Eboli: Assemblea pubblica del “Comitato Per il No”

Venerdì 5 febbraio, ore 18.00, Aula consiliare, Eboli, 1^ assemblea pubblica del “Comitato Per Il No” al referendum sul ddl Renzi-Boschi.

Intervista in esclusiva al Prof. Vincenzo Cicalese tra i promotori referendari per il NO al DDL Boschi-Renzi in città, che insieme ad altre forze sociali stanno dando vita al comitato: ”La nostra è inequivocabilmente una battaglia per la salvaguardia della democrazia.

Vincenzo Cicalese

Vincenzo Cicalese

di Marco Naponiello
per (POLITICAdeMENTE) il Blog di Massimo Del Mese

EBOLI  – Lo aveva annunciato il Premier Matteo Renzi dopo l’approvazione della riforma al Senato con una maggioranza di 180 favorevoli : “Vedremo con chi sta i popolo,se perdo il referendum ne trarrò le conseguenze”, sottolineando a scanso di equivoci l’importanza della consultazione popolare del prossimo autunno per le sorti dell’esecutivo del”Rottamatore”, chiamando a raccolta i suoi accoliti sul territorio per difendere l’impianto della riforma da quesiti referendari, come gli antagonisti della stessa che vanno dalla sinistra radicale a Forza Italia,passando per la minoranza Dem, ad organizzarsi per abrogarla e rispedire in tal modo il governo a casa, con tutte le incognite che ne conseguiranno (un esecutivo traghettatore al 2018 scadenza naturale della legislatura o elezioni immediate?) e prendersi inopinatamente cosi lo “scalpo” di un Renzi – leader che sembrava designato ad un ventennio di potere incontrastato, come il suo alter ego attempato Silvio Berlusconi.

Boschi-Renzi

Boschi-Renzi

Difatti il DDL Renzi- Boschi,matrice della riforma stessa, scatena forti passioni da subito dopo la sua presentazione: c’è chi lo considera un passo decisivo per modernizzare il Paese, prima fra tutte la scomparsa del bicameralismo perfetto di cui ne siamo gli unici “detentori”,almeno in Europa,ed altri allarmati invece che ne intravedono un pericoloso crinale verso una forma riveduta e corretta di “un uomo solo al comando”, esplicazione adattata ai tempi odierni di una dittatura edulcorata, con connotazioni social 2.0,visti  le abitudini di comunicazione del Premier-Segretario. Ma vediamo rapidamente i sei punti fondamentali della modifica alla Costituzione repubblicana:

  • Senato: competenze consultive e non legislative, senatori da 315 a 100
  • Senato: eletto dagli Enti locali: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 nominati dal Presidente della Repubblica.
  • Elezioni Capo dello stato: riforma art 83, dalla settima votazione maggioranza di soli 3/5
  • Riforma del Federalismo e del Titolo V: con premio per le Regioni virtuose,attraverso il federalismo differenziato
  • Abolizioni del CNEL ( Comitato Nazionale Economia e Lavoro) e delle Province sostituite dalle Aree Vaste, in un ottica di eliminazione degli Enti cosiddetti inutili.
Eboli-Assemblea-Comitato No Referendumcostituzionale

Eboli-Assemblea-Comitato No Referendumcostituzionale

Ed è proprio per fronteggiare le innovazioni introdotte dalla riforma, che sui territori nazionali si stanno formando dei comitali del NO, per sensibilizzare l’opinione pubblica, cosa che accadrà anche nella nostra città, domani Venerdi 5 nell’aula consiliare alle ore 18, si riuniranno infatti i promotori del costituendo comitato del NO ebolitano ed illustreranno al pubblico ed alla stampa le loro ragioni sul perché il referendum ottobrino è un rischio per la democrazia se dovesse ottenere il via libera approvativo dalla consultazione popolare. Leader dell’iniziativa e relatore principale della manifestazione sarà il prof. Vincenzo Cicalese già Dirigente Scolastico ed esponente storico della sinistra cittadina (ora vicino alle posizioni dell’ ex eretico PD, Pippo Civati) ed esperto in materia referendaria.  Esordisce Cicalese: “Cercherò di essere breve e conciso” ci ha risposto in una breve intervista <<non sarà facile perché la materia è abbastanza complicata. Metteteci poi la gran confusione che specialmente la RAI-TV sta creando attorno alla questione. Tutti dicono tutto e nei talk show si privilegia la rissa alla discussione pacata ed esplicativa su che cosa gli elettori italiani andranno a votare al prossimo referendum confermativo fissato per ottobre prossimo!”

