Caso ISES: Cariello in Prefettura difende l’ISES e rivendica la convenzione

Il Sindaco di Eboli Cariello, in Prefettura difende l’accreditamento per il Centro ISES e per il territorio ebolitano.

L’ISES trasferirà le sue attività al Palazzo Fulgione ex sede del Tribunale. Cariello a Prefettura, ASL, CdA ISES e sindacati, ha sottolineato con fermezza: «Spetta al nostro territorio e non ad altri il mantenimento dell’accreditamento».

ISES

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da (POLITICAdeMENTE) il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – In occasione della riunione svoltasi nella mattinata di ieri presso la Prefettura di Salerno, in merito alla vicenda ISES, incontro richiesto dal sindaco di Eboli, Massimo Cariello, affiancato dal presidente del consiglio comunale, Fausto Vecchio, il primo cittadino di Eboli ha ribadito la volontà comunale di fare l’impossibile per salvare il patrimonio sociale ed economico del Centro ISES.

Fausto Vecchio-Massimo Cariello (2)

Fausto Vecchio-Massimo Cariello (2)

Il Sindaco Massimo Cariello davanti ai rappresentanti di Prefettura, ASL Salerno, CdA ISES e sindacati, è stato chiaro soprattutto su un passaggio, sottolineandolo con decisione: «Spetta al nostro territorio e non ad altri il mantenimento dell’accreditamento».

In occasione dell’incontro di ieri mattina, inoltre, come si sapeva da qualche tempo, è stata avanzata la proposta dell’ISES stesso di trasferire le attività aziendali presso il palazzo Fulgione, sede in passato della sezione distaccata del Tribunale. Il tutto, secondo quanto chiesto dai vertici del centro socio-sanitario ebolitano, dovrebbe avvenire in tempi celeri. La circostanza ha fatto emergere così la necessità di chiedere un incontro urgente con la Regione Campania, unico organo competente per sbloccare la vicenda dell’accreditamento.

Massimo Cariello

Massimo Cariello

«La nostra linea, comunicata già in passato ai vertici provinciali e regionali della sanità, così come anche alle autorità prefettizie, è di puntare al recupero dell’accreditamento per l’Ises, unica circostanza che può far disegnare un futuro possibile per i pazienti, per i lavoratori e per le famiglie interessate – spiega ancora il sindaco Massimo Cariello -. Tutto questo, però, come sempre nella massima trasparenza e con la predisposizione di strutture e modalità che garantiscano sia i pazienti, sia naturalmente i lavoratori.

Siamo fiduciosi, specie dopo l’incontro in Prefettura, dove abbiamo voluto per l’ennesima volta ribadire la destinazione dell’accreditamento, che deve guardare al nostro territorio, che non può e non deve essere impoverito come coseguenza delle responsabilità di chi ha prodotto le difficoltà per il centro Ises, facendo ricadere il tutto su pazienti e lavoratori».

Eboli, 12 gennaio 2016

2 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. INSOMMA MI PARE CHE CI SIANO DUE CORRENTI DI PENSIERO in merito alla vicenda ISES.
    Quella del semi-gruppo contiano PD che spinge verso un fagocitamento della struttura da parte del Centro Elayon e quella dell’Amministrazione in carica che,invece , ne vorrebbe salvaguardare l’autonomia.
    Come pure ci sarebbe una differenza di vedute circa l’ubicazione della nuova sede. I primi vorrebbero allocarla nella struttura ex ortopedia presso la 167 e i secondi presso il palazzo Fulgione ex sede del Tribunale.
    Mi permetto di leggere in ambedue le proposte un fondo di demagogia legata ad un intreccio economico-politico.
    Il semi-gruppo contiano PD spinge verso l’Elayon per gli ovvi motivi che tutti conoscono.
    Cariello vorrebbe l’altra soluzione sia per contrastare un gruppo di opposizione, sia per favorire una famiglia che incasserebbe lauti fitti di locali ad enti pubblici.
    Ambedue le proposte si collocano nell’alveo della malapolitica che bada più agli interessi di parte che a quelli collettivi.
    Per concludere. Auguriamoci che in tutto questo ballaime non ne paghino le conseguenze i poveri ammalati e le maestranze.

  2. Vi rendete conto che se passasse questa proposta quanto potere verrebbe concentrato nelle mani di una sola persona? Se oggi ha la possibilità di esprimere 2/3 consiglieri, dopo potrebbe decidere a chi far fare il sindaco e poi il Capo dello Stato (facendo anche un pensierino alla Città del Vaticano).

    Siamo il paese delle banane (che potrebbe anche andar bene visti quanti babbuini ci sono in giro)

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