Progetto EBAD: Eboli si conferma città simbolo di storia e cultura

Con il progetto EBAD che aderisce alla “Settimana degli archivi”, promossa dall’ANAI, Eboli si conferma città simbolo di storia e cultura.

Scopo dell’iniziativa è far conoscere gli archivi di tutti gli Enti Pubblici: ogni singolo archivio rappresenta un pezzo di storia che, congiunto con gli altri, dà vita alla storia d’Italia.

Complesso Monumentale san Francesco Eboli

Complesso Monumentale san Francesco Eboli

da POLITICAdeMENTE il blog di Massimo Del Mese

EBOLI – Presso il Complesso Monumentale San Francesco è stato presentato il progetto EBAD, acronimo dell’Archivio Documentale e fotografico del Comune di Eboli. L’evento “La nostra storia nascosta: dalla carta al digitale” ha aderito all’iniziativa nazionale “Settimana degli archivi”, promossa dall’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI).

Scopo dell’iniziativa è far conoscere gli archivi di tutti gli Enti Pubblici: ogni singolo archivio rappresenta un pezzo di storia che, congiunto con gli altri, dà vita alla storia d’Italia. «Un momento importante per il nostro Comune, che non solo ha partecipato con un progetto innovativo, frutto di un lavoro specialistico e certosino, cominciato nel 1996, allorché è stata istituita la Biblioteca Comunale, ma che ha ricevuto un importante riconoscimento culturale», ha commentato il sindaco di Eboli, Massimo Cariello.

Il primo cittadino ha infatti firmato, grazie alla collaborazione di Michela Sessa, direttrice dell’archivio di Stato di Avellino, un documento strategico che si aggiunge alla sequenza di successi del Comune di Eboli sul piano del valore culturale. Si tratta di un documento che riconosce il fondo fotografico di Luigi Gallotta di “notevole interesse storico” e rende l’archivio meritevole di essere sottoposto al vincolo della Soprintendenza Archivistica, così come per i monumenti più importanti del Paese.

L’incontro che ha sancito questo straordinario risultato è stato moderato da Teresa Meola, responsabile del servizio cultura e biblioteca del Comune di Eboli. Presenti alla serata anche Rosario Petrosino, direttore didattico della fotografia (MUDIF); Giuseppe Fresolone, dell’Università degli Studi di Salerno; Luca De Roberto, in rappresentanza di Ludercom.

Il portale, realizzato per raccogliere in forma digitalizzata immagini, atti, documenti storici, volumi di proprietà del Comune di Eboli custoditi presso la Biblioteca Comunale “Simone Augelluzzi“, contiene ben 45.000 foto e l’Archivio Storico Comunale, conservato nei locali della biblioteca, che comprende le deliberazioni di Giunta e Consiglio Comunale dal 1868 al 1953 e documenti storici dal 1810 al 1953, inventariati e classificati dalla Soprintendenza Archivistica di Napoli. Attraverso l’applicazione e dal portale Ebad, le foto possono essere condivise sui social. Proprio l’applicazione consentirà di passeggiare per il centro antico, leggere sul proprio telefono cellulare notizie storiche inerenti a strade e palazzi storici e monumenti della nostra città.

«L’archivio rappresenta la nostra storia – ha spiegato Teresa Meola -. Grazie alla digitalizzazione di foto e documenti possiamo riappropriarci del nostro passato e rendere fruibili informazioni ed immagini a tutti i cittadini, non solo agli studiosi che tutti i giorni si recano presso la nostra biblioteca per consultare e ricercare attimi preziosi della storia della nostra città. E’ stato un lungo lavoro, ma abbiamo vinto una grossa scommessa partita nel ’96 con il primo fondo librario donato da Paolo Merola, passando per l’acquisto del fondo Gallotta, che ora è quindi di proprietà del Comune, fino all’approdo sui social. Questo archivio è un tesoro di tutti ed a ciascuno chiediamo di collaborare con noi, per segnalarci rettifiche o errori storici e per perfezionare più possibile le informazioni presenti. La storia non è mai dei singoli. La storia, la nostra, si scrive insieme».

Lo stesso sindaco di Eboli, Massimo Cariello, ha voluto rivolgere il ringraziamento a chi ha consentito l’importante traguardo: «Un’opera del genere è il frutto di un lungo lavoro e di un grande impegno. Chi ci ha permesso di tagliare questo traguardo è stato mosso soprattutto dall’amore verso la città e verso il territorio, manifestato con la cura per la storia che ha contraddistinto la nostra comunità».

Porte aperte ai visitatori nelle sale che ospitano Ebad fino a sabato 19 marzo: Un’emozione unica per ripercorrere la nostra storia, per ricordare come era la nostra Città e quali erano gli usi ed i costumi dei nostri padri.

Eboli, 21 marzo 2016

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