Infatti si tratta del terzo referendum confermativo nella storia dell’Italia repubblicana su modifiche costituzionali approvate dal Parlamento.

Rodotà con Landini e

Rodotà con Landini e

Nel 2001 il centrosinistra vinse con il 64% dei SI il referendum sull’abolizione del Titolo V della Costituzione relativo alla devolution di alcuni poteri dallo Stato alle Regioni tra cui l’Autonomia finanziaria di Comuni e Regioni nonché l’abolizione del CNEL(Centro Nazionale Economia e Lavoro).

Nel 2006,invece, il governo Berlusconi fu battuto sonoramente a risultati rovesciati: i SI sfiorarono il 39% ed i NO ottennero oltre il 61%. Con questo referendum si volevano ritoccare punti fondamentali della Costituzione Italiana, come la riduzione del numero dei parlamentari, la riduzione dei poteri del Presidente della Repubblica,  il rafforzamento del Governo attraverso un premierato forte, la revisione dei poteri Parlamentari, la riforma della Magistratura e dei rapporti tra Regioni e Stato. Il terzo referendum confermativo che oggi il governo Renzi propone agli Italiani dopo la definitiva approvazione del Senato grazie anche ai voti del gruppo Verdini e di alcuni leghisti dissidenti, si incardina soprattutto sulla abolizione del Senato e la modifica della legge elettorale “porcellum” già dichiarata anticostituzionale.

Referendum costituzionale-1

Referendum costituzionale-1

I fautori del No, che con l’Assemblea di venerdì prossimo si avviano alla costituzione di un vero e proprio Comitato a cui aderiranno anche altri paesi dell’Alto e Basso Sele, contestano fortemente la nuova legge elettorale detta Italicum. “E’ vero che prevede la riduzione del numero dei senatori da 315 a 100 “ sostiene ancora  l’esponente anti-referendario: “ma i nuovi 100 saranno nominati, per la maggior parte, tra i consiglieri regionali in carica più alcuni sindaci di città metropolitane e i senatori a vita. Ossia, oltre ad avere senatori non eletti dal popolo ma nominati dai consigli regionali, corriamo il rischio che tra loro ci sia pure qualche indagato che, con l’acquisita immunità parlamentare potrà tranquillamente sfuggire ad indagini giudiziarie normali.”

Un altro argomento contestabile che i fautori del SI all’Italicum sostengono animatamente è la finta questione del risparmio economico. E’ vero che i nuovi senatori non avranno diritto al lauto stipendio perché già percettori delle prebende regionali e comunali, ma certamente avranno diritto ad un “rimborso spese”, ad una segretaria, ad un portaborse.   E la struttura del Senato con tutta la sua burocrazia infarcita di funzionari, commessi, segretarie et similia sarà abolita? O rimarrà in piedi lo stesso? . Alla fine dei conti risparmieremo si e no qualche milione di euro in nome di un Senato d i nominati che all’apparenza sembra più snello ma che in effetti diventa un mostro legislativo che avrà il potere di controllare un altro mostro rappresentato dalla nuova camera dei Deputati. Infatti i nuovi onorevoli rimarranno sempre in numero di 630 di cui sembra che circa 550 saranno anch’essi nominati dalle segreterie dei partiti. L’unica novità rispetto ai nominati con la legge porcellum è peggiorativa in quanto essi non scaturiranno neanche da una sorta di accordo tra  partiti componenti una data coalizione ma, dovranno rispondere solo ed esclusivamente al segretario nazionale di partito che ne ha compilato la lista!

