il 7 aprile scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28 aprile 2014.

Gerarda-Pantalone-Giovanni-santomauro

Gerarda-Pantalone-Giovanni-santomauro

Come si ricorderà il consiglio comunale di Battipaglia era già stato sciolto il 19 giugno del 2013 dopo le dimissioni di diciannove consiglieri su trenta. La decisione fu determinata dalle dimissioni anche dell’ex sindaco Giovanni Santomauro, raggiunto da un provvedimento di arresto della DDA di Salerno nell’inchiesta sugli appalti concessi ai Clan di Casal Di Principe.

Il terremoto giudiziario, che coinvolse anche altri amministratori e soprattutto i tecnici comunali e imprenditori vicini ai clan, provocò lo scioglimento e la nomina del commissario prefettizio Mario Rosario Ruffo e l’arrivo in città della commissione d’accesso antimafia costituita da Rosanna Bonadies, Pasquale Gallo e Marcello Romano. Nel ricorso di Etica viene smontato il carattere sanzionatorio della relazione dei commissari che, anche per la presenza degli “omissis”, non permetterebbe, ai cittadini, l’esatta descrizione dei fatti oggetto d’indagine.

Nel ricorso si fa riferimento anche alla determinazione del ministro dell’Interno. La relazione dei commissari e del Prefetto, infatti, non è vincolante dal punto di vista della decisione e anzi obbliga il ministro alle verifiche su quanto esposto dai commissari della commissione d’accesso. Nei fatti le motivazioni dello scioglimento contenute nel decreto pubblicato altri non sono che la copia della relazione. Non ci sono, in altre parole, verifiche su quanto scrivono i commissari. L’altra questione posta da Etica nel ricorso ai giudici amministrativi del Lazio riguarda lo scioglimento del Comune in regime di commissariamento dello stesso.

In altre parole il Comune era già commissariato con l’arrivo di Mario Rosario Ruffo e si presuppone che il funzionario del ministero dell’Interno abbia posto in essere tutte le azioni idonee al ripristino della legalità. Tra l’altro lo stesso Ruffo, l’8 aprile scorso, ha annullato i comizi elettorali solo dopo la decisione del consiglio dei ministri non attendendo la pubblicazione del decreto firmato dal presidente della Repubblica.

Mario Rosario Ruffo

Mario Rosario Ruffo

Anche nel dettaglio la relazione dei commissari non corrisponderebbe ai dettami della legge sullo scioglimento (decreto legislativo143 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, come modificato dalla Legge 15 luglio 2009, n. 94). E per questo si legge nel ricorso:

«Nella relazione ministeriale allegata al D.P.R. 7.4.2014 si legge che: “nel mese di maggio 2013 (…) è stata data esecuzione ad un’ordinanza di custo- dia cautelare emessa nei confronti di 17 persone dal Giudice per le indagini preli- minari presso il Tribunale di Salerno. Tra le persone tratte in arresto figurano il sindaco del comune di Battipaglia, un consigliere comunale e quattro funzionari dei settori tecnici del comune” (cfr. doc. 1 pag. 2). Su questo punto c’è da rilevare che ciò che emerge ictu oculi è che i membri dell’amministrazione in questione erano già stati allontanati un anno fa e dunque il pericolo di reiterazione di comportamenti denotanti eventuali illegalità ed illegittimità ovvero influenze, non può sussistere; diversamente, laddove non ha ritenuto di dover intervenire la mano “penale” avrebbe potuto quella amministrativa o governativa insediatasi. Peraltro, per quanto risulta dagli articoli dei giornali, tutti gli arresti citati non risultano, quindi già solo la base di partenza è errata. Quanto all’arresto del Sindaco si è parlato diffusamente di “concussione sessuale”, motivo per cui è stato anche da ultimo rinviato a giudizio, oltre alle collegate questioni di abuso di ufficio; ma le predette ipotesi sono davvero lontane dal determinare un condizionamento da parte della criminalità organizzata di un Comune che evidente- mente è stato “diretto” da un Sindaco che i cittadini hanno sbagliato a scegliere nelle precedenti competizioni elettorali, ma di certo non è stato scelto per mano dell’influenza della criminalità organizzata». Lo stesso decreto avrebbe dovuto contenere anche le “contromisure” necessarie per rimuovere le eventuali connivenze riscontrate. Tutto questo nel decreto non c’è”.

Battipaglia, 12 giugno 2014

4 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Splendido, bellissimo! Peccato che per diversi soggetti politici la reale motivazione che porta a contestare il provvedimento di scioglimento sia l’impossibilità di andare alle elezioni. 2 anni di stop, data la totale mancanza di qualsiasi contenuto infatti, sarebbe un suicidio per questi signori! CHE TRISTEZZA! POVERA BATTIPAGLIA!

  2. E sapete dove si ritrova la motivazione di tale meschino obiettivo e la preventiva incoerenza? Dal fatto di aver basato una opposizione denunciando presunti atteggiamenti camorristici e connivenze. E cosa fanno ora che c’è l’occasione di tener fuori per due anni certi personaggi a loro dire ambigui dall’amministrazione? Ricorrono!
    Andassero a prendere in giro qualcun altro!

  3. 1 cecilia denunzia che vi sono camorristi in consiglio comunale, poi difende gli stessi. CECILIA SEI MOLTO COERENTE TU E TUO CUGINO, MENO MALE CHE PER IL BENE DI BATTIPAGLIA NON POTETE PIU’ CANDIDARVI. Un grazie alla MAGISTRATURA SALERNITANA ED AI COMMISSARI che spero che facciano finalmente una PULIZIA anche all’interno di una decina di DIPENDENTI E FUNZIONARI ed almeno di otto DIRIGENTI, Solo cosi’ la PULIZIA ETICA SARA’ FATTA

  4. Con tutti i danni creati a Battipaglia e tutte le tasse che dovremo pagare per i vostri ERRORI in buona o CATTIVA FEDE, ABBIATE la dignita’ di ZITTIRVI PER I PROSSIMI 30 ANNI. Avete buttato BATTIPAGLIA NELLA MERDA

Lascia il tuo commento

Inserisci il tuo nome

Il tuo nome

Inserisci una email valida.

Inserisci una email valida (non viene pubblicata)

Inserisci il tuo commento

POLITICAdeMENTE – Il blog di Massimo Del Mese © 2020 All Rights Reserved

2009-2016 Fluidworks Web & Media Solutions

2009-2012 by Fluidworks Web Agency Eboli (Salerno)

PoliticaDeMente