Il fior fiore dei costituzionalisti italiani del calibro di Zagrebelsky e De Vergottini immediatamente   hanno contestato la legge elettorale Boschi anticamera dell’uomo solo al comando. Ma tant’è. Renzi ne sta facendo una sorta di plebiscito sul suo nome  IO o IL CAOS e se perdo ad ottobre tutti a casa.

Perciò bene acclararlo” conclude perentoriamente il prof. Vincenzo Cicalesesarebbe davvero utile partecipare all’assemblea di venerdì prossimo, a prescindere dalle convinzioni personali politiche di ognuno, perché qui si tratta di difendere un bene primario che i nostri padri costituzionalisti ci hanno lasciato in eredità circa 70 anni fa!”

Eboli, 4 febbraio 2016

7 commenti su questo articoloLascia un commento
  1. Quindi il comitato e’ già costituito. Io pensavo ad un’assemblea aperta dalla quale poi scaturisce il coordinamento. Sono deluso non parteciperò

  2. Egregio avv. Marco Naponiello,
    sono venuto a conoscenza di questo servizio proprio mentre si svolgeva una riunione organizzatitva circa l’Assemblea del 05/02/2016.
    Eravamo nella sezione del partito di Rifondazione comunista e qualcuno mi ha accusato di essermi autonominato “leader dell’iniziativa e relatore principale della manifestazione”.
    Ho dovuto, quindi, precisare che l’intervista telefonica riportava fedelmente il mio pensiero compresa la frase iniziale “Cercherò di essere breve e conciso” che era riferita non all’eventuale relazione introduttiva bensì all’intervista stessa.
    Per il resto è tutto vero. Tranne che non sono affatto il referente principale del costituendo Comitato NO e neanche mi ritengo un vero esperto in materia referendaria.
    Ma, nonostante queste precisazioni, mi è stato chiesto di fare un passo indietro ed io ho accettato seppur contestando che non può essere certo l’articolo di un giornale a condizionare l’operato di un movimento.
    Infine auguro a tutti i giovani, cui è stato affidato il compito di relazionare sull’argomento, di svolgere nella maniera più brillante possibile l’introduzione dei lavori dell’Assemblea stessa dalla quale dovrà scaturire il COMITATO PER IL NO.
    Vincenzo Cicalese ore 23,30 del 04/02/2016

  3. Nella didascalia della foto di Rodotá e Landini manca il nome di D’Attorre.
    Buona giornata.

  4. Qualche sera fà si è tenuto l’Assise per la costi-
    tuzione del Comitatp per il No al referendum costi-
    tuzionale. La discussione ,opportunamente,si è
    svolta nella rievocazione del costituente prof
    Piero Calamandrei.
    L’illustre giurista ,che si riscattò ,per la sua
    anbigua presenza nella Commisione per la riforma
    del codice di procedura civile.ispirata dal Bottai,
    ministro fascista affermava:
    “La Costitizione conserva intatta,per chi resta
    fedele alla Resistenza ,il suo valore di messaggio.
    Dai suoi articoli parlano a noi le voci familiari
    del nostro Risorgimento. La Repubblica dell’art.1 .
    la Repubblica pacifica dell’art.11 è Giuseppe Mazzi-
    ni; lo “spirito democratico” dell’art.52 è Giusep-
    pe Garibaldi ;Nell’art.8 par di riconoscere la
    voce di Camillo Cavour,dall’art.27 parla Cesare
    Beccaria,dall’art.115 riecheggia il monito di
    Carlo Cattaneo.
    L’art.3 ,che pone la giustizia sociale come condi-
    zione indissolubile della libertà politica e della
    eguaglianza rivive Carlo Rosselli; negli articoli
    che pongono nel lavoro la fonte di ogni dignità
    sociale e che auspicano una società in cui sia
    garantità la effettiva partecipazione di tutti
    i lavoratori all’organizzazione politica ,econo-
    mica e sociale del paese ,rivivono ANTONIO GRAMSCI
    e PIERO GOBETTI-
    Ah ,dimenticavo l’Assise .Tutto si è svolto all’in-
    segna del “giovanilismo” ,Non stò qui a criticare
    o a giudicare .Sono per la massima del grande
    Lucano,Orazio ” maxima debetur puero reverentia”
    ( il ragazzo è sacro).Però per diventare “dirigen-
    ti” o per essere riconosciuti dirigenti ,bisogna
    superare la fase della leggereza e dell’approsi-
    mazione.C’è stata propinata una lezioncina di
    diritto costituzionale ,per la quale ,in sede di
    esame universitario ,i protagonisti non avrebbero
    raggiunto nemmeno il fatidico 18.
    E’ auspicabile per l’avvenire studiare con serietà
    per sopperire all’assenza di qualsiasi riferimento
    storico e politico. Vuoi vedere che questo Referen-
    dum sia piovuto dakl cielo e si sia situato nel
    Limbo?
    La prossima volta sarà piacevole sentire che
    questa ennesima svolta autoritaria e sovvertitri-
    ce,come insegna la storia italiana ed europea,porta
    il nome di Renzi ,epigono berluschino,e del suo
    mentore Belusconi.
    P.S. Se la seduta era all’insegna del “giovani-
    lismo ” perché si è consentito a dei vecchi”TROM-
    BONI” di comiziare?

    peppe leso 6 febbraio 2016

  5. Da quanto ha scritto il dott. Leso si evince che la suddetta assemblea si è svolta all’insegna del giovanilismo fresco e nuovo, tranne che nella presentazione non c’è stato alcun riferimrnto storico-politico sulla nascita della Costituzione Italiana e sulle motivazioni che hanno spinto il Renzi,continuatore del berlusconismo, a trasformare questo referendum in un plebiscito sulla sua persona.
    Qualcuno mi ha anche riferito che erano presenti vicino alla presidenza consiglieri comunali di Forza Italia benevolmente inseriti nel comitato a patto che nessuno pronunciasse il nome di Berlusconi,responsabile primario dello sfascio economico,politico,sociale dell’Italietta odierna.
    Ma sopratutto colui che nel 2006, se vi ricordate bene, sosteneva che in parlamento bastava solo il voto dei capigruppo partitici per decidere Leggi, Decreti e Regolamenti statali.
    Che memoria corta hanno gli Italiani. Che superficialità dimostrano questi “nuovi giovani” rampanti propugnatori del NO. E tutte quelle vecchie facce e quei tromboni responsabili in prima persona del decadimento urbano,civile e morale della città, che ci facevano in quella manifestazione tutta improntata alla giovanilità.?
    BOH…quasi quasi mi viene voglia di andare a votare SI di fronte a siffatte ambiguità

  6. Faccio parte del “giovanilismo fresco” del comitato. É vero, l’emozione ha giocato brutti scherzi, ma quella non era affatto una lezioncina, quanto un promemoria volutamente ridotto di cosa prevede il ddl. Nessuno di noi vuole essere riconosciuto “dirigente,” in quanto questo é un comitato cittadino, aperto a tutti, senza gerarchie. I “vecchi tromboni” erano cittadini che volevano esprimere la propria opinione, come é giusto che sia. Il riferimento al fatto che questo é un referendum su Renzi stesso c’é stato, e si é anche discusso. Si é precisato, inoltre, che questo comitato deve essere politico, ma apartitico, in quanto questo referendum e le sue conseguenze riguardano tutti e uniscono forze politiche e sociali compatte per il no.
    Spero di poter dialogare di persona con tutti voi, magari al prossimo incontro del comitato ormai nato. 🙂
    Distinti saluti!

  7. Litigate sul nulla,un referendum che ha il vento in poppa e voi vi atteggiate come hai vecchi tempi,il potere e i voti vi hanno abbandonato da un decennio,l’ arroganza purtroppo no!